Solitamente, all’indomani di una gara di EuroLeague o di campionato, analizziamo i 40’. Ma Anadolu EfesOlimpia Milano non è stata una gara come le altre. Non è questo un bilancio sull’EuroLeague della squadra di Simone Pianigiani. Ma un abbozzo di riflessione finale in tre punti. Il resto, verrà.

Una questione di cattiveria

Lo abbiamo già detto. E’ difficile, oggi, giudicare con equilibrio la stagione europea di Olimpia Milano. Anche perchè tutto è estremamente ambiguo. Simone Pianigiani, in estate, era stato chiaro: «L’obiettivo è lottare per i playoff». Ci è riuscito. Ma il finale dice 4 sconfitte in fila, 5 nelle ultime 6. Contro Cska e Real Madrid (con certi torti arbitrali, ndr), certo, con il Panathinaikos in grande condizione, eccome, ma anche con Fenerbahce, una vittoria per essere certa del primo posto, e Anadolu Efes, sicura di qualificazione ai playoff e quarto posto.

Il basket non è il calcio, il fisico non viene messo sull’altare del sacrificio in ogni gara, ovvio che nessuno regali nulla, e non siamo qui a semplificare con battute da bar ma… non conta l’epilogo, conta il “come”. E allora l’Olimpia Milano ha addirittura avuto meno “cattiveria”, meno “volontà” di chi non avrebbe dovuto neanche averla. E questa è una colpa.

Simone Pianigiani ci ha creduto?

Siamo i primi a dire, come noto, che Simone Pianigiani “trolli” in sala stampa. Però, dice anche tante verità. Aveva previsto il calo sul finale del girone di ritorno dopo lo stop di Nedovic, lo aveva anticipato prima di queste ultime due gare. Il discorso è: realismo o mancanza di fiducia?

Simone Pianigiani ha creduto che questa missione fosse possibile? Simone Pianigiani ha passato il concetto alla squadra che questa missione fosse possibile? Simone Pianigiani ha fatto qualcosa per far sì che questa missione fosse possibile? Guardando il campo, a queste ultime due domande risponderemmo “No”.

No Mike James, no party

L’Olimpia Milano, quest’estate, è partita dal sesto uomo del Panathinaikos, da due giocatori di Malaga e dalla maturazione di due centri cresciuti, a questo livello, in casa. Non dimentichiamolo. Dal mercato non è arrivato nessun LeBron James, almeno sulla carta. Ma dipendere da un sol uomo è sempre colpa.

Il 14 marzo il Medionalum Forum urlava “Mvp, mvp” in direzione di Mike James. Dopo il grande primo tempo con il Real Madrid, il numero 2 è uscito di scena. Ci sta, non è una sua colpa, anche lui è nel pieno di un percorso verso l’eccellenza potenziale. Ma l’Olimpia non ha trovato soluzioni alternative, ovvero una ben che minima resistenza difensiva. E ad aprile, questo non è un bene. Un anno fa Andrew Goudelock, ora Mike James: cos’è cambiato, in soldoni?

11 Comments »

  1. Sono molto combattuto: tra il desiderare ardentemente l’immediata cacciata di un coach che non ha dato un gioco, un carattere e non ha creato un gruppo, oppure la sopportazione per un altro anno ma solo per arrivare ad un vero Coach, come Obradovic.

    A parte questo, ci sono state tante conferme dall’esito della partita di ieri: il senese non è un coach vincente. Bravo a trovare scuse prima ancora che responsabilità (proprie), incapace a controbattere le mosse degli allenatori avversari, sempre in balia del ritmo partita imposto dagli altri. il parziale del 3° quarto ne è la rappresentazione massima.

    Ora, ricompattiamoci per raggiungere l’unico obiettivo alla portata: lo scudetto. Ma l’anno scorso ci fu una sublimazione di Goudlock in uomo di sacrificio, votato alla squadra, ben definito dalla stoppata-scudetto. Oggi, James avrà la stessa trasformazione? il coach riuscirà a motivare adeguatamente la squadra? Insomma, l’anno scorso è andata bene… quest’anno saremo altrettanto fortunati?

  2. Un altro anno con lui al timone non lo farei. Bisogna pero’ trovare qualcuno in gamba, vincente. E uno cosi’ costa tanto, ovviamente…. Se poi dobbiamo prendere due o tre rinforzi validi rischiamo di andare fuori budget. Pensiamo alla lba, per ora.
    Se lo spogliatoio regge non avremo problemi

  3. Da Proli al GM al coach: ormai è assodato: un gruppo di analfabeti del basket! No altri giudizi, ormai. Cercasi Gherardini, per costruire qualcosa, non RI-costruire perché qui c’è da rifare tutto. Il

    • Condivisibili tutti i commenti. Giusto quello sullo switch off di James a livello mentale, rifiutandosi di difendere per risparmiarsi per arrotondare le sue statistiche in attacco. Basta vedere i punti segnati dai suoi avversari diretti. Inaccettabile. Alla fine avevono ragione i detrattori di James (tra cui il sottoscritto) perché era chiaro che in campo c’era lui che doveva essere visto come il N1 assoluto. Penso che abbia sofferto l’arrivo di Nunnally. Si può recuperare? Visto che è sotto contratto ci proverei, ma con un discorso chiaro: caro amico prima la squadra, il rispetto per i compagni e la voglia di lottare ogni secondo. Ma ci vuole un coach. Che non abbiamo a questi livelli. In questo caso non ci proverei neanche un minuto e per dare una scossa alla squadra (LBA a forte rischio) andrei di licenziamento ora. Cancelleri e Fioretti la possono gestire. Messaggio forte poi ai top coach d’Europa e non (visto cosa ha fatto Pitino?) Milano, piazza storica, società solida, città top è sul mercato.

  4. Chissà se anche voi leggete in giro i commenti sull’Olimpia.
    Si direbbe di no, perché dicono tutti, e dite anche voi, le stesse cose: stagione buttata/poche palle/cambiare allenatore/difesa inesistente.
    A trovarmi in una compagnia così vasta, e così monocorde mi sentirei imbarazzato.
    Mi spiace dire cose spiacevoli, ma qualcuno deve dirle, secondo me.
    Perché tutti hanno in mano l’analisi facile, e le facili soluzioni, apparentemente.
    Facili dalla poltrona del tifoso, ovviamente.

    Cosa poteva fare Pianigiani contro l’Efes?
    Per me una cosa fondamentale: tenere in campo Jerrels, che stava difendendo dadi!
    Tanto quando hai in campo un Nedovic della portata di ieri sera, un James così ridotto non ti serve.
    Ma nel caldo della serata che stava andando a puttane, chi l’avrebbe fatto davvero?
    E se fosse andata male? Sai le critiche.

    Eppure lo scollamento di James è evidente.
    Le ragioni sono impossibili da sapere, dalla poltrona del tifoso.
    Ma le conseguenze sono evidenti.
    Se dovessi azzardare una risposta, direi che James quest’anno non è ancora maturo per il salto da fenomeno assoluto, a gran giocatore è leader.
    Quando se ne è reso conto, ha smesso del tutto di difendere.
    Quella che deve essere stata una delusione cocente per lui, non essere uomo da ribaltare da solo i destini di una squadra, s’è trasformata in campo in un atteggiamento maniacale in attacco, e uno depressivo in difesa.
    È, su un altro livello, il problema dell’anno scorso col play che non difendeva, di cui ora non ricordo il nome 😔
    Se non difendi per niente sugli esterni, come fa lui recentemente, e molto più di quando ci credeva, la difesa collassa, i centri affogano sul p&r, sono agevolati a fare fallo, e non riescono a prendere rimbalzi.

    Cosa avrebbe potuto fare Pianigiani?
    Farlo maturare.
    Ma forse l’ha fatto.
    Di certo lo si vede spesso parlare con James con fare timoroso, mentre MJ chiaramente non l’ascolta.

    Una delle chiavi è lì di certo.
    Magari James sta maturando e lo si vedrà l’anno prossimo.
    Ah già, ma voi li volevate ai play off, da ultimi, in due soli anni. Il resto è merda.
    Ah già, ma voi volete un grosso calibro in panchina, che costi quel che costi, tanto paga paperone, non avete tempo di guardare, di seguire, di comprendere, e magari di apprezzare il lavoro fatto finora.

    Ah già: Micov miglior stagione in carriera quest’anno, James uguale, Gudaitis sbocciato e affermatosi da noi come uno dei migliori centri d’Europa, Tarczewski in crescita costante e dominante in Italia, ma voi volete un allenatore che sappia valorizzare i giocatori, e lo volete subito.
    E che sia famoso, mi raccomando!

    E se non ce la facesse nemmeno il fenomeno con le palle? Ah beh è chiaro, sappiamo tutti che ci metteremo a chiedere di portarci Irving dall’NBA, in fondo Bologna s’è presa Chalmers…
    O magari Lebron, perché no.

    (palmasco)

  5. Secondo me le critiche in questa fase di stagione sono ampiamente giustificate.
    E’ dalla notte dei tempi che i tifosi sono tutti grandissimi allenatori da poltrona ed è altrettanto vero che Pianigiani non ha mai goduto di grande stima a prescindere dai risultati ottenuti; mi sembra quindi facilmente intuibile che l’opinione di massa abbia puntato il dito contro il coach e contro difetti offensivi/difensivi strutturali e molto evidenti.

    Detto questo io vorrei portare un dato oggettivo.
    Le 4 grandi deluse della precedente stagione che hanno investito tanti soldini per rilanciarsi in Eurolega sono Olimpia, Barcellona, Efes e Maccabi.

    Dati alla mano:

    – Efes passa da 7-23 a 20-10 con Ataman che ha migliorato ogni aspetto di gioco
    – Barcellona passa da 11-19 a 18-12 (dopo una partenza 6-7 la squadra cambia marcia con super-lavoro di Pesic)
    – Maccabi passa da 13-17 a 14-16 (parte malissimo 1-6, poi cambia coach, viene stravolta tatticamente ed il record diventa 13-10)

    Le tre squadre sono caratterizzate da tante novità (come Milano) ma hanno registrato un notevole miglioramento nel corso della stagione.
    A Milano secondo me questo miglioramento è mancato alla grandissima.

    Pianigiani ha indicato gli infortuni come il motivo principale delle difficoltà milanesi.
    Io penso che è mancata una crescita mentale e tecnica del gruppo; abbiamo talento (tanto) ma non ho visto mai una Squadra con la “s” maiuscola.
    Nel 2013-2014 mi ricordo nella seconda fase di eurolega una squadra molto meno talentuosa ma con una super voglia di vincere insieme e con meccanismi offensivi-difensivi in costante miglioramento (discorso a parte meritano i play-off italiani dove il nervosismo di “dover” vincere fu paralizzante in tante partite).

    Motivi del mancato miglioramento?
    Coach, giocatori, spogliatoio, società, infortuni …? Questo non lo so (ognuno ha la sua idea in merito).
    So solo che i pregi ed i difetti della squadra sono stati gli stessi dalla prima al’ultima giornata.

  6. Le critiche, secondo me, sono anche figlie della delusione. Bisognerebbe chiedersi, poi, se il mancato approdo ai play off in effetti non sia poi una cosaa così negativa. Mi spiego. In fondo si tratterebbe di giocare altre tre gare, dall’esito scontato. Nulla di più. Milano oggi non è tra le prime otto ma ci è molto vicina (forse sono mancati solo alcuni dettaglia, fondamentali).. In questo Pianigiani e lo staff hanno certamente fatto un buon lavoro, così come la crescita dei due centri o la grande stagione di Micov. Questo non pò tuttavia far dimenticare quelle che è sotto gli occhi di tutti alcuni altri aspetti negativi. Il primo è certamente la difesa, praticamente inesistente. E su questo credo che nessuno possa obiettare! Altro aspetto critico, secondo me (ed anche altri), è l’aspetto mentale, l’approccio alle gare. Da questo punto di vista questo coach è certamente limitato. Non per fare i soliti nomi ma a me sembra che uno come Obradovic o Pitino non stia sempre a lamentarsi e non “subisca” certi atteggiamenti (tipo James che se ne frega di ascoltare quello che dice Pianigiani) da parte dei propri giocatori. Ultimo aspetto, ma non meno importante, è quello della gestione degli italiani. Vero: Pascolo, Abass, Fontecchio, Burns, Della Valle e Cinciarini non sono dei campioni, ma sono tra i migliori del nostro movimento (e questo la dice lunga sul livello della lba, ma è un altro argomento). Se non riesci a valorizzare questo piccolo patrimonio ma poi ti lamenti che i tuoi sono sempre stanchi allora qualcosa non quadra. E poi: una cosa è non riuscire a valorizzare dei giocatori, una cosa è ridurli all’insicurezza totale.
    Detto questo mi rendo conto che stare seduti in poltrona è bello e comodo. Avee Paperone che investe soldi mi piacerebbe. Le mie considerazioni nascono dal fatto che per fare il salto di qualità manca qualcosa, e sembra evidente a tutti. Stiamo facendo un cammino che ci ha portati prima a ritornare grandi (si fa per dire) in Italia e che ci ha condotti a lottare ora per i play off in Europa. Il cammino non è terminato ma ora la vetta è più vicina e le difficoltà aumentano. Serve dunque una strumentazione migliore (coach e qualche buon innesto).
    Poi i miracoli sportivi esistono, per carità. Ma gli exploit durano solo una stagione (nella quale ti deve andare tutto bene). Se si vuole davvero contiuare a crescere, bisogna cambiare, aggiustare il tiro.
    E’ critica contro Pianigiani, dunque, contro qualche giocatore, anche, ma è critica che serve a crescere.
    In ogni caso, sono solo le squadre il cui spogilatoio è unito quelle che arrivano in alto. A noi questo sembra ancora mancare, quest’anno. Vedremo. Lo scudetto me lo vorrei giocare e lo vorrei vincere. Ma per lo meno vorrei provarci!

  7. U.Fo. non posso darti torto, in generale, ma per esempio sulla questione dell’allenatore dobbiamo fare una riflessione più ampia – ed io so che qui abbiamo tutti lo stesso cuore, ma diversi modi di esprimerlo.

    Che senso ha, per esempio, insistere sui giocatori italiani, come fate, e poi sbracare sull’allenatore chiedendo uno straniero di fama supposta.
    Eh sì, perché le cose vanno anche guardate per i loro aspetti reali.
    In Lietuva (Lituania) per esempio, il basket è molto di più che lo sport nazionale, è una frenesia, è una vertigine, è una passione, una ragione di vita.
    Uno sport che si svolge in un clima molto più accogliente del nostro.
    Non si spiega altrimenti come una nazione così piccola, che ha più o meno gli stessi abitanti di Milano, abbia prodotto così tanti campioni e squadra competitive come lo Zalgiris Kaunas.

    Lì da loro è proprio un modo diverso di tifare, di credere nello sport, di amare una squadra, di idolatrare il basket.
    Jasekivicius è certamente un grande, ma vuoi mettere essere l’allenatore della squadra top di un’intera nazione dove non ci sono Milan e Inter, solo per fare un esempio? Una nazione che crede nel basket, che lo sa valutare e amare nello stesso tempo? Una nazione in grado di tifare e di pensare nello stesso tempo!
    Jasekivicius lavora in clima molto migliore dei nostri brontoloni di Milano.

    Tutti quelli che sono passati dal’Italia e sono poi andati altrove, Trinchieri e Scariolo per dire solo i due più importanti, hanno notato questa differenza tra giocare da noi e all’estero: più rilassati, più competenti, più sereni gli altri, pessimi i nostri tifosi, il clima che si respira da noi, le reazioni degli italiani, il giudizio continuo, la cattiveria, l’incompetenza.

    Leggendo quello che viene scritto su Milano, che quest’anno è alla sua migliore stagione dagli anni di Banchi, un allievo di Pianigiani tra l’altro – sfortunatamente tagliato perché non gradito al clan Gentile, come è ormai noto – si capisce il clima avverso che si respira a Milano, soprattutto in confronto al tifo da altre parti, molto più favorevole.
    Noi non siamo sportivi, siamo tifosi, nel senso peggiore della parola.
    Lavorare qui è molto difficile, e non è detto che i fenomeni stranieri che vengono invocati, ce la possano fare, ma soprattutto ce la vogliano fare.
    Chi vuole venire a Milano a prendere merda qualsiasi cosa faccia?

    (palmasco)

  8. Considerazione interessante e vera, per molti aspetti. Ma suona quasi come una condanna, come se per i sogni di noi tifosi “criticoni” di Milano non ci sia futuro. I big europei certo preferiscono Russia, Lituania, Spagna, persino Grecia, Turchia e Israele dove il basket e’ quasi una religione (passatemi il termine). Quindi non li vedremo qui. Italiani forti non ne vedo, senza scomodare Messina. Emergenti? Il coach di Trento, Buscaglia, ma e’ rischioso prendere un coach inesperto a questi livelli.
    Allora teniamoci questo pavido ragazzo toscano, poco incline alla difesa, non grandisdimo nella gestione dei rapporti di spogluatoio e vedremo di trarne il meglio. 🙂

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