
Basketball Sphere dedica uno scouting report a RJ Cole, nuovo esterno di Olimpia Milano, sottolineandone pregi, limiti e possibile ruolo nella squadra di Giuseppe Poeta. Non solo un playmaker capace di segnare e distribuire assist, ma anche un giocatore abituato a guadagnarsi tutto passo dopo passo.
Nermin Hasanovic ricorda il percorso non lineare del giocatore americano: Howard, UConn, il mancato Draft NBA 2022, poi l’Europa attraverso Lavrio, Braunschweig, Rytas, Venezia e ora finalmente l’EuroLeague con Olimpia Milano a 26 anni. Un cammino che ne racconta resilienza, leadership e capacità di adattamento.
Il primo punto tecnico riguarda l’attacco. Cole è considerato sottodimensionato per il basket moderno, 185 centimetri, ma a Venezia è stato il motore offensivo della squadra. Basketball Sphere sottolinea come usi la velocità senza eccedere nel palleggio, scegliendo spesso l’opzione migliore e non bloccando il flusso del gioco.
Uno dei suoi marchi è il tiro dalla media distanza. In penetrazione non cerca solo il ferro, ma spesso si arresta per il jumper. In Serie A è stato tra i giocatori con più tentativi dalla media, elemento che però apre una domanda: quanto potrà essere efficace quando il pallone non sarà sempre nelle sue mani?
Da tre punti, il giudizio è più sfumato. Cole ha tirato molto anche dall’arco, ma con percentuali non sempre stabili: il 35% lo rende comunque un giocatore da non lasciare libero, pur con una certa tendenza a vivere di strisce.
Secondo Basketball Sphere è difficile immaginare Cole come play titolare di Olimpia Milano. Lo scenario più realistico è quello di leader della second unit o sesto uomo, soluzione ritenuta ideale per entrambe le parti.
Il suo impatto più chiaro può arrivare nel playmaking. I 4.7 assist a fronte di appena 1.6 palle perse a partita raccontano un giocatore efficiente, capace di sapere cosa fare quando riceve il pallone. Una caratteristica preziosa per un allenatore che cerca affidabilità nei momenti delicati.
Altro punto forte: il clutch. Cole ha tirato con il 91% ai liberi, dato che rende sicuro il pallone nelle sue mani nei finali di partita. Non ha paura di prendersi responsabilità e può diventare una soluzione importante quando la gara entra nei possessi decisivi.
Il limite principale resta la difesa. I 185 centimetri possono renderlo bersaglio sui cambi, soprattutto contro esterni più fisici o mismatch in post basso. Basketball Sphere evidenzia anche un dato significativo: a Venezia il defensive rating era 113.7 con Cole in campo e 108.7 senza di lui.
Allo stesso tempo, il giocatore ha mani rapide, baricentro basso e può essere utile sul perimetro se mantiene coinvolgimento e aggressività. La difesa, però, non sarà il suo primo compito né il fattore principale su cui misurare il successo della sua esperienza milanese.
Infine, la mentalità vincente. Basketball Sphere ricorda il titolo lituano vinto con il Rytas, non con lo Zalgiris, e la finale raggiunta con Venezia contro Olimpia Milano. Due risultati ottenuti in contesti non favoriti, che confermano la capacità di Cole di incidere in squadre ambiziose ma non necessariamente costruite per dominare.
Il verdetto finale è chiaro: RJ Cole può trovare un ruolo definito nella squadra di Poeta, soprattutto come “microwave” dalla panchina, un giocatore capace con il suo talento offensivo di cambiare l’inerzia di una partita. I limiti fisici lasciano qualche dubbio sulla piena traduzione del suo gioco in EuroLeague, ma il potenziale impatto nel nuovo assetto biancorosso è evidente.

Da quello ke ho visto nelle finali, intelligenza, attacco, ordine e comunque grande presenza in campo nn sono mancati. Certo in difesa ha pagato sui cambi sistematici dove deve essere aiutato, mentre in zone o difese schierate è andato meglio. Altri se nn tutti i piccoli hanno però pagato lo stesso prezzo contro quelli più dotati, vedesi James, Larkin, etc..