
Il tempo stringe per EuroLeague e NBA. Secondo quanto riportato da Davide Chinellato e Giuseppe Nigro su La Gazzetta dello Sport, sul tavolo dell’assemblea dei proprietari di EuroLeague a Cernobbio c’è una proposta di collaborazione con la lega americana che avrebbe una scadenza precisa: oggi, 6 ottobre 2026.
Il punto centrale riguarda le condizioni dell’offerta. Secondo Gazzetta, la proposta NBA sarebbe valida solo se EuroLeague restasse esattamente com’è oggi, quindi con l’attuale struttura a 13 club shareholder: Olimpia Milano, Real Madrid, Barcellona, Fenerbahce, Efes, Panathinaikos, Olympiacos, Maccabi Tel Aviv, Bayern Monaco, ASVEL, Baskonia, Zalgiris e CSKA Mosca, oggi sospeso dalle competizioni.
Questo significa, di fatto, mettere in pausa il progetto di espansione su cui il CEO Chus Bueno sta lavorando in parallelo: allargamento a 24 squadre, poi possibile crescita a 28, con creazione di nuove franchigie e modifica dello status attuale dei club. Proprio quel cambio di formato renderebbe nulla la proposta NBA, perché altererebbe la composizione e la struttura su cui l’offerta è stata modellata.
Il vertice di Cernobbio assume così un peso enorme. La NBA, secondo la ricostruzione della Gazzetta, sbarcherà comunque in Europa con una propria lega, con l’obiettivo di partire già il prossimo anno. Il progetto prevede 12 città con franchigie permanenti: Milano, Roma, Madrid, Barcellona, Londra, Manchester, Parigi, Lione, Berlino, Monaco, Istanbul e Atene.
Le trattative con i potenziali proprietari sarebbero già avanzate, con una favorita individuata in ciascuna città. Mark Tatum, deputy commissioner NBA, nei giorni scorsi ha partecipato anche all’assemblea della European Football Club, incontrando interlocutori legati a PSG, Barcellona, Real Madrid, Bayern Monaco e Milan.