
«Trofei, illusioni e mugugni Messina lascia l’Olimpia e punta di nuovo l’America» titola il Corriere della Sera per l’editoriale di Roberto De Ponti.
Leggiamo: «Prima di tutto i trofei, perché nello sport anche quelli contano: tre scudetti consecutivi (tra cui quello della terza stella), evento che all’Olimpia non capitava dal 1987, due Coppe Italia e tre Supercoppe, l’ultima delle quali conquistata meno di due mesi prima delle dimissioni da capo allenatore. E aggiungiamoci le final four di Eurolega a Colonia 2021: quelle, i tifosi milanesi non le vedevano da 29 anni. Otto trofei e una finale europea fallita per un tiro, giusto per ricordare che Ettore Messina, classe 1959, forse non è poi così bollito come l’avevano bollato i leoni da tastiera e i «sotuttoio» appollaiati dietro la panchina al Forum
«E gli insensibili tifosi a stupirsi di come la cappa di sfiducia che lo circondava potesse ferirlo, quasi che i (tanti) quattrini fossero una giustificazione al fatto che il coach dei 36 titoli vinti in carriera dovesse incassare qualsiasi insulto senza un plissé».
«E altrettanto evidente era il fatto che il suo rapporto con la proprietà, se non incrinato, si era quantomeno affievolito: la sua assenza a bordo campo in gara 2 e 3 di finale non è passata inosservata».
«Che farà da grande Ettore Messina? Lo volevano a Roma, ma pare che il suo futuro sia più lontano. Eurolega lo corteggia come dirigente, lui guarda più in là, all’America, diviso tra Nba e college, diviso tra scrivania e tuta con fischietto. Conoscendolo, vorrebbe tornare ad allenare, il campo gli piace troppo. E il suo bel caratterino lo vorrebbe in panchina a vincere ancora, giusto per poter replicare a chi a Milano lo voleva umarell davanti ai cantieri del metano: «Bollito a chi?».

Vada vada
Una liberazione per i tifosi e se lo vedremo contro tanto di guadagnato!