Di Trevor Lacey, è questa la tipologia di guardia che cerca Milano?

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Trevor Lacey, dopo due anni ad Alabama ha chiuso in Ncaa con NC State

Di Alessandro Luigi Maggi

Trevor Lacey è un classe 1991 di Huntsville. 190 centimetri per 98 chili, è un prodotto tutti muscoli di North Carolina State (primi due anni di college ad Alabama), mai scelto in Nba, e passato per la Summer League di Las Vegas . Da qui il passaggio a Pesaro, con 14.6 punti, 4.8 rimbalzi e 1.3 palle rubate a partita.
Ne parliamo perché… secondo Ario Costa, gm di Pesaro, il giocatore avrebbe ricevuto un’offerta triennale da Milano. Un anno di prestito a Pesaro, poi altri due anni in Piazzale Lotto. Opportunità che non sarebbe piaciuta al giocatore, che nella necessità di essere padrone del suo destino ha detto sì alla Dinamo Sassari e ad una proposta annuale. Premessa, volontà logica per un giocatore americano, sempre speranzoso e determinato nella volontà di fare ritorno a casa. Ma opportunità che non risponde al vero, almeno stando a sentire l’agente del giocatore, Luigi Bergamaschi, che a Sportando ha rivelato come la società campione d’Italia volesse in realtà solo opzionare il giocatore, consigliandolo verso un’ulteriore stagione di crescita magari a Pesaro, ma forse anche a Trento o Cantù.

Ma che tipologia di giocatore è quel Lacey che tanto piaceva a Milano? Una guardia pura, prettamente offensiva, con un rating difensivo da da 105.3 contro il 110.8 offensivo. Tenuta fisica importante, massima resistenza all’urto difensivo, è giocatore da uno contro uno che legge il p&r soprattutto come opportunità di aggressione al ferro e grande padronanza del palleggio. Una dimensione importante, quanto singolare, come dimostra il 33% da 3 con 4.6 triple tentate a partita.

Milano dunque è alla ricerca di una guardia simile per la prossima stagione? Un giocatore da isolamento o uno contro uno? Effettivamente ci troviamo di fronte ad una tipologia di giocatore che, dopo Keith Langford e Marshon Brooks, rappresenta per la sua assenza una grande linea di discontinuità tra la gestione di Luca Banchi e quella di Jasmin Repesa. Ma se oggi la dirigenza cerca un terzo play di assoluta statura internazionale (un indizio? Prima Spagna, poi Turchia, ma non arriverà), nel ruolo di “2” ribadiamo l’idea di fondo: un tiratore puro, con punti nelle mani ma nessuna pretesa di minuti in quantità. Come già detto, quel che poteva essere Jon Diebler. Lacey era solo un’opportunità per il futuro.

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