Essere Patric Young. Essere sospetto. Ma a che punto siamo?

Essere Patric Young. Essere attesa. Essere sospetto. Perché il tempo passa, la gente mormora, e ricostruire i fatti diventa la via più semplice per comprendere i silenzi, e non perdere il dovuto ottimismo.

Il 7 luglio 2015, dopo l’impatto lampo con il Galatasaray, Patric Young firma un biennale con l’Olympiacos. Quattro giorni dopo emerge il tentativo Olimpia, ma il dado è tratto, e il centro di Jacksonville inizia ad impressionare anche in Grecia.

Il 12 novembre, il fattaccio. Contro l’Anadolu Efes del suo predecessore, Bryant Dunston, il ginocchio sinistro di Young fa crack. 24 ore dopo, la risonanza magnetica non lascia spazio a dubbi: è rottura del crociato anteriore. Per il rientro in una gara ufficiale, bisognerà attendere sino al 12 ottobre 2016: 11’ a Madrid in EuroLeague.

Non sarà una stagione ricca di soddisfazioni. Young risponde presente in 58 occasioni, ma non va oltre i 10’ in A1 (5 punti per 2.9 rimbalzi) e i 9’ in EuroLeague (3 punti per 2.5 rimbalzi). La sua avventura si chiude definitivamente l’11 giugno, con 7’ nella sfortunata gara-5 di finale scudetto con il Panathinaikos. Probabilmente Young non lo sa ancora, ma quella sarà, ad oggi, la sua ultima partita.

Il 7 giugno sono già emerse le certezze sulla fine del suo rapporto con i greci (è in scadenza d’altronde), e la sua agenzia (la potentissima Sport ProMotion di Nick Lotsos, che con Milano visse il biennio di Keith Langford tanto per fare un esempio) tratta con Milano. Dopo due anni l’amore è ancora vivo, ma il 16 giugno tutto pare naufragare.

Emerge la necessità di un doppio intervento per il giocatore: ancora al ginocchio sinistro (era in programma da tempo) più un passaggio ad una caviglia. L’Olimpia a certe condizioni non può più dire di sì, ma nel giro di 48 ore le parti ritrovano una quadratura, e il 18 arriva l’accordo su un contratto 1+1. Milano ha ampie garanzie d’uscita (non solo al 30 giugno 2018), il giocatore ottiene invece un Nba Escape, come a dire: «Io ci sono, io ci credo».

Il 23 Young è a Milano, e si fa ritrarre alla festa di compleanno di Zoran Dragic. Gli interventi sono già stati effettuati, una clinica di Monza verifica la buona riuscita del tutto. Il giocatore riparte per la nativa Florida, dove sosterrà il primo periodo di riabilitazione.

Dunque, l’avventura di Young inizia ufficialmente l’11 settembre. In un ristorante milanese, al fianco di Livio Proli e Flavio Portaluppi, il giocatore fissa con la società i primi termini: per la seconda metà di novembre potrà tornare a lavorare con la squadra.

Il 28 luglio la dirigenza ha già messo sotto contratto Marco Cusin, il 12 settembre annuncia Arturas Gudaitis: servono ampie infrastrutture per il doppio impegno LBA-EuroLeague. Tre mesi dopo, il 10 dicembre, Kaleb Tarczewski viene attivato anche in LBA.

E Young? Nella seconda metà di novembre (unica vera data fatta trapelare dalle parti) è effettivamente ripartito il lavoro in palestra, ma dicembre è passato senza apparizioni in campo, e anche gennaio ha passato ormai la prima settimana.

Dunque? Secondo quanto appreso da realolimpiamilano.com, Young il 3 gennaio ha sostenuto il primo 3 contro 3 con contatto. I compagni di “gioco” erano Mantas Kalnietis e Dairis Bertans, l’avversario diretto Davide Pascolo. L’aggressività c’è, il “peso specifico” anche, ma proprio l’imponenza, a volte, gioca brutti scherzi.

Un rallentamento nel protocollo di recupero previsto è in effetti arrivato: i muscoli hanno risposto positivamente all’aumento dei carichi di lavoro, ma la condizione stenta a decollare, e oggi per Patric Young correre avanti-indietro per il campo è ancora durissima.

Fatti, date e ricostruzioni. Per una conclusione che, vi avevamo premesso, non può prescindere da un logico ottimismo: Patric Young è tornato a giocare, il traguardo non è troppo lontano. Poi, l’EuroLeague, sarà la giusta e definitiva palestra per poi dare l’assalto allo scudetto?

Alessandro Luigi Maggi

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U. Fo
U. Fo
2 anni fa

Se davvero rientrera’, direi di tenercelo per il campionato, dove ragionevolmente potra’ fare la differenza, senza rischiare nuovi infortuni sui campi d’Europa, dove i contatti sono duri. Tanto in Eurolega non abbiamo piu’ alcun obbiettivo da raggiungere se non quello di non arrivare nuovamente ultimi. Buon basket.

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