Gestione di palla e difesa: ecco le soluzioni di Milano. Intanto, Diana, dopo l’uscita infelice su Goudelock prepara la mossa a sorpresa

Ultime ore prima di gara-4 al Palageorge di Montichiari. L’Olimpia Milano si gioca il primo matchpoint di questa semifinale dopo lo show di Andrew Goudelock di lunedì sera.

La gestione Goudelock

Poco da dire, il collettivo è arrivato sino alla tripla del +4 di Luca Vitali a poco più di 3’ dalla sirena. Il resto sono le 4 triple e il 2/2 dalla lunetta del numero “0”. E allora, lo ribadiamo, qui merito va dato alla società, che il 7 maggio ha saputo ricomporre una situazione a dir poco agitata. Dopo gli sfoghi via Twitter, e la vociferata multa, oggi Andrew Goudelock è un giocatore in missione, che vuole rimanere in una città di cui si è innamorato, conquistando il primo importante titolo di una carriera da «vorrei ma non posso».

Qui Milano

Con quali altre armi? Con la difesa, con il miglior Vlado Micov della stagione, con un Kaleb Tarczewski maggiormente in palla in un playoff sino ad ora deludente. Senza dimenticare Andrea Cinciarini, di fatto a riposo in gara-3 dopo un impatto inizialmente felice sulla serie.

Il playmaking resta il fattore centrale. Curtis Jerrells, rispetto a Jordan Theodore, ha garantito un maggior supporto difensivo, coinvolgendo maggiormente lo stesso Drew Goudelock in fase di non possesso. Ma l’ex Banvit era capace, in uno contro uno, di coinvolgere maggiormente i lunghi, diluendo leggermente la dipendenza del tiro dall’arco. Perchè, oggi come oggi, Brescia ha capito questo: l’Olimpia è figlia delle sue percentuali da fuori.

Simone Pianigiani lo sa bene: «Le palle perse sono quelle che hanno dato la possibilità a Brescia di segnare qualche punto facile in più altrimenti li avremmo tenuti sui 70». Dunque difesa, attacco ragionato con circolazione di palla e uomini in movimento e negazione della transizione, arma più preziosa per Brescia.

Qui Brescia

 

Dal canto suo, Andrea Diana ragiona sull’ipotetica rivoluzione. Il coach livornese ha mal digerito il ko di gara-3, visto che i suoi hanno rispettato in pieno il piano partita, pagando il finale di Goudelock, ma anche quel 5/14 ai liberi che ha evitato di dilatare il vantaggio nei primi 20’.

Una frustrazione emersa anche in sala stampa, con quel riferimento allo stipendio di Goudelock («guadagna quanto tutta Brescia»). Come se il salario del numero 0 arrivasse ai 2 milioni e mezzo di budget Leonessa (non è così). Come a ridimensionare lo stesso 3-0 leonino con Varese, visto il rapporto monetario tra Landry e gli stranieri di coach Caja.

Il basket, lo sport, va ben oltre i continui riferimenti di budget, e lo sa benissimo lo stesso Diana che, con grande e giustificata ambizione, cerca di sovvertire gli equilibri. Come? Valutando l’inserimento di Lee Moore in vece di Dario Hunt. Il pivot ha raccolto 22 punti e 14 rimbalzi in tre gare, per un minutaggio medio intorno ai 15’. Rinunciare sarebbe una potenziale condanna a rimbalzo, una feroce dipendenza da Benjamin Ortner, ma anche nuova linfa alla pressione difensiva sul perimetro, e un’arma ulteriore in transizione come nel tiro da fuori.

Sarà così? Lo scopriremo questa sera.

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U. Fo
U. Fo
2 anni fa

Quella di stasera e’ una partita importante: la vittoria sarebbe preziosissima. Oltre a chiudere la serie e catapultare la squadra in finale, darebbe un po’ di riposo prezioso, viste le rotazioni a nove giocatori. Sara’ importante essere li a giocarsela sino alla fine perche’ chi ha piu’ da perdere, oggi, sono i nostri avversari. Bisognera’ stringere di piu’ le maglie della difesa perche’ difficilmente Brescia ci concedera’ nuovamente il vantaggio di cosi’ tanti liberi sbagliati. Non credo che Diana receda dalle sue scelte, coinvolgendo Moore e sacrificando un lungo. Sel resto sul perimetro ha gia’ una discreta qualita’ con i… Leggi il resto »

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