Giorni di riflessione in casa AX Armani Exchange Milano: tra Kaunas, Jerrells, James e mercato

Giorni di rallentamento in casa AX Armani Exchange Milano dopo la trasferta di Kaunas. In giro per il continente, ritroviamo Andrea Cinciarini, Christian Burns e Simone Fontecchio in ritiro con l’Italia e Dairis Bertans al seguito della Lettonia, mentre i lituani Arturas Gudaitis e Mindaugas Kuzminskas non risponderanno neanche alla seconda chiamata, concedendosi un giusto periodo di riposo.

Preparazione, quindi, che ripartirà in vista della gara interna con Gran Canaria del 6 dicembre, ma intanto dopo Kaunas ci sovvengono alcune riflessioni del momento.

Zalgiris Kaunas

La gara in Lituania è stata figlia di un 20-2 che ha costretto ad un infinito, e infine infruttuoso, inseguimento. Ma alla Zalgirio Arena si è vista una squadra capace di reagire ai propri errori e combattere, rispondendo colpo su colpo ad una squadra storicamente rude, imponendo anche una difesa che ha costretto l’avversario a tre infrazioni di 24’’. Il risultato resta negativo, Sarunas Jasikevicius era peraltro privo di un giocatore centrale come Paulius Jankunas, ma l’Olimpia di quest’anno è una squadra, combattiva e ardimentosa: cosa che mancava da anni a livello europeo.

Mike James

Il video del timeout ha suscitato qualche polemica nelle scorse ore, anche gonfiate da interpretazioni di siti esteri. Ma stiamo parlando di Mike James, un giocatore che vive ogni singolo giorno per crescere in palestra, un uomo che dialoga di basket su twitter appena smette la tuta, un elemento che sta imprimendo il suo timbro su questa EuroLeague come pochi altri al momento. I suoi numeri, il suo impatto su ogni partita, non ha eguali dai tempi d Keith Langford nel primo anno di Luca Banchi, e di Alessandro Gentile nel primo anno di Repesa (prima dell’infortunio di metà stagione). Non siamo qui per ridimensionare l’accaduto, per dire che sono cose di campo (chi scrive non ha mai giocato a livello professionistico, quindi vi evita queste banalità), per consigliar di lasciar perdere. Semplicemente abbiamo solo visto un episodio di cui non conosciamo il «prima» e soprattutto il «dopo». Con il «durante» si può osservare, più che commentare. E Mike James, ad oggi, ci pare questo: passione, talento, cuore. E certi atteggiamenti, sbagliati, sono figli di questi aspetti.

Il roster

Mike James ha giocato praticamente 40’ a Kaunas. Vlado Micov, dopo qualche balbettamento iniziale, trovato il canestro non è più uscito, raggiungendo i 36’. E’ vero, Nemanja Nedovic è giocatore che garantisce 30’ a partita e Amedeo Della Valle viaggerebbe intorno agli 8’, garantendo qualche minuto di pausa. Ma il problema rimane. Le accorciate rotazioni nel reparto esterni sono anche figlie di alcune mancanza volute ad inizio stagione, l’assenza di un cambio per Micov nello spot di 3, e inattese, le difficoltà di Curtis Jerrells. Simone Pianigiani conosce la «combo» Usa come nessun altro, avendolo issato al ruolo di miglior play di EuroCup solo due anni fa a Gerusalemme. Jerrells è quindi un giocatore del coach senese, perfettamente integrato nel suo sistema, che non può allegare le difficoltà presenti al pur fastidioso infortunio estivo. Nedovic sarebbe la panacea di ogni male? Con il rientro del serbo diminuirebbe l’impatto di Jerrells, levando di conseguenza pressione sul suo effettivo recupero fisico? Qual è la vera necessità di mercato di questa Olimpia allora? Intanto il club continua a muoversi, in sottofondo si avverte il rumore della trattativa.

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7 pensieri su “Giorni di riflessione in casa AX Armani Exchange Milano: tra Kaunas, Jerrells, James e mercato

  1. La sensazione è che James si stia un po’ scollando dalla squadra.

    Le cause principali secondo me sono due: da una parte James ha perso un uomo di cui si fida al 100% come Nedovic; dall’altra il livello di pressione difensiva su di lui si è alzato da molto attento a maniacale. Questo un po’ lo innervosisce, un po’ lo costringe a muoversi sempre al limite delle sue capacità, con risultati a volte frustranti per lui, soprattutto al tiro.
    Aumento della pressione difensiva su di lui, che a sua volta è favorito anche dalla mancanza di Nedovic, che sarebbe un secondo giocatore molto pericoloso di cui occuparsi.

    Nelle ultime due partite perse, il primo quarto è stato sempre brillante come al solito, con la nostra capacità di girare bene la palla e fare comodamente più di venti punti, poi entra il secondo quintetto e tutto smette di funzionare.
    James perde fiducia nella squadra, si “scolla”, cerca di vincere da solo, e ovviamente peggiora il problema perché smettiamo di giocare come una squadra, e lui fa scelte spesso anche sbagliate.
    Scelte che tolgono fiducia ai suoi compagni, che li rendono passivi, quindi meno pericolosi, quindi agevolando il compito della difesa su James, oltre alle numerose palle che perde cacciandosi nei guai.

    E non vale, secondo me, me l’alibi che le difese avversarie crescono, e che hanno trovato la regola d’oro di chiuderci i primi 8/10 secondi dell’azione.
    Anche ieri, per chi l’ha visto, Pesic del Barcellona ha dichiarato all’intervallo che la soluzione della partita contro il Fener per loro era di togliere dal gioco Dixon, a tutti i costi, ma pur avendolo come piano, non ci sono riusciti, perché i compagni di Dixon sono capaci di iniziativa…

    Hai fatto bene a nominare Ale Gentile nel tuo articolo, perché lo scollamento di James, e le sue decisioni nocive di provare a vincere da solo, lo ricordano.
    Nonostante ovviamente l’immensa differenza di talento a favore dell’americano, e la ben diversa intelligenza cestistica, sempre a favore di James.

    A Kaunas nel primo tempo Pianigiani e James hanno avuto colloqui fitti, e ho visto un gesto insolito da parte dell’allenatore: gli batteva sul petto coll’indice, come a piantargli dentro il chiodo di un concetto che l’americano non sembrava volere recepire.
    Poi tra i due c’è stato lo scambio violento nel secondo tempo, ripreso dalle telecamere durante un time out, con James che faceva un gesto netto con la mano di taglio, come dire: “questo non lo voglio sentire”.
    E Tarczewski che cercava di calmare il suo play che si allontanava dal cerchio del time out.

    La crisi resa così pubblica dalla presenza fortuita delle telecamere, per me è un buon segno.
    Significa infatti, secondo me, che Pianigiani ha intenzione di guidare James, uno dei suoi migliori giocatori, dentro il recinto di un gioco di squadra, quindi si è reso conto che le difficoltà di James vengono dalla sua tendenza a esagerare nel giocare da solo, e vuole impedirgli di farlo per il bene della squadra.
    E che James resiste a questi avvertimenti, ma ovviamente li ascolta, da giocatore intelligente com’è.
    Ed è bene che siano pubblici e dichiarati e che non si svolgano sotto le ceneri o dietro le quinte.
    Perché sarebbe un gran colpo se, prima di Nedovic, si disattivasse la scollatura tra James e la squadra che oggi è evidente, e, nel caso di Kaunas, mortifera.
    Con Barcellona forse non ci sarebbe stato niente da fare comunque.

    Il punto esatto in cui si è visto in campo tutto quello che ho detto qui, è stato quando avanti di 12 James ha preso un tiro da 3 senza senso nei primi secondi dell’azione, seguito subito da Kuzminskas, e da un terzo che non ricordo di chi.
    Tre palle perse, rimonta, e parziale devastante.

    Per salire di livello i rinforzi occorreranno comunque.
    Fosse per me cercherei un 3 molto pericoloso e intelligente, qualcuno come Hanga che ho visto ieri contro Fenerbhace, quasi ribaltare una partita difficilissima…

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    1. La tua approfondita disamina della situazione James è molto intelligente ed è sempre applicabile a tutte le situazioni di squadra in cui un giocatore ha una caratura tecnica superiore ai compagni. Esiste una tendenza allo “scollamento” dove il coach deve essere bravo a gestire ed il giocatore deve essere altrettanto bravo ad miscelare passione/talento/cuore/razionalità. Comunque è un “problema” che mi fa molto piacere affrontare perché vuol dire che abbiamo una star e che questa star è qui per vincere (non per gonfiare le statistiche personali).
      Sull’adattamento difensivo degli avversari vorrei dire che – a mio parere – non è la formula magica per batterci sempre ma è un notevole elemento di difficoltà per come è impostato il ns attacco. Non giocare fluidamente nei primi 10/12 secondi significa spendere molto più energie (male visti i minutaggi di James/Micov) e significa limitare le nostre giocate di puro istinto cestistico (dove James è un numero uno) ed obbligarci a leggere molto di più cambi/rotazioni.

      Però la notizia buona è che Alessandro sente rumore di trattativa (chissà in quale ruolo…)

      ps… anche a me piace moltissimo Hanga come giocatore di complemento, peccato che chiami uno stipendio non proprio di complemento

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    2. Ottima disamina e conclusioni condivisibili, anche se avrei un po’ più di cautela nel giudicare «violento» il confronto James-Pianigiani (il coach ha proseguito in massima serenità), e anche nel considerare «errori» le scelte di James. E’ un giocatore di talento che vuole palla in mano e colpire secondo istinto, avendone le capacità. Cambiarlo più di tanto è impossibile, ma certamente va sostenuto nell’avere fiducia dei compagni. E al momento, come dici tu, ne ha forse solo in Nedovic

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  2. James e’ una star, un leader. Va geztito, non limitato concirdo con voi sul fatto che questo “scollamento” sia frutta anche della sua voglia di vincere. Quindi e’ un segnale positivo.
    Cosi’ come e’ positivo vedere la squadra reagire ad un parziale di diciotto a zero e andare a giocarsela sino alla fine. Gli anni scorsi non succedeva.
    Nedovic non e’ la panacea dei nostri mali attuali ma e’ indubbio che il pressing asfissiante sara’ meno redditizio se devi limitare un trio terribile come Nedovic, Micov e James.
    Io sel mercato cercherei un tre.

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  3. Barcellona, Pana, Kimki, Zalgris e Milano: questo e’, secondo me, il gruppo dal quale usciranno le tre squadre da play off che andranno ad aggiungersi a Cska, Real, Fener e il sorprendente (ma nemmeno troppo) Efes.
    Insomma: noi ci siamo.

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