Milano ha svoltato? La risposta nei prossimi giorni, intanto Theodore, Goudelock e Kuzminskas

Tra Cremona e Maccabi Tel Aviv, tre giorni di puro lavoro per un’Olimpia Milano che inizia a credere di essere approdata in una nuova dimensione.

L’ottimismo di Jordan Theodore apre a tre punti d’analisi, rapidi rapidi, che ci introducono ad una settimana chiave per la comprensione del tutto in vista delle Final Eight di Coppa Italia.

Andrew Goudelock. La guardia Usa, toccato il fondo (ne abbiamo parlato abbondantemente qui il 13 gennaio), ha servito un sensibile colpo di reni ribellandosi all’inerzia negativa. Dopo la virgola contro il CSKA, Goudelock ha prodotto 28 punti in 27’ contro Venezia, 18 in 30’ con Malaga e 16 in 25’ a Vitoria. Avevamo parlato di “classe operaia al potere”, mettendo in dubbio seriamente la propensione di una “molle nobiltà”. Goudelock ci ha subito smentiti con prestazioni e presenza, visto che, in fin dei conti, tenendo ben presente il suo “talentuoso egoismo”, la giocata più importante resta l’altruismo per Theodore a 6 decimi dalla sirena di Vitoria. Domanda: contro Cremona l’Olimpia è tornata a non avere soluzioni nel momento di massima pressione avversaria. Casuale che questo sia accaduto con Goudelock influenzato, dunque assente?

Jordan Theodore. Il mondo di Jordan, nell’ultima settimana, è tornato d’orato. 14 punti e 11 assist contro Malaga, 18 e 8 con il Baskonia, con tanto di giocata vincente a sei decimi dalla sirena. Come detto, fondamentale la presenza di Mindaugas Kuzminskas, ma anche il rapporto di massima empatia con Andrew Goudelock. Senza di lui, contro il Cska, Milano era stata solo cuore, con lui, ma appannato (8 punti, un solo assist, e massima vulnerabilità contro Ruzzier), contro Cremona sono stati dolori. Domanda: è Jordan Theodore, ancora oggi, l’uomo con le chiavi in mano dell’Olimpia Milano? Risposta: sì.

 

Mindaugas Kuzminskas. Si è già parlato del suo peso in squadra, a prescindere dalla produzione offensiva. Ovvio che il tempo possa essere galantuomo anche sulle singole prestazioni, ma a ben vedere, l’impatto del lituano è stato da subito pesantissimo. 12 punti in 23’ all’esordio contro l’Olympiacos (5 gennaio), 9 e 7 in 24’ contro Pistoia (8 gennaio), 17 in 23’ con Malaga (17 gennaio), 10 in 22’ con il Baskonia (19 gennaio), 19 e 9 con schiacciata vincente con Cremona in 29’(22 gennaio). Di fatto, l’unico calo si è verificato contro Cska (6 punti in 18’ l’11 gennaio) e Reyer Venezia (2 punti e 2 rimbalzi in 12’ il 14 gennaio). Insomma, il lituano è l’uomo della provvidenza.

 Nello sport, nel basket, ci vuole pazienza

un commento fornitoci in un’intervista dal coach di Pistoia, Vincenzo Esposito. E sino ad oggi, il tema di ogni conferenza stampa di Simone Pianigiani, è stato proprio questo: pazienza.

Ora il Maccabi, perchè la pazienza, appunto, deve essere una qualità, ma l’Olimpia Milano resta una squadra in cerca di certezze. E le certezze, nello sport, si chiamano vittorie.

Alessandro Luigi Maggi

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