Ettore Messina: Riccardo Moraschini salterà la Coppa Italia

Ettore Messina commenta così la sconfitta in Brescia vs Olimpia Milano: Difficile vincere con sei appoggi mancati e il 38% dal campo

Ettore Messina commenta così la sconfitta in Brescia vs Olimpia Milano: «Complimenti Esposito e alla sua squadra. Abbiamo giocato una gara accorta, con un po’ di lucidità nel finale avremmo potuto vincerla. Due errori difensivi ci sono costati cari».

«Quando sbagli otto terzi tempi diventa dura vincere. In tutte le maniere peraltro, in contropiede, uno contro uno. E se di solito tiriamo bene i liberi, oggi molti errori. Si è vista una buona difesa per tre quarti di partita, ma se tiri con il 38% dal campo… è un po’ poco».

«Una gara in trasferta non la ammazzi nel primo quarto, i se di questa gara sono davvero tanti»

«Riccardo Moraschini salterà la Coppa Italia, ha una lesione molto importante. Jeff Brooks salterà questa e la prossima settimana sicuramente, poi vedremo»

«Nemanja Nedovic non so ancora cosa aspettarmi. Devo gestirlo in costante accordo con medici e staff»

8 thoughts on “Ettore Messina: Riccardo Moraschini salterà la Coppa Italia

  1. Ma perché tirano male sbagliano appoggi e difese???? Chi li prepara?????? Hai rotto coi complimenti agli avversari!!!!!!! Fai il tuo lavoro!!!! Comincio a capire perché ha voluto il ruolo di presidente-allenatore……e chi lo licenzia????????? Lo fa da solo?????

  2. Messina ha costruito una squadra vecchia di età, con poco talento, piena di comprimari. Atleticamente disastrosa, stanca già da ottobre.
    Basta con i pensionati .

      1. Si ma perché erano assenti in una partita così difficile e importante?

  3. Lontano tanti anni dall’Europa, Messina sta scoprendo quello che Pianegiani sapeva già… Dai suoi tempi sono cambiati tantissimo sia LBA che Eurolega…7 anni fa non era necessario, ma ormai devi giocare al massimo, con concentrazione e fisicita’ con chiunque o perdi con chiunque. per fare due campionati dove in LBA tutti aspettano di incontrare Olimpia per batterla e tutti possono contare tutti su 6 americani bravi e uno o due buoni italiani, non basta scendere in campo per vincere. Per fare 2 campionati così impegnativi dove si gioca ogni 2 giorni, abbiamo un roster cortissimo. Quelli molto bravi sono tutti over 30, i continui infortuni sono dovuti agli impegni cosi consecutivi e se poi sbagli 2 acquisti stranieri, per la somma di tutti questi motivi, sei già con l’acqua alla gola.

    Finche’ le cose restano cosi, io sono uno dei sostenitori di abbandonare LBA e giocare solo Eurolega,
    Alternativa possibile come avevo già detto una volta, sarebbe quella, con 30/M di budget, di fare 2 squadre (una che giochi solo LBA con 6 buoni stranieri e 2/3 italiani bravi facendola come gli altri con budget di 3/4M) che all’occorrenza e in caso di infortuni di qualcuno del team principale possano fargli da serbatoio e l’altra per la Eurolega composta da 9/10 stranieri piu un paio di italiani tra i piu meritevoli…
    In questo modo i giocatori di LBA sarebbero motivati a cercar di giocar bene col miraggio di subentrare ed avvicendare alcuni di quelli meno in forma nel team di Eurolega, cosicchè questi non debbano andare a giocare a Pesaro o Capo D’Orlando dopo esser stato in 4gg a Istanbul e Tel Aviv, facendo trasparire che voglia e interesse e convinzione manca quasi in ogni incontro

    ….. E poi non è possibile che ogni due anni arrivando un tecnico nuovo, si butti via ogni volta il bambino con l’acqua sporca…. Mi viene da piangere a pensare che il CSKA vince con migliori play James ed Hackett che noi abbiamo cacciato, e Sassari con Curtis e McLean… tanto per fare esempi. Come mi viene da piangere a vedere le ottime prestazioni di Aaron e Shelvin appena andati via da noi….Forse più che le sgridate a volte serve un panchina uno psicologo che li faccia sentire importanti. In NBA i team hanno 20 giocatori e se ne cazzi uno ne hai un’altro che prende il suo posto, qui da noi se ne accantoni 2 sei subito alla frutta….

    1. Sicuramente il fattore psicologico incide tantissimo, finora abbiamo visto dei giocatori che non danno l’anima e che ” non sputano sangue” . Alle prime difficoltà si arrendono tutti, Messina per primo.Il President Coach Non è in grado di escogitare qualcosa per dare una svolta alle partite. Bisogna ammettere che con questo Roster non si possono giocare due competizioni ad alto livello.

  4. Milano ha vinto “solo” tre degli ultimi sei campionati italiani. Banchi ha sconfitto i ”rimasugli” di Siena (che era ancora una buonissima squadra); Repesa ha vinto in maniera convincente contro Reggio Emilia. Pianigiani ha vinto a stento con Trento. Tutti ricorderanno la stoppata di Goudelock in gara quattro, senza la quale forse avremmo visto lo scudetto sfuggirci di mano ad opera di una squadra compatta ma che certo non produceva un buon e divertente basket. Non è che quest’anno, dunque, sia cambiato molto. Attualmente la squadra vale la classifica che ha perché BolognaVirtus, Sassari, Brescia e Cremona le sono superiori, quanto meno per rendimento. Gli altri anni, per lo meno, si affrontavano i play off da una posizione di vetta nella regular season e riconosco che se vuoi essere protagonista ai play off e parti dalla quinta-sesta posizione è certamente più difficile. Però, ripeto: non molto mi sembra cambiato oggi rispetto agli ultimi anni.
    Detto questo, penso anche io che una squadra di soli 13-14 uomini difficilmente può competere ad altissimo livello in entrambe le competizioni. Se poi ci metti anche gli infortuni, bhè, diventa difficile, specie se non riesci a “spremere” maggiore produttività dagli Italiani. Approntare due squadre con alcuni giocatori intercambiabili? Sarebbe divertente per noi tifosi e stimolante per i giocatori ma difficile da gestire (per un unico allenatore) e soprattutto sarebbe tremendamente costoso.
    Squadra di vecchietti? Non ho visto l’età media degli altri competitor in EL però non credo che si possa definire vecchio un atleta professionista di 33-34 anni. Poi si aprirebbe un ampio discorso su quanti top player giovani verrebbero a Milano, perché non è così scontato che vengano tutti di corsa, anche se offri loro un buonissimo ingaggio (e Milano non sempre riesce a competere, in questo, con le grandi d’Europa). E poi, sinceramente: avreste accettato una squadra un po’ più giovane, senza punti di riferimento importanti (parlo di Rodriguez e Scola), con il rischio di non vincere nulla per uno o due anni sinché non si forma la chimica giusta per formare uno squadrone? Nessuno lo avrebbe fatto! E Messina – come i suoi predecessori – ha dovuto coniugare la necessità di creare un ciclo con la necessità di vincere comunque subito, almeno in Italia.
    Ieri sera, alla fine, mettendo qualche tiro libero in più avremmo portato a casa la vittoria ma certo, non avremmo risolto i tanti problemi. In primis le difficoltà offensive: manca continuità nel fare canestro e questo è certamente colpa dei singoli che sbagliano anche le cose più semplici o i tiri aperti (per paura di sbagliare?) ma sicuramente anche del coach che ancora non è riuscito a dare alla squadra un gioco valido e qualche piccolo schema che dia punti sicuri nei momenti di difficoltà. Secondo punto focale, per me, è l’impatto dei nostri lunghi. Gudaitis e Tarczewsky hanno fisico pazzesco (specie in LBA) e grande presenza ma sono assolutamente privi del gioco spalle a canestro. Regolarmente, quando giochiamo con squadre dotate di pivot capaci nel pitturato, soffriamo (vedasi Cooley lo scorso anno o Bilan quest’anno). Ritengo che Gudaitis sia un ottimo giocatore ma per il prossimo anno penserei davvero di cercare un lungo forte, capace di giocare in post basso perché altrimenti il gioco resta perimetrale (salvo quando c’è in campo Scola) e prevedibile. E poi la difesa, ovvero quello che doveva essere il marchio di fabbrica. In effetti anche in questo settore non si vede ancora una sicurezza per la squadra. Ieri abbiamo intasato bene il pitturato ma abbiamo subito un 51% da tre punti, inaccettabile!
    Capitolo singoli. Infortuni a parte, quello che fino adesso è mancato è il faro, l’uomo forte che toglie le castagne dal fuoco e “paga la cauzione” (come dico spesso i commentatori tv) per tutti. Forse con Nedovic al 100% avremo anche noi il nostro go to guy ma per ora ci è mancata la consapevolezza nei nostri mezzi. Certamente in questo, parte della colpa è del coach e dello staff. Parte è anche dei giocatori.
    L’aspetto psicologico, infine. Sono anni, ormai, che molti giocatori arrivano con grandi prospettive e poi falliscono, soprattutto a livello di fiducia. Ora, se questo fosse capitato solo con un allenatore si sarebbe potuto dare la colpa a quest’ultimo ma la verità è un’altra. Cambiano i coaches, cambiano i giocatori ma rimane questa “maledizione”, questa “palla pesante” che impedisce di rendere al 100% e che, di contro, fa rendere tutti gli avversari al 110% (anche ieri sera abbiamo preso 25 punti da uno (Lansdowne) che era fermo da novembre!). Sfugge il motivo per il quale i nostri ci impiegano mesi a recuperare da infortuni (anche banali) ed a recuperare i ritmi partita mentre gli altri vanno tutti che è un piacere. Certo, il fatto che Milano durante la stagione non si allena mai (perché gioca sempre) incide, eccome.
    Riepilogando: siamo dove meritiamo di essere (anche in Europa, ovviamente); ci sono parecchi problemi da risolvere; la stagione è ancora lunga. Licenziare il Coach-presidente (la Società lo può comunque fare, anche se Messina interpreta entrambi i ruoli) può essere l’ennesimo spreco di tempo e soldi ma soprattutto ci metterebbe nella solita posizione di dover trovare un nuovo e valido coach e di un nuovo e valido presidente, figure difficili da trovare e molto costose. Ne vale la pena, dopo sei mesi di lavoro del nuovo staff?

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