Capo d’Orlando, ovvero come vincere senza transizione. Analisi e pagelle dalla prima di campionato

«Consapevoli di aver giocato male. L’errore sarebbe pensarla difensivamente». Jasmin Repesa (voto 6.5 – prestazione disordinata ma 10 uomini a referto, ovvero come non perdere la bussola anche nei momenti di tempesta) osserva, ma il rischio non esiste. Milano vince, e vince male in quel di Capo d’Orlando, ma quando il risultato finale è positivo l’accettazione dell’errore è sempre più semplice. «Diener? Forse abbiamo pensato che sarebbe stato più facile perchè avevamo preparato la gara su di lui». Vero, sino ad un certo punto. Perchè di Capo d’Orlando si era ben studiato anche il ruolo di Dominique Archie, e il risultato sono stati 17 punti e 7 rimbalzi in 34’.

Milano dunque che soffre, e il perchè è presto detto. I campioni d’Italia hanno pagato in difesa come in attacco, ritrovando nel solo talento individuale la risoluzione dell’enigma. Il piano di gioco di Gennaro Di Carlo è stato semplice quanto efficace: controllo del ritmo e aggressività. In soldoni? Attacco da «tutto subito» o «ragionato» a seconda delle situazioni (se di transizione o a difesa schierata) in modo da non trovarsi mai sguarniti in caso di rimbalzo offensivo mancato, e di conseguenza possibilità di opporre immediatamente un uomo in aggressione sul primo portatore di palla avversario.

In questo disegno, spesso senza un secondo play cui appoggiarsi, Andrea Cinciarini (voto 5.5 nonostante il plus/minus positivo perchè le 3 palle perse potevano anche essere di più, poi una bomba può cambiare la vita…) è naufragato, e Milano di fatto non ha mai potuto sfruttare il gioco in transizione. Tuttavia un controllo di ritmo casalingo poteva portare Milano a sfruttare la seconda superiorità, dopo quella tecnica quella fisica, ma qui i giocatori biancorossi, anche per le fatiche di Supercoppa, non sono riusciti nell’intento uscendo sempre più lenti da ogni fase di p&r.

Rimangono dunque i singoli, di cui ricordiamo Awudu Abass (voto 7 – 3/3 da 3 punti con le ultime due in un momento topico del match nel quarto quarto), Richard Hickman (voto 7 – Razionale anche nei momenti di panico collettivo, uomo dal canestro facile nell’attimo del sorpasso) e Krunoslav Simon (voto 7 – 10 punti nel primo tempo, 6 rimbalzi e 4 assist a condire il tutto e mettere da parte le 3 palle perse). E mentre Milan Macvan (voto 6.5 – Unico lungo sopra i venti minuti, efficace) sfiora la doppia doppia, il primo pensiero è non abbandonarsi alla retorica del tipo: «In Italia non c’è nulla di meglio». Capo d’Orlando ha venduto cara la pelle, ma con un Mario Delas aggregato da metà settembre, e un Drake Diener da 3’, l’esame italico è per forza di cose rimandato.

Alessandro Luigi Maggi

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2 pensieri su “Capo d’Orlando, ovvero come vincere senza transizione. Analisi e pagelle dalla prima di campionato

  1. Aggiungerei un voto.
    Mentalità dell’Olimpia Milano: 4
    La squadra entra in campo come se l’avversario fosse una selezione scapoli/ammogliati, nei momenti decisivi invece di far girare la palla si cercano soluzioni personali (che a volte riescono, a volte no). A fine partita invece che la gioia per la vittoria c’è la sensazione di scampato pericolo. Con questa mentalità in Eurolega Milano può contendere l’ultimo posto a Zalgiris e Galatasaray.

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