
Leandro Bolmaro si racconta a Sportweek dopo l’ottima stagione in biancorosso: «Dicono che l’energia sia contagiosa: io gioco sempre forte, se esprimo meno del 100% rischio di farmi male»
Sul suo ruolo
«Non c’è bisogno della fascia, l’importante è esserlo in campo. È il mio modo di essere, la mia personalità. Cerco sempre di giocare forte: i miei genitori mi hanno insegnato che, se voglio qualcosa, devo lavorare per ottenerla. Devo sempre dare il 100 per cento, al 50 non riesco, magari mi faccio male. È quello che cerco di trasmettere, dicono che l’energia sia contagiosa»
Sul mercato
«Chi resta ha il compito di trasferire il senso del club e l’importanza della sua storia, la sua immagine in città e in Europa. È vero che sarà una squadra completamente nuova, ma il coach avrà modo di lavorare dall’inizio sull’idea che ha in mente»
Sul lavoro con Peppe Poeta
«Sempre bello: la fiducia che trasmette ai giocatori e al gruppo, le idee. Ha cambiato tanto. A lungo, con tante partite, non c’è stato tempo per farlo. Ma finita l’Eurolega abbiamo potuto allenarci di più perché potesse mostrarci quello che voleva fare: negli ultimi due-tre mesi abbiamo giocato davvero bene mettendo in campo le sue idee»

Secondo me invece è soltanto sembrato che giocaste bene, perché in realtà a livello di roster eravate troppo superiori, e vi sarebbe riuscita qualsiasi cosa.
Mi dispiace, ma credo che sia andata così.
Infatti chi ha potuto se n’è andato… 😞
Ha archiviato l’EL come se niente fosse facendo passare la vittoria del campionato come un evento del secolo. Bolmaro è un buon comprimario nulla di che, se fosse più forte ci sarebbe stata la fila per prendercelo pagando un buyout all’Olimpia essendo sotto contratto.
Un giorno sarà capitano solo perché non ci sarà più la vecchia guardia e non per propri meriti.