Del momento sbagliato di Jon Diebler, e dei tempi di Alessandro Gentile


Di Alessandro Luigi Maggi

Il basket, lo sport, è anche questione di momenti, di essere al posto giusto nel momento giusto. Probabilmente, questo, non sarà il caso di Jon Diebler. Come ribadito più volte da queste colonne, il tiratore Usa era stato grande obiettivo dell’Olimpia Milano nella passata estate. Pallino dell’ex GM Simone Casali, gradito e non poco dal GM in pectore Flavio Portaluppi, l’americano allora fresco campione con il Pinar era stato corteggiato sino all’arrivo dell’irrinunciabile offerta dell’Anadolu Efes.

Il perchè non è un mistero. Diebler è un tiratore puro, un killer con pochi eguali in Europa dall’arco, come dimostrano dati dell’ultima stagione tipo il 6/10 contro il Limoges, il 5/8 al Cedevita o il 5/8 alla Stella Rossa parlando solo di Eurolega. In totale, 42.9% in Turchia e 49.5% in Europa con una media di 5 triple tentate a sera. A questo si aggiunge una fisicità certamente superiore ad un Jaycee Carroll, altro esponente di successo del ruolo.

Non male per un giocatore reduce da una stagione certamente non esaltante, e che lunedì ha deciso di uscire dall’accordo biennale con l’Anadolu Efes (un anno di contratto con opzione sul secondo a favore del giocatore). Da qui il nuovo accostamento alla società di Piazzale Lotto, ma ecco tornare il concetto iniziale: essere al posto giusto nel momento giusto. Non è il caso di Diebler, che oggi potrebbe essere inserito solo a condizione di un saluto a Krunoslav Simon.

Non sarebbe questa l’intenzione della dirigenza, che rimane concentrata sul caso Alessandro Gentile. Nella giornata di lunedì si era sparsa la voce di un summit per l’indomani (oggi, ndr). Ipotesi di cui possiamo diffidare con decisione (anche se a volte le telefonate si fanno d’istinto), a prescindere dal fatto che il capitano da lunedì sia a Bologna con la Nazionale di Ettore Messina. Ovvio che gli ultimi passi possano essere percorsi anche senza la sua presenza, ma i tempi rischiano di allungarsi leggermente, almeno sino alla fine delle finali playoff di Acb. Il Barcellona, come noto, fu corteggiatore sfrontato nella passata estate. Il Barcellona, ve lo diciamo noi, vivrà queste ultime gare come un potenziale «sliding doors». Vincere, per confermare Xavi Pascual. Perdere, per cambiare rotta. Anche se molto passerà per le scelte sulla figura del direttore Joan Creus. Comunque vada, al nodo Gentile è legato anche il destino di Simone Fontecchio. Rimanendo il capitano, l’ex Virtus Bologno potrebbe finire in prestito alla Vuelle Pesaro. Come noto, il legame tra Livio Proli e Piero Bucchi non si è mai spezzato.

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