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Ettore Messina: James ci farà 40 punti, ma volevo il Chacho e Mack

Ettore Messina, presidente e coach di Olimpia Milano, racconta la stagione che va a cominciare ad Andrea Tosi. Due pagine da La Gazzetta dello Sport

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Ettore Messina, presidente e coach di Olimpia Milano, racconta la stagione che va a cominciare ad Andrea Tosi. La Gazzetta dello Sport concede una pagina doppia al nuovo simbolo biancorosso.

Ettore Messina SUL PALALIDO

«In campo per rispetto dell’Urania, di cui vogliamo riconoscere la grande serietà di un programma che l’ha portata in A2. Spero che presto il derby sia anche in Serie A. Del Lido ricordo soprattutto le gesta di campioni del passato. Da Chuck Jura a Manu Ginobili: nell’anno del Grande Slam, contro Milano, dimenticò le scarpe da gioco. Entrò dalla panchina, me lo rinfaccia ancora».

Ettore Messina SUGLI OBIETTIVI

«L’impegno della società e della squadra è vincere il tricolore e raggiungere i playoff di EuroLeague. Ad oggi non so dire quale sia più facile».

Ettore Messina SUI PLAY DI MILANO

«E’ il grande cambiamento di quest’anno. Volevo il Chacho e Shelvin Mack perchè hanno talento, personalità e senso della squadra. Questo non significa che chi abbiamo lasciato sia scadente, so che Mike James ci farà 40 punti quando affronteremo il Cska. Ma io volevo il Chacho e Shelvin Mack. E mi auguro che quest’ultimo sia la sorpresa della Serie A».

Ettore Messina SUI FAVORI DEL PRONOSTICO

«Non mi sento favorito perchè mi chiamo Messina. Tutto quello che ho vinto in passato non conta nulla. Venendo a Milano ho azzerato tutto. E’ il fatto di allenare l’Olimpia che impone di vestire e gestire quel ruolo (del favorito, ndr). Non posso sfuggirlo».

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8 thoughts on “Ettore Messina: James ci farà 40 punti, ma volevo il Chacho e Mack

    1. Comunque è andato al CSKA, una squadra che Milano può batterla in casa e in trasferta con o senza James, quindi forse i commenti sui 40 punti non sono necessariamente preoccupanti

  1. Ammesso che quel tiro lo metta… ricordati la serie con Sassari e le sue bestialità nei finali di gara che, di fatto, ci sono costati quanto meno la finale. Alla fine è, purtroppo, più facile ricordare le partite decisive toppate,vedi quella col Pana, che quelle che contavano relativamente vinte con le sue magate.

      1. Sono molto curioso di capire se, e scusami se lo hai scritto e non l’ho letto io, tu avresti tenuto James al posto di uno dei due o se avresti provato a tenerlo come 2, e in tal caso se pensi che l’equilibrio generale della squadra sarebbe stato lo stesso.

  2. Penso che Mike James difficilmente avrà i minuti in campo, nel CSKA, per fare 40 punti, o anche 20, difficilmente avrà i palloni e la libertà per farli.

    Penso che difficilmente avrà l’occasione di fare cose strane come le ha fatte da noi, con esiti sconcertanti nel finale di stagione LBA.
    Nel CSKA torna probabilmente a una posizione secondaria, dopo aver fallito l’esperienza da leader che Milano gli ha offerto – fallita non solo per colpa sua, va detto, ma certamente molto per colpa sua.

    Mike James ha dimostrato, in lungo e in largo, e spesso anche troppo, ha dimostrato di essere un fenomeno, ma non un leader.

    Il CSKA penso gli darà lo spazio per fare il fenomeno, perché un giocatore così è capace di mostrare cose del basket che fanno piacere e incantano tutti gli appassionati, di qualsiasi squadra.
    Il CSKA però si può permettere il fenomeno, perché la sua struttura di squadra, e la presenza di tanti campioni, sono già quelli “il leader”, e non ne ha strettamente bisogno di un altro, come invece ne aveva bisogno Milano l’anno scorso.

    Quest’anno Milano sembra aver trovato un leader vero, El Chacho, che tra parentesi se non è proprio un fenomeno, nel senso americano – nel senso di Lebron e Kobe, Jordan eccetera – è molto vicino ad esserlo.
    Leader però lo è di sicuro. Di questo ha bisogno Milano adesso.

    I fenomeni come Mike James li abbiamo ammirati per tutto l’anno, con piacere, ma poi quando sono mancati i risultati, la maggior parte del pubblico di Milano, s’è indispettita, ha perso il gusto del fenomeno, avendo preteso, a suo dire, quello dei risultati.
    Ecco allora perché Milano non può tenere James, e ha preso Rodriguez e Mack.

    Aggiungo soltanto che potrebbe essere proprio il gran lavoro di Mack in campo contro il CSKA, a impedire a James di fare troppi punti contro di noi… 😉

    (palmasco)

    1. Come hai giustamente scritto contano i risultati e se il CSKA MOSCA dovesse vincere l’eurolega tutto quello che hai scritto per coerenza te lo dovresti rimangiare a prescindere se sarà un leader o no o se farà 20 o 40 punti a partita e puoi stare tranquillo che non giocherà pochi minuti perché non lo pagano per ammuffire in panchina..

      1. In realtà, caro GAE, ho scritto che “per una parte del pubblico milanese”, i risultati si sono rivelati più importanti dello show di un fenomeno come Mike James – e non che i risultati siano sempre e comunque più importanti di qualsiasi altra cosa.

        A me personalmente, per esempio, il finale tristissimo della stagione scorsa è dispiaciuto, ovviamente, ma non mi ha indispettito.
        Sono molto, ma molto contento che sia arrivato Messina, ma credo anche che Pianigiani sia stato molto sfortunato, e se non avesse perso per infortunio i suoi due giocatori più importanti, Nedovic e Gudaitis, la stagione sarebbe stata molto diversa.

        Ho scritto anche, altre volte qui, che il basket è un gioco collettivo, si gioca in 5.
        Il che vuol dire, come scrivo qui sopra, che il CSKA si può permettere un fenomeno come James, perché ha già dei leader, e anche perché ha un’organizzazione e dei campioni che permettono loro di avere un fenomeno in squadra, senza dovere dipendere da lui.

        Anche Pianigiani, io credo, se si fosse potuto permettere di dargli un ruolo minore, da fenomeno appunto, in un gioco che si gioca in 5, col collettivo, avrebbe potuto disciplinarlo meglio, sfruttarlo di meno, educarlo di più, facendo il bene della squadra e dello stesso Mike James.
        Non aveva però gli stessi campioni del CSKA, forse non aveva la stessa organizzazione di gioco, e a un certo punto, presto, s’è trovato privo dei due migliori giocatori che aveva.
        Sono differenze importanti.
        Il CSKA andrà alle Final Four comunque, che perda o meno due giocatori importanti, che James faccia il fenomeno o il lavativo come ha fatto da noi in difesa: è un altro livello di squadra.

        Milano invece cercava ancora un leader l’anno scorso, in James, ma purtroppo non l’ha trovato. Mentre a me pare che l’abbia trovato quest’anno in Sergio Rodriguez.
        Sono differenze importanti. Molto importanti.
        Milano non è ancora al livello delle Final Four, ecco perché i fenomeni non ci possono interessare, anche se ci divertono e hanno fatto appassionare alcuni di noi.
        Ma i Mack e i Rodriguez, in un gioco che si gioca in 5, sono ben altra cosa: soprattutto per noi!

        Ciao, palmasco

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