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Perché Repesa non verrà toccato: ecco i volti di chi potrebbe non risalire la china

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«E’ arrivato il momento del cambiamento» titolavamo 24 ore fa, mentre l’Olimpia iniziava il suo lungo viaggio di rientro dal tracollo di Kazan. Sì, ma come? La domanda che ci è stata posta da più parti. Toccando la posizione di Jasmin Repesa? Poco credibile. Il coach croato ha sempre potuto contare sulla totale fiducia della società, che un anno fa lo avrebbe confermato anche in caso di mancata conquista dello scudetto. Lo sfogo di Torino, con conseguente bacchettata di Livio Proli, è stato certamente il punto più basso del rapporto, ma oggi la società sa di non avere alternative. Repesa è motore del progetto stagionale, l’esonero, a meno di una totale rottura con ogni componente dello spogliatoio, renderebbe i prossimi mesi semplice traghettamento (scudettato, sia chiaro) verso un futuro tutto da definire.

E allora che tocchi ai giocatori. Abbiamo evidenziato tre situazioni particolarmente critiche, ricordando che, sino ad oggi, l’Olimpia Milano ha speso 14 dei 16 tesseramenti a disposizione.

Miroslav Raduljica. 15.6 minuti di media, 10.3 punti per 4.7 rimbalzi in Italia. 16’, 9 punti e 3.2 rimbalzi in EuroLeague. Questo è Miroslav Raduljica, colpo pesante in estate, leggero in autunno. Nella stagione 2014-2015, Samardo Samuel chiuse in Europa con 26’, 13 punti e 5.2 rimbalzi. Nella stagione 2015-2016, Esteban Batista garantì in LBA 17.6’, 9.8 punti e 6.4 rimbalzi. Dati che possono voler dire poco o nulla, ma dati. Il serbo è un flop ad oggi, con un contratto biennale con Nba Escape nel 2017. Difficile trovare una transazione;

Mantas Kalnietis. 7 gare, 13.4’, 3 punti, 2 rimbalzi e 2.4 assist a partita in LBA. 10 gare, 15.6’, 5.2 punti, 2.4 rimbalzi e 3.1 assist in EuroLeague. Si parla di Nba la prossima estate (quando sarà scaduto il contratto), ma Milano chiede tutto e subito al lituano, che vive un momento difficilmente spiegabile. Al ritorno da Rio, un problema alla caviglia sinistra ne ha compromesso la preparazione. Ma dal ritorno ufficiale in campo, il 13 ottobre in EuroLeague con il Maccabi, 17 gare potevano essere tempo utile per ritrovare la condizione. E invece no, pur essendo privato della competizione con Cinciarini, Kalnietis viaggia a medie disastrose. Per quel che doveva essere  l’innesco del gioco in transizione, il momento mentale pare quello della passata stagione in maglia Zalgiris. Non bene;

Ricky Hickman.Vi erano dubbi fisici al momento della firma, ma le gambe di Hickman hanno risposto presente dal primo momento. Tuttavia, l’incapacità di tener botta sugli uno contro uno in una squadra che accetta ogni cambio, ma che non ha il raddoppio nel suo DNA, ne ha intaccato col tempo anche le certezze offensive. L’mvp della prima giornata di EuroLeague, ha ritoccato la doppia cifra a Kazan (ma 1/4 da 3), dopo il 2/4 di Belgrado (con 3 palle perse) e il 2/7 nella gara da ex con il Fenerbahce (altre 3 palle perse). Ha un contratto sino al 2018 da cui Milano può uscire nell’estate 2017, una transazione certamente più semplice.

Alessandro Luigi Maggi

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Alessandro Maggi

alekmaggi@gmail.com Giornalista Professionista, direttore responsabile presso Be.Pi Sport, collaboratore presso Sportando, cronista per Il Giorno
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Cigarafterten
Ospite

Ma la vera domanda è: perché Milano va in giro per l’Europa con una divisa così ridicola?

Anonymous
Ospite
Anonymous

Ma com’è che l’anno scorso Raduljika è stato uno dei migliori in EL e ai mondiali e qui è un flop? Forse qualcuno non è capace di farlo giocare al meglio?

alek80
Ospite

Raduljica uno dei migliori in EL neanche dipinto. Il Panathinaikos lo ha messo alla porta, e le Olimpiadi sono un altro sport. Uno sport bellissimo, ma differente. E i serbi amano molto la loro nazione…

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