
La firma di Guerschon Yabusele al Panathinaikos non è solo un colpo di mercato. È una dichiarazione di potenza. Un altro segnale di una EuroLeague che, per club come Olimpia Milano, rischia di diventare semplicemente ingestibile sul piano economico.
Panathinaikos, budget oltre i 60 milioni
Secondo quanto riportato da gazzetta.gr, dopo gli ultimi innesti il budget complessivo del Panathinaikos sarebbe volato oltre i 60 milioni di euro, considerando stipendi dei giocatori, staff tecnico, buonuscite, tassazione, costi operativi, viaggi, logistica e personale amministrativo. La sola voce stipendi giocatori sarebbe pari a 31.9 milioni di euro. A questa cifra andrebbero aggiunti 7.55 milioni tra staff tecnico e indennizzi, 2.85 milioni di costi di rescissione e un totale, tasse incluse, già stimato a 53.5 milioni. Con le spese operative, il muro dei 60 milioni verrebbe superato.
Il dato diventa ancora più clamoroso guardando alla struttura salariale. Secondo Euroleague Time, Kendrick Nunn e Nigel Hayes-Davis sarebbero a quota 4.5 milioni, Yabusele a 4 milioni, Mathias Lessort a 2.7, Juancho Hernangomez a 2.2, Isaac Bonga a 2.15 e Kostas Sloukas a 2 milioni. Una squadra costruita non più solo per competere, ma per dominare. E con un’ulteriore operazione ancora attesa, il Panathinaikos potrebbe spingere il proprio mercato ancora oltre.
Qui nasce il tema per Olimpia Milano. Perché il confronto non è più soltanto tecnico. È strutturale. Quando una rivale può permettersi tre giocatori sopra i 4 milioni, sette profili da almeno 2 milioni o poco meno, e un budget totale superiore ai 60 milioni, il margine di manovra degli altri club si restringe drasticamente. Milano resta una società solida, storica, ambiziosa. Ma la nuova corsa all’oro dell’EuroLeague sta alzando il livello dei costi a una velocità difficilmente sostenibile. Non si tratta solo di scegliere bene, pescare meglio, costruire con intelligenza. A certe cifre, alcuni giocatori semplicemente escono dal mercato possibile.
Il punto non è nemmeno criticare il Panathinaikos. Il club greco investe, spinge, porta stelle, accende la competizione e aumenta l’attenzione globale. Ma il rischio è evidente: una forbice sempre più ampia tra chi può costruire roster da 60 milioni e chi deve restare dentro parametri molto più controllati. Per Olimpia Milano, questo significa una cosa precisa: la strada non può essere quella dell’asta permanente. Serve scouting, visione, tempismo, capacità di anticipare i nomi prima che diventino inaccessibili. Serve trovare valore dove gli altri non guardano ancora.
Ma resta la domanda di fondo: in una EuroLeague sempre più orientata verso budget monstre, quanto può reggere un club che non partecipa a questa corsa senza limiti? La firma di Yabusele al Panathinaikos, in questo senso, è molto più di un colpo. È il simbolo di una nuova scala economica. E per Olimpia Milano, come per molti altri club europei, è il promemoria più duro: competere sarà possibile, ma farlo ad armi pari sarà un’altra storia.

Maggi smettila di raccontare balle perché nessuno neanche il tifoso di Milano più ottimista del mondo pretende che Milano debba vincere l’EL ma tra il vincere e arrivare 11esimi c’è una via di mezzo. Ti ricordo che l’anno scorso il Valencia con un budget i n f e r i o r e al nostro è arrivato addirittura alle F4. Basta con le tue fandonie.
Per riportare la competizione dell’Eurolega su binari sostenibili bisognerebbe introdurre il modello americano con il salary cap per tutte le squadre. Se superi il salary cap paghi la luxury tax i cui proventi verranno redistribuiti tra la società virtuose. Questa impostazione penso possa essere gradita alla maggior parte della squadre che partecipano alla Euroleague, comprese le squadre fondatrici come l’Olimpia, per calmierare il mercato. Poi non conta solo avere grandi disponibilità economiche, ma anche avere dirigenti capaci di scegliere i giocatori giusti e programmare (Panathinaikos stagione 25/26 insegna). E qui penso che l’Olimpia sia stata e sia una delle squadre peggiori
Il Pana è una squadra. Soltanto una.
Poi Olympiacos, Real, Fener spendono un po’ meno, ma sempre tanto.
Sono quattro.
I fatti dimostrano che nonostante questi quattro grandi investimenti, alle F4 c’è spazio anche per altri.
Ma soprattutto è chiaro, chiarissimo, inequivocabile, che sotto gli investimenti di quei primi quattro, nei primi otto c’è spazio per tutti – come risultato sportivo e margine di spesa.
E dimostrano, sempre i fatti, che se spendi bene e negli otto ci stai stabilmente, una volta ogni tanto ti può riuscire di entrare nelle F4.
È tutto lì, nero su bianco nei fatti.
Quindi che senso ha il pianto di povertà di Poeta &C, se non del più classico “chiagni e futti”?
Non ci prendiamo in giro: il problema di Milano non è spendere come le prime quattro per budget, ma spendere bene, e costruire qualcosa di solido a livello play off, dove potrebbe ben competere con le altre, per investimenti ed energie.
E se costruendo di anno in anno, su un buon impianto, negli otto ci stai stabilmente, prima o poi qualche giro al piano superiore lo fai.
Vorremmo semplicemente questo, competere al nostro livello e magari sognare un po’.
I segnali che ci arrivano dal roster attuale invece, e dal suo allenatore, parlano invece dell’assalto chiagni e futti, alla pianticella che cresce nel deserto sempre più desolato, per il livello continuamente decrescente delle rivali, del nostro tristissimo campionato di serie A…
(Dove comunque buttano 30, inutili, milioni. Contenti loro).
Più Asvel,Hapoel,Dubai, per me anche Barca e Stella Rossa.
Ma il punto che abbiamo sempre fallito negli ultimi anni, e’ spendere bene cosa che non ci è mai riuscita come invece è capitato a Monaco’, Valencia e regolarmente capita a Kaunas o, in scala minore anche al Baskonia.
Un programma a tre anni non siamo riusciti a portarlo avanti e ora con contratti triennali a over30 non credo si stia andando nella direzione giusta.
Vediamo gli ultimi due innesti comunque
Ciao
Negli ultimi 4 anni la proprietà Armani ha dotato Messina di un budget da playoff di Eurolega. Poi se Messina ha sperperato milioni a rifondare e a ingaggiare gente indegna e strapagata, vedi Guduric, non ci si può lamentare del budget.
Tutti gli ultimi 4 anni in Eurolega c’è stato chi ha speso meno e meglio dell?Olimpia e si è qualificata per la post season.
Tolte quelle 4 squadre dal budget alto che non è garanzia di F4, i play off erano raggiungibili e lo saranno anche quest’anno, ma non per l’Olimpia degli eredi Armani, anche perchè purtroppo ereditano pesi finanziari, un managment rivedibile e un coach inesperto da Ettore Messina.
Discorso che si portebbe fare, al contario, per il campionato italiano. Dove Milanoi e` ha le vesti del Pana
Dove (LBA) strapaghi giocatori scarsi come Akele…
Prezzo gonfiato dei panda ha un unico responsabile. Si chiama Petrucci, ha rovinato il basket italiano e viene da chiedersi perchè ancora lo votino malgrado la sciagurata evidenza dei fatti.
Esatto Lupo. Ma Petrucci è stato votato anche da Milano…
Come si può competere? Chiedetelo al Valencia o allo zalgiris…
No, il discorso non regge, come del resto non reggeva in questi anni passati ricchi di sconfitte e umiliazioni
Nessuno chiede ad ArmaniGroup di tirare fuori somme pazzesche ( non lo farebbero mai), quindi non prendiamoci in giro
Essere competitivi non significa giocarsela con chi ha budget stellari, ma con chi mira a giocarsi i playoff
……non prendiamoci in giro, Maggi
Cioè diventeremo i galoppini dei ricchi ke prenderanno i giocatori diventati top da noi e una volta pronti per i grandi palcoscenici bellamente ci saluteranno. E questo succede in Grecia paese con le pezze al cu..
Ma noi?
In Grecia, a differenza che da noi, è in atto una crescita del potere d’acquisto dei salari, e comunque il detto romano “panem et circenses ” funziona sempre e i fratellini armatori del Pana ben lo sanno, come anche i cugini dell’Oly, ma in Grecia il basket è sport trainante…..
Nel basket il paese con le pezze al c…. siamo noi
Come il cane di Pavlov che reagisce con il solito riflesso condizionato.
Maggi fa un ragionamento in prospettiva su come si sta sviluppando il sistema e i cani di Pavlov che non leggono o non sanno capire un testo scattano: il Valencia, Messina e/o Poeta, Armani le F4 degli anni scorsi….
Hanno letto? No ma scatta il riflesso, Pavlov sarebbe contento
Quello che non funziona è indossare una scarpa e una ciabatta: si prende qualche grande giocatore “spot”, ma poi non si ha la forza e la capacità di completare il roster con quel che serve…..
Scouting sarebbe prendere RJ sperando che sia un crack……stiamo a vedere, sapendo che ne mancano 2 importanti, e certo non abbiamo cifre da investire adeguate, quindi Scouting anche per quei ruoli…..
Oh, magari ci sorprendono…..
Detto da una pecora vedova del tuo pastore è tutto un dire.
Troppo facile fare un discorso di comodo prendendo per esempio il Panathinaikos quando nessun tifoso pretende di competere contro una squadra del genere. E cmq vorrei ricordarti che il Panathinaikos anche l’anno scorso aveva un budget da F4 di EL ma è stato eliminato ai play-off da una squadra che addirittura aveva un budget i n f e r i o r e al nostro. Piuttosto perché Maggi non ci illumina con un discorso del perché a volte anche chi ha budget moderatamente bassi riescono a fare expoit tipo il Valencia? Ti ricordo somaro che noi e l’Asvel siamo gli unici club che negli ultimi 4 anni non hanno mai raggiunto la post season di EL. Per cui la tua morale del c a z z o mettetela nel c u l o i d i o t a.
“Maggi fa un ragionamento …”
già qui ci sarebbe da obiettare.
E’ un articolo inutile, che ha vagamente il sapore di “auto assoluzione”.
Secondo me neanche il prossimo anno vince il Pana.