Peppe Poeta: Alcuni cambiamenti non sono stati per nostra volontà. Vitoria campo difficilissimo

Alessandro Maggi
Peppe Poeta Olimpia Milano

Peppe Poeta ha parlato a Kiroleros nei Paesi Baschi alla vigilia della sfida di EuroLeague tra Baskonia e Olimpia Milano, soffermandosi sul momento della squadra biancorossa, sulle difficoltà di un gruppo profondamente rinnovato e sul ritorno a Vitoria, città alla quale resta molto legato. «Ho chiaramente molta pressione, sono seduto su una panchina molto importante e sono molto giovane per questa responsabilità. Arrivo dopo Ettore Messina, che è una delle più grandi leggende del basket europeo. È chiaro che tutto questo crea pressione, ma continuo a essere Peppe, con il sorriso, cercando di aiutare la squadra con il mio entusiasmo e la mia energia. Fino adesso sta andando tutto bene, speriamo di continuare così».

Sul ritorno al Buesa Arena: «Vitoria è un campo molto, molto difficile, lo sappiamo. Abbiamo vinto martedì, abbiamo vinto la Supercoppa, ma abbiamo una squadra molto nuova che ha bisogno di tempo, di trovare il proprio equilibrio, di allenarsi e di conoscersi. Abbiamo cambiato otto giocatori, che sono tantissimi in un mercato EuroLeague molto complicato». Poeta ha quindi sottolineato le difficoltà vissute in queste prime settimane: «Abbiamo fatto dieci allenamenti insieme. Avevo otto giocatori con le Nazionali che sono tornati il 9 settembre e abbiamo anche otto nuovi giocatori. Le due cose insieme rendono tutto molto difficile. Ma un mio amico mi dice sempre che non puoi perdere energia per quello che non puoi controllare. Le cose sono così e devi fare il meglio possibile con quello che hai».

Sul mercato dell’Olimpia, il tecnico ha ricordato anche la portata delle partenze estive: «Abbiamo perso moltissimo: Armoni Brooks, Nebo, Ellis, Shields, LeDay, tantissimi giocatori importanti. E, come ho detto, in un mercato molto complicato. Alcuni giocatori abbiamo provato a prenderli, ma il mercato è molto, molto alto per alcune squadre. Alcuni cambiamenti non sono stati per nostra volontà». Poi l’analisi del Baskonia di Paolo Galbiati: «Tutte le squadre di Paolo hanno un’identità molto chiara. Vuole correre, vuole giocare nei primi e nei secondi iniziali del possesso, tirare da tre, muovere tanto la palla senza fermarla. Adesso gioca anche con cinque giocatori che possono tirare, quando utilizza Kurucs e Sedekerskis insieme. Cerca di aprire il campo il più possibile. È molto chiaro quello che vogliono fare».

Speciale sarà anche la sfida con Galbiati: «È stato il mio allenatore per quattro anni, quindi abbiamo una connessione molto speciale. Abbiamo vinto una Coppa Italia insieme, io da giocatore e lui da allenatore. È un ragazzo con una grandissima passione per il basket e le sue squadre hanno sempre un’identità molto chiara. Sono contento di affrontarlo ancora una volta». Poeta conserva inoltre ricordi importanti della propria esperienza a Vitoria: «Per me è stato un buon anno. Sono stato molto bene con la città, con la gente e con la squadra. Abbiamo raggiunto le Top 16 di EuroLeague, perso la semifinale di Copa del Rey e i quarti di finale contro Barcellona. Ho ottimi ricordi della squadra, dei ragazzi, della gente e della città».

Infine il tema del calendario, già particolarmente intenso: «Per noi, avendo giocato anche le due partite di Supercoppa, penso sia la sesta partita in dodici o tredici giorni. Adesso c’è una follia di partite. Per i giocatori è molto difficile, soprattutto per quelli che giocano anche con la Nazionale. Da allenatore la fatica è mentale, per i giocatori soprattutto fisica».

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