Olimpia Milano, via alla stagione di EuroLeague. Obiettivo play-in? 5 motivi per sognare, o per fallire

Alessandro Maggi 1

Olimpia Milano, ecco perché si può fare


1) Fame

Olimpia Milano Verona scrimmage

E’ una Milano che ha farme, dall’allenatore ai dirigenti, arrivando ovviamente ai giocatori. Ognuno ha la sua missione. Devon Hall e Alec Peters, ad esempio, vogliono diventare leader, non più solo comprimari. Darius Thompson vuole dimostrare all’Europa di valere come play. Burnell e Cole vogliono prendersi l’Europa. Moses Wright vuole dimostrare allo Zalgiris che quei soldi offerti a Valanciunas potevano essere offerti anche a lui. E così via…

2) Peppe Poeta

E’ vero, ha una sola stagione di EuroLeague alle spalle, e ha compiuto 41 anni nei giorni scorsi. Che sia un coach da EuroLeague lo deve ancora dimostrare, ma il concetto va oltre. Ettore Messina è stato la forza di questo club a lungo, ma si è dimostrato un coach da grandi squadre, da grandi giocatori. Sapeva gestire grandi personalità, non forgiarle. La sua Milano delle Final Four aveva il Chacho e e Datome ad entrare dalla panchina. Ora è tutto molto diverso. Serve sfruttare il potenziale sino in fondo, e mettere i giocatori nelle giuste condizioni. Una cosa è certa, il turnover sarà finalmente ampio, tra EuroLeague ed LBA, e tutti saranno coinvolti. E’ già qualcosa.

3) Esperienza

Alec Peters Reyer Venezia

Una squadra che ha farme, ma anche esperienza ai massimi livelli della competizione. I rookie ci sono, è vero, ma nei momenti chiave l’Olimpia giocherà con Hall, Bolmaro, Guduric, Peters e Wright. In quattro hanno fatto le Final Four, come peraltro anche Thompson e Booker. Sanno come si fa.

4) Stile coerente

Olimpia Supercoppa Commento
Devon Hall Leandro Bolmaro

Si gioca ancora senza play? Vero, ma ora almeno gli handler ci sono. Darius Thompson, RJ Cole, Devon Hall, Leandro Bolmaro, Marko Guduric… i trattatori di palla non mancano, e la coppia Hall-Guduric al Ferner ha anche vinto. In più c’è Alec Peters, un’ala di ottimo appoggio offensivo anche nelle letture. Non solo un realizzatore. Il contesto insomma ha una sua coerenza.

5) Il centro

Il centro a Milano non mancava neanche l’anno scorso, almeno da quando Josh Nebo è stato/rimasto sano. Però il buon Moses pare avere qualcosa in più, soprattutto a livello offensivo. E intorno a lui c’è anche una squadra che, in preseason, ha saputo servirlo. Atletismo ed esplosività, armi che fanno sempre la differenza in Europa.

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One thought on “Olimpia Milano, via alla stagione di EuroLeague. Obiettivo play-in? 5 motivi per sognare, o per fallire”

  1. Come detto altre volte i play in non sono un obiettivo ma solo un’ancora di salvezza per raggiungere l’obiettivo, vale a dire i playoff di EL

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