Ettore Messina: Dopo la morte di Armani ho avvertito che il mio compito era esaurito. Nel 2023 dovevo lasciare la dirigenza

All’indomani dell’addio a Olimpia Milano, Ettore Messina ha concesso un’intervista esclusiva alla Gazzetta dello Sport. Ecco alcuni passaggi.

Sui risultati

«A livello di risultati avremmo potuto fare sicuramente meglio in Eurolega negli ultimi anni però ci siamo stabilizzati come un club importante in Europa, assolvendo alla richiesta del Signor Armani che ci è stato sempre vicino con Leo Dell’Orco, una presenza discreta ma molto forte per sette anni».

Sulla fine del rapporto

«Con la sua scomparsa (di Giorgio Armani, ndr) ho cominciato ad avvertire a livello personale che il mio compito si era esaurito e gli eventi dei mesi successivi hanno confermato la convinzione. Da qui la decisione di lasciarsi con un abbraccio e buona fortuna reciproca».

Sul ruolo di dirigente

“Le scelte sulla squadra con la collaborazione dello staff alla fine sono state mie, e vedere che ha ottenuto il triplete italiano mi ha molto confortato. Mi sono preoccupato di non interferire anche quando, come era normale che potesse accadere, avrei pensato di fare cose diverse”.

Sull’assenza alle finali di Venezia

“Ormai sia io che la proprietà sapevamo che avremmo concluso il nostro rapporto. Mi è sembrato più gentile lasciare festeggiare chi continuerà qui e non fare una passerella inutile”.

Sul doppio ruolo

“Sul piano del cambio di mentalità, sono contento di quello che abbiamo fatto rispetto agli obiettivi affidati dal Signor Armani. Tornassi indietro, a metà più o meno, dopo il secondo scudetto, avrei fatto meglio a lasciare la posizione dirigenziale a qualcun altro. Anche per mettere fine a tutte le polemiche che frequentemente si aprivano. E che, parlando di un uomo solo al comando che non ascolta nessuno, sono sempre state irrispettose per i collaboratori che il club ha avuto e continua ad avere”.

13 thoughts on “Ettore Messina: Dopo la morte di Armani ho avvertito che il mio compito era esaurito. Nel 2023 dovevo lasciare la dirigenza

  1. Certe cose si fanno e basta, per il bene della squadra e della società. Caro Ettore però il tuo super ego non ti fà dire tutta la verità. Tre anni i fa avresti dovuto lasciare non solo la dirigenza ma anche il ruolo di Coach, per il bene dell’Olimpia. Dopo tre anni e solo dopo aver firmato con altra società hai parzialmente ammesso di aver sbagliato……..Complimenti !!!!!!!!! Veramente un grande !!!!!!!

  2. …nel 2023, dovevi lasciare. ( punto )
    Solo le persone intelligenti, capiscono quando è il momento di fermarsi. ( cit.Datome, MVP di quella gara 7, della terza stella )
    D’altronde, è comprensibile…non è facile rinunciare ai miglioncini del Gruppo Armani, per la messa a terra, del proprio delirio di onnipotenza.
    Hai preferito ulteriori 3 anni, di accanimento terapeutico, nei confronti di una persona che, non aveva più nulla da dire e, da dare..
    Per quanto visto, detto e sentito, in questi 7 anni di potere assoluto: una Brutta persona, un Pessimo coach e, uno Sciagurato manager.

  3. Ha ragione Gramellini, i leoni inseguono la preda e la preda, qualche volta ha la possibilità di scappare.
    Iene ( da tastiera) è più appropriato la iene circondano la preda ferita o morente per sbranarla.

    1. Povero vecchio r i n c o g l i o n i t o che ora senza il suo pastore si sente spaesato. Invece tu non usi la tastiera vero? Ah no ti fai aiutare dalla tua badante 🤣🤣🤣
      Anche oggi ci hai dato la 💩 quotidiana.

  4. “negli ultimi anni però ci siamo stabilizzati come un club importante in Europa”

    Ecco il nuovo mantra delle pecore del pastore come Orlandoilrimbambito & C(ap) 🤣🤣🤣

  5. Dovevo, avrei dovuto…..tutti buoni propositi seppelliti, in realtà non ha avuto il coraggio di farlo; pavidita’, senso del dovere, io credo gli sia sfuggito il senso della realtà e non sia stato aiutato da buoni consiglieri

    Ma la presenza di Dell’Orco che viene definita “discreta”, non è che fosse “impalpabile”?

    Curiosa la definizione di “stabilizzata presenza in Euroleague”……come un paziente che: “è grave, ma non muore”…….insomma una presenza “comatosa”

    Quanto alle polemiche sul doppio ruolo, una cosa è certa: non è servito, non ha funzionato e i collaboratori, i consulenti o chicchessia non sono stati utili, questo alla luce del consuntivo dopo 7 lunghissimi (troppo) anni

  6. Belle parole, molto apprezzabili, che vanno a chiudere un lungo periodo di 7 anni molto intensi. Il rammarico maggiore è quello di non aver potuto seguire la squadra a palazzo l’anno delle final4 causa restrizioni Covid, tornare a giocare una final4 dopo 30 anni e non poterci essere è stato pesante.
    Un periodo in cui sicuramente il club Olimpia è salito di livello, in cui è stato introdotta una certa cultura del lavoro, in cui si è tornato ad investire sul settore giovanile, in cui è stato possibile ammirare tanti campioni.
    Gli errori maggiori che imputo ad Ettore sono essenzialmente tre: non esser più riuscito ad assemblare un reparto play di livello assoluto dopo la coppia Chacho/Delaney, l’essersi voluto concedere troppe occasioni di rimediare ai pessimi risultati di EL (ok il senso di riconoscenza e di gratitudine nei confronti di Armani, sicuramente il non riuscire più a “premiarlo” con risultati ottimi in EL gli pesava molto, però sarebbe stato giusto lasciare probabilmente dopo lo scudetto della terza stella invece di insistere un pò ottusamente) e l’aver abbandonato la nave in corsa in quest’ultima stagione, secondo me la mossa peggiore, scaricando sulle spalle di Poeta la responsabilità di un roster costruito interamente da lui (e rivendicarne ora la soddisfazione per il triplete mi è sembrato poco carino) oltretutto in un periodo in cui il roster era decimato da infortuni.
    Mi resta però il dubbio che la decisione di lasciare in corsa non sia totalmente sua ma sia stata “sollecitata” dalla proprietà, vabbè ormai conta poco, da adesso ci si può concentrare sul lavoro di Poeta, Baiesi, Stavropoulos e compagnia senza più l’ossessione della presenza di Messina.

    1. Ecco qua il suo papiro pieno di 💩.
      D’altronde capisco la tua frustrazione nel sentirti smarrito. Un altra vedova del proprio pastore 🤣🤣🤣

  7. la valutazione “oggettiva” dei sette anni di Messina in Olimpia, risultati alla mano se logicamente comparati con il budget a disposizione, sempre tra i primi 10 (i primi anni anche tra i primi 6) in Europa e n/volte superiore a quello delle avversarie in Italia (un poco meno per quanto riguarda Bologna, ma comunque sempre di gran lunga superiore), è mediocre/di gran lunga insufficiente. Se poi si considerano il gioco espresso, i contratti transati per disperazione, i giocatori presi rotti, i giocatori giovani e i giocatori italiani (giovani e non) non valorizzati e lasciati a sventolare asciugamani, le figuracce fatte in Europa e a volte anche in LBA, i giocatori di personalità che non ha saputo gestire e con i quali ha litigato, gli atteggiamenti supponenti all’interno ed all’estero del campo e della società, ecc…… credo che si possa solo peggiorare nel giudizio.
    Se poi ci vogliamo raccontare la favoletta dei giocatori venuti per la sua “presenza” (chiaramente non grazie agli investimenti di Armani ed alle prospettive di buoni risultati dati dal budget investito) oppure dell’organizzazione stile NBA che non si capisce bene in cosa si possa connotare (il Forum non mi sembra un impianto stile NBA, a meno che non si parli delle sfilate a bordo campo, degli stacchetti, delle kiss cam,eccc..) va bene. Sulla parte organizzativa ci sarà stato anche un valore aggiunto (facilitato dagli investimenti della proprietà), ma la parte tecnica di costruzione e di gestione dei roster è stata pessima, soprattutto in questi ultimi 4 anni nei quali probabilmente l’assenza di risultati adeguati agli investimenti ha fatto innervosire anche lui, facendogli perdere ulteriormente lucidità.

  8. Ettore ha dimostrato che la cosa che gli è riuscita meglio è quella di comunicare, sicuramente meglio di allenare o dirigere.
    Comunicare facilitato dal non aver mai avuto un contraddittorio.

    Era la sua ultima possibilità di tornare a vincere qualcosa di importante, e ci è rimasto attaccato fino all’ultimo.
    Quando poi gli si è aperta un’inaspettata altra possibilità (a Roma) si è comportato come un dipendente assenteista di un qualche ministero.
    Molto poco professionale.

    Lascia una squadra che nell’anno del TRIPLETE, non ha mai fatto un sold-out, neanche nelle finale LBA.

  9. “In Europa ci siamo assestati”. Certo, nella parte bassa della classifica di Eurolega, quella che non fa la post season che Messina aveva promesso come costante annuale al suo arrivo a Milano e riuscita solo 2 volte su 7.

    Una promessa che è più una sparata egotica, perchè se avesse tirato la monetina avrebbe avuto la possibilità di riuscita almeno una volta su due, mentre due su sette è un disastro.

    Sul doppio ruolo da lasciare dopo il secondo scudetto, non ha lasciato perchè la prima mossa del sostituto dirigente sarebbe stata cacciare il coach bollito, perchè il settennato dipende solo dal doppio ruolo talebano, altrimenti quattro anni erano già troppi.

    Strano che non ci siano menzioni ai disastri fatti da manager, con tutti quei milioni sprecati e le rifondazioni annue.
    Anche in questo caso, del Pobo Messina manager rookie, ci fosse stato qualcuno sopra di lui meno affezionato di Armani, Messina sarebbe stato fatto fuori prima e non ci sarebbe stato nessun rinnovo di contratto.

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