“Non sono sorpreso di aver conquistato trofei”. Parla Kostas Chatzichristos

Alessandro Maggi
Kostas Chatzichristos

Kostas Chatzichristos, Head of Performance dell’Armani Olimpia Milano, ha rilasciato un’intervista a Massimiliano Bogni di Backdoor Podcast. Ecco alcuni passaggi.

“Quando si arriva a Milano, quello che ci si aspetta sempre è la vittoria. Tutti ne hanno consapevolezza, è il motivo per cui questo club è nato e continua a mantenersi a un livello così alto. Non sono sorpreso di aver conquistato trofei: è in linea con gli obiettivi che l’Olimpia fissa ogni anno. In EuroLeague poteva andare meglio ma siamo alle prime fasi di un nuovo progetto, lo avevamo messo in conto: non si può dire che non sia stato un anno di successo.”

“Prima di tutto, l’Olimpia Milano è una grande squadra non solo quando scendono in campo i giocatori: il livello di professionalità di medici, dottori, fisioterapisti è davvero alto. Proprio per questo, il momento in cui gli obiettivi di tutti coincidono è la vittoria: quando concludi una competizione e alzi il trofeo, quello è l’istante in cui puoi davvero celebrare. In squadre del genere non puoi considerare ‘vittoria’ il recupero di un giocatore da un infortunio o una banale partita vinta: si può parlare di successo quando la squadra vince un trofeo. Lo stesso discorso vale per tutto il performance team: i nostri riconoscimenti si basano su quello che la squadra ottiene in campo.”

“Non possiamo sottrarci a questo congestionamento: sappiamo che le squadre di EuroLeague tengono questi ritmi, non è una sorpresa. Proviamo ad abituarci sfruttando i sistemi che aziende come Kinexon forniscono per monitorare tutti i parametri fisici dei giocatori tra allenamenti e partite. Il lavoro a stretto contatto tra staff, coach e management ormai ha una base settimanale, non avrebbe senso guardare troppo oltre: la programmazione di viaggio, recupero, allenamento, differenziazione di lavoro tra chi ha giocato un certo numero di minuti. Nel nostro campo, in questo momento, è una delle sfide più grandi.”

“Posso dire solo cose buone. Sono giocatori duri, tosti, nel miglior senso del termine. Sono davvero esigenti in ciò che richiedono a sé stessi e a chi sta loro intorno pur di essere la miglior versione di sé quando si alza la palla a due. Pretendono tanto da giocatori, coach, staff: è quello che fanno i grandi giocatori. È stato un piacere lavorare con entrambi, per fortuna ora ho la possibilità di ritrovare Devon. Averlo a Milano è un aspetto solo positivo: il livello di professionalità che possiede e sa trasmettere ai suoi compagni è quello richiesto per stare al top in EuroLeague.”

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