Olimpia Milano e i playoff come obiettivo concreto: i tifosi non devono essere illusi. Ma devono poter sognare

Alessandro Maggi 3

Alla fine è sempre Pippo Ricci a farci capire il vero senso delle cose. A scegliere le parole giuste, a tenere insieme ambizione e realtà, sogno e obiettivo, prudenza e necessità.

«Sono un po’ di stagioni che arriviamo un po’ dietro. Il sogno è un obiettivo concreto, perché stiamo lavorando per quello: arrivare nella post-season di EuroLeague e provare a far sognare i nostri tifosi». La realtà di Olimpia Milano sta tutta qui. Ed è anche la realtà di Peppe Poeta. Bugie non ce ne devono essere, perché questa squadra non ha bisogno di illusioni: ha bisogno di verità, lavoro e una scintilla.

Olimpia Milano non parte con un budget tra i primi otto, forse neppure tra i primi dieci della competizione. Non perché il Gruppo Armani abbia abbassato gli investimenti, ma perché attorno il livello economico si è ulteriormente alzato. In Europa si continua a parlare di sostenibilità, di equilibrio, di conti difficili. Poi, però, si spende sempre di più. Si piange, ma si rilancia. Si predica prudenza, ma si costruiscono roster sempre più costosi.

Eppure il budget non può diventare l’alibi. Anche perché è l’alibi che da anni, in Italia, viene usato contro Olimpia Milano da tutte le avversarie. Quando vince Milano, vince il budget. Quando in Europa non arriva dove vorrebbe, allora il budget diventa il limite. Troppo comodo, e troppo riduttivo.

Contano le idee. Conta la direzione. Conta il modo in cui una squadra viene costruita e poi accompagnata dentro una stagione lunga, feroce, logorante. Milano è ripartita, mentre altri consolidano. Ha cambiato tanto, ha scelto fame, energia, fisicità, ruoli da riscrivere e responsabilità nuove. Partire in terza fila è naturale. Ma parlare soltanto di sogno sarebbe altrettanto limitativo.

Perché da tanti anni Olimpia Milano lavora da ottobre ad aprile per quell’obiettivo. La post-season di EuroLeague non può essere un miraggio narrativo da inseguire a bassa voce. È un obiettivo, appunto. Difficile, complicato, mai scontato, ma concreto. Un sogno concreto, come dice Pippo Ricci. E in quella definizione c’è tutto: non promettere ciò che non puoi garantire, ma neppure abbassare lo sguardo.

I tifosi non devono essere illusi. Ma devono poter sognare. E Milano, in Europa, non riesce a farlo da troppo tempo. Non basta partecipare, non basta restare aggrappati alla classifica, non basta spiegare ogni primavera perché qualcosa non ha funzionato. Serve tornare a sentire che il Forum può incidere, che una partita europea può accendersi davvero, che la squadra è dentro qualcosa di vivo.

Serve una scintilla per far ripartire la magia. Una squadra che combatte, che ci crede, che magari sbaglia ma non si spegne. Una squadra capace di dare ai suoi tifosi un motivo per arrivare al Forum pensando che quella notte possa succedere qualcosa. Il sogno concreto è questo. Non una frase buona per settembre, ma il patto minimo della stagione europea di Olimpia Milano.

3 thoughts on “Olimpia Milano e i playoff come obiettivo concreto: i tifosi non devono essere illusi. Ma devono poter sognare

  1. Ora come ora il tifoso Olimpia non è illuso, è scoraggiato e disilluso, realista, tutt’altro che sognatore, anche perché sappiamo come negli ultimi anni i sogni (mal riposti) si sono trasformati in incubi…..e non sono 4 chiacchiere (finché ancora si può parlare in attesa che il campo dia risposte attendibili) a darci prospettive di altra portata……

  2. “Olimpia Milano non parte con un budget tra i primi otto, forse neppure tra i primi dieci della competizione.”

    “Eppure il budget non può diventare l’alibi. Anche perché è l’alibi che da anni, in Italia, viene usato contro Olimpia Milano da tutte le avversarie”

    Prima scrive una stupidaggine perché non è vero che l’Olimpia non rientra nelle prime 10 squadre a livello di budget per poi smentire se stesso scrivendo che il budget non deve essere alibi quando è il primo che lo vuol far passare per vero.
    Pagliaccio.

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