Olimpia Milano piange Cozell McQueen: addio a uno dei suoi guerrieri

Cozell McQueen

Olimpia Milano piange Cozell McQueen. L’ex centro biancorosso è scomparso a soli 64 anni, come annunciato dalla sua alma mater North Carolina State, con cui nel 1983 fu protagonista di una memorabile conquista del titolo NCAA.

McQueen era uno dei volti simbolo di quella finale vinta sulla sirena contro la University of Houston di Hakeem Olajuwon: nelle immagini del trionfo è il giocatore ritratto mentre sale sul canestro per festeggiare.

Scelto nel Draft NBA 1985 dai Milwaukee Bucks, McQueen provò a costruirsi uno spazio tra leghe minori e Detroit Pistons, prima di trasferirsi in Europa nel 1987. Prima la Francia, a Tours, poi due stagioni a Napoli. Nel 1990 arrivò a Milano.

Era l’Olimpia della ricostruzione, dopo la chiusura del grande ciclo degli anni Ottanta. Il presidente Gianmario Gabetti affidò la squadra a Mike D’Antoni, allora coach esordiente. Rimasero alcuni giovani del gruppo precedente, come Antonello Riva, Piero Montecchi e Riccardo Pittis.

In quel primo esperimento di smallball, con Jay Vincent da ala grande, D’Antoni aveva bisogno di un centro capace di proteggere il ferro, ruotare forte a canestro e dominare a rimbalzo. Esattamente il profilo di Cozell McQueen.

“McQ” rispose presente. In campionato giocò 40 partite su 40, sempre in quintetto, chiudendo con 10.0 punti e 11.7 rimbalzi di media. Nei playoff salì a 10.9 punti e 13.1 rimbalzi. Tirava poco, ma con enorme efficienza: 62.6% dal campo in stagione regolare, 65.6% nei playoff.

Quell’Olimpia, poco quotata alla vigilia, crebbe mese dopo mese fino alla finale di Coppa Italia e alla finale Scudetto con il fattore campo a favore. McQueen fu in campo anche in Gara 5 contro Caserta, l’unica sconfitta casalinga della stagione, chiusa con 6 punti e 14 rimbalzi.

La sua unica stagione milanese fu all’altezza delle attese, forse anche oltre. Con 483 rimbalzi complessivi e 52 stoppate, McQueen resta uno dei più grandi rimbalzisti passati da queste parti.

Olimpia Milano non lo confermò solo perché si presentò l’occasione di firmare Darryl Dawkins. Ma la traccia lasciata da Cozell McQueen resta forte: quella di un guerriero vero, essenziale, fisico, generoso.

Alla famiglia e agli amici di Cozell McQueen va l’abbraccio di Olimpia Milano.

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