Le tre ombre nella luce della vittoria derby contro Cantù

Milano vince il 158esimo derby con Cantù, e del 79-85 del PalaDesio devono rimanere in primis le valenze morali del tutto. Perché la squadra di Jasmin Repesa vince in una bolgia di matrice canturina, perdendo tre quarti su quattro, ma reagendo alle difficoltà del secondo rientrando con convinzione da un intervallo lungo, per poi difendere un capitale infine capitalizzato. In un simile scenario, Krunoslav Simon ritrova confidenza segnando 26 punti di cui molti in fasi cruciali del match, Andrea Cinciarini riprende in mano nel terzo quarto le redini di una squadra di cui è stato insignito leader (sino a qui senza portafoglio) e Zoran Dragic ne insacca 14 con 3/5 da 3 anche dopo svariati errori. La testa che va oltre l’ostacolo.Restano poi le passività, inevitabili, di una serata comunque tutt’altro che semplice, risolta dal parziale di 11-2 conseguito in 4’ nel terzo quarto.

Miroslav Raduljica. Milano ha detto no ad uno scambio con Maik Zirbes, e il perché pare oggi chiarissimo. Inutile sostituire un’incidenza di depressione sconosciuta ad un’incidenza di depressione conosciuta. Per quattro quarti non si assiste mai ad un gioco con un lungo a prendere profondità per ricevere palla. Il serbo gioca così 5.30 nel secondo quarto subendo il missmatch difensivo con JJJ, senza poter sfruttare a suo favore quello offensivo, dove riesce a farsi notare solo per un paio di sponde all’altezza della lunetta. Il gioco di Jasmin Repesa, che oggi è focalizzato solo sul bis nazionale senza alcuna velleità europea (vincere in Europa per dare fiducia al gruppo l’intento, non per un obiettivo di classifica), non prevede quella tipologia di giocatore. Non è un caso che, nel secondo tempo, il reparto lunghi viva su una rotazione a tre McLean-Macvan-Pascolo;

La difesa. Contro Cantù emerge l’atavica deficienza sul p&r avversario. Dopo il blocco il portatore di palla ha sempre due opzioni: una conclusione comoda con netto vantaggio sul cambio, lo scarico su un giocatore libero, che sia JJJ sopra il ferro o un tiratore dall’arco. Nel terzo quarto l’intensità sale indiscutibilmente, ma risulta anche semplice contro un avversario colpito da un’epidemia influenzale in settimana, e che effettua una rotazione di sette uomini (2’ per Laganà e Parrillo);

L’attacco. Milano vince il derby con due sole armi offensive. La transizione, che resta il marchio di fabbrica voluto da inizio stagione, e l’isolamento. Quando gli uomini di Repesa non possono correre, infatti, si assiste a lunghi bloccanti che lasciano libero il pitturato per favorire gli uno contro uno di Simon più che di Hickman e Dragic. Per vincere lo scudetto, insomma, l’Olimpia si affiderà al talento dei singoli (mancava Sanders). E in un secondo anno di gestione, rimane lecito chiedersi a che punto sia il «progetto»…

Annunci

2 pensieri su “Le tre ombre nella luce della vittoria derby contro Cantù

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...