L’intervento di Jasmin Repesa a P&R: «Non sono una persona che si nasconde. Siamo stati in crisi, qualcuno ha capito i motivi, qualcuno no, qualcuno ha fatto finta di non capire»

Jasmin Repesa è intervenuto martedì sera alla trasmissione P&R. Qui il video, a seguire la trascrizione letterale dell’intervento dalla pagina FB «Play me or Trade Me».

Richiesto se sia mai stato in difficoltà durante la stagione, segnatamente nel periodo di crisi, il coach croato ha risposto chiaramente:

«La mia ventennale esperienza in Eurolega, in tanti paesi, mi ha permesso di gestire le cose. Con il lavoro possiamo uscire da questa situazione».

Sottolinea poi come durante la sua carriera ci siano punti fermi:

«Non sono mai stato esonerato, può succedere una volta, ma in realtà quando le cose non coincidevano coi miei progetti e non vi erano condizioni per lavorare come volevo, sono stato io a lasciare, come accadde all’estero ed anche a Roma».

Ha poi proseguito indicando il problema maggiore nella questione mentale.

«Quello che ci è mancato maggiormente fin dall’inizio della stagione è stata la durezza mentale. Abbiamo affrontato squadre che ne hanno avuta più di noi ed allora abbiamo lasciato alcune partite, come Bamberg e Galatasaray su tutte, che avremmo dovuto vincere».

«Vi è stata qualche partita in cui possono esserci state responsabilità individuali di coach, staff e giocatori, ma il lavoro non è mai mancato».

Sul mercato ammette che

«Abbiamo commesso degli errori in estate, ma non voglio parlarne con voi. Milano è difficile, tutti sanno tutto, ma io vorrei tenere queste cose all’interno della nostra società».

Alla domanda se si sia mai sentito “solo” durante la stagione, la risposta è stata molto “repesiana” :

«Ho tanti amici e non ho difficoltà a trovarne alcuni con cui bere un bicchiere di vino insieme».

L’ovvia ironia è stata ripresa dallo studio, sottolineando che si parlava di società ed il fatto che si intendesse come il coach avesse potuto sentirsi da solo a gestire cose che forse sarebbero dovute essere compito di altri.

Chiarissimo e diretto il messaggio :

«Qualcuno ha capito, qualcuno no, qualcuno ha fatto finta di non capire».

Alberto Bucci da studio indica nella mancanza di leadership in playmaking la causa maggior delle difficoltà della squadra e Jasmin risponde sottolineando principalmente i problemi di Kalnietis ad inizio stagione, gli infortuni degli ultimi periodi e l’arrivo dalle Olimpiadi.

Passando al tema Raduljica ed Hickman, indicati come i due giocatori che avrebbero dovuto permettere il salto di qualità che non è arrivato, il coach è stato ancora più diretto:

«I due giocatori hanno avuto problemi, hanno sofferto ma sono stati disponibili, anche perché gli siamo stati molto vicini. Credo potranno fare meglio nella parte restante della stagione. Hickman è sempre stato abituato a giocare con un altro play, come Rice od Ohayon, mentre se qualcuno mi trova una stagione in cui Raduljica è stato continuo gli offro la cena. E per continuo dico 7-8 mesi, non tre-quattro partite in nazionale. Lui può essere la cosa in più con la sua tecnica».

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