Olimpia Milano vs Panathinaikos | E’ la notte della chiamata alle armi. Protagonisti o comparse?

Alle ore 20.45, in un PalaDesio da tutto esaurito, l’Olimpia Milano attende il Panathinaikos di Nick Calathes

E’ la notte della chiamata alle armi. E’ la madre di tutte le partite. Alle ore 20.45, in un PalaDesio da tutto esaurito, l’Olimpia Milano attende il Panathinaikos di Nick Calathes. E’ una gara senza domani, è la gara peri playoff, anche se credibilmente servirà un secondo successo per chiudere il discorso.

Prima di qualsiasi numero e questione tattica, la considerazione più importante: questa è la prova di maturità definitiva. Notti così rimandano a gara-5 al Forum di LBA Finals contro l’Aquila Trento, ma ad uno step ovviamente superiore. Sono vittorie che possono dare consapevolezza, rendere più semplice il “dopo”, creare mentalità. Conta meno il momento, non hanno alcun valore i calcoli di classifica, in campo c’è solo uno status da comporre: protagonisti o comparse?

«Siamo dove volevamo essere» dice, in pratica, Simone Pianigiani. Adesso serve solo dare l’ultimo risposta alla domanda: «per fare cosa?». L’11 dicembre 2014, proprio al PalaDesio, l’ultimo successo milanese con 21 punti di Daniel Hackett. 2-5 il record complessivo casalingo.

Il rilancio del Panathinaikos

Out Nikos Pappas, incredibile il lavoro sviluppato da Rick Pitino nello scetticismo generale. Il Panathinaikos ha vinto le ultime cinque gare, espugnando Mosca e domando il Baskonia. Nick Calathes ha ripreso in mano la situazione trovando una simbiosi perfetta con il suo coach, ma il capolavoro si chiama Georgios Papagiannis. Il lungo, ripudiato in Nba e tornato tra molti dubbi in Grecia, viaggia a 13 punti di media e 6.5 rimbalzi di media nelle ultime quattro partite.

220 centimetri certamente ingombranti nel pitturato, in un disegno di squadra ben chiaro. Avvio dai p&r di Nick Calathes (cui può essere concesso spazio al tiro, non alla penetrazione), tanti lunghi in grado di dare piccoli contributi al ferro (Papagiannis appunto, ma anche Gist, Vougioukas e Antetokounmpo), e tiratori mortiferi come Deshaun Thomas, Keith Langford, Sean Kilpatrick e Matt Lojeski (non in condizione quest’ultimo), oltre ad un giocatore totale come Ioannis Papapetrou.

Il tutto in un disegno di durezza fisica che può mettere in difficoltà un’Olimpia molto fragile a rimbalzo difensivo dopo l’infortunio di Arturas Gudaitis.

Gli obblighi di Olimpia Milano

Dal canto suo, l’Olimpia Milano deve correre e produrre in virtù di un maggiore talento, difendendo negli inevitabili momenti di «blocco» offensivo. Il Panathinaikos cercherà di dare ritmo segnando nei primi secondi del possesso, la squadra di Simone Pianigiani dovrà reggere a rimbalzo per velocizzare i giochi, viste le difficoltà a produrre circolazione quando la palla si ferma a metà campo.

In tutto questo, inevitabile il ruolo del pubblico. La chiamata alle armi è stata già mandata a destinazione. Il piccolo PalaDesio può essere d’aiuto, può diventare un catino infernale, anche per mettere pressione sulla terna arbitrale. Il Panathinaikos è una grande d’Europa, ma il blasone non deve essere garanzia di favore. Non nella casa di Olimpia Milano.

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U. Fo.
U. Fo.
1 anno fa

Partita bellissima da vivere, in campo e da tifoso. Merito a societa’ e giocatori se possiamo giderci tutto cio’.
Gara da vincere, of course, per “fare mentalita’, come hai scritto tu. Per i play off ho il timore che sara’ inutile….
Ma giochiamoci questa gara, sfidiamo una squadra blasonata e in gran forma e vediamo come finisce: sara’ un altro passo avanti verso la completa maturita’.

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