
Ousmane Diop festeggia il primo Scudetto della sua carriera. Il lungo di Olimpia Milano ha chiuso una run playoff da protagonista, dopo anni segnati anche da problemi fisici e difficoltà nel trovare continuità al centro del progetto tecnico.
Ousmane Diop, primo Scudetto e messaggio forte
A LBATV, Diop ha ricordato un precedente molto particolare: «La cosa incredibile è che nel 2019 ho perso qua uno scudetto con Sassari e vincerlo qua è una bella cosa».
Poi il passaggio più forte, arrivato a sorpresa e con grande lucidità: «Prima di tutto voglio dire una cosa, purtroppo stiamo sentendo robe tanto brutte sugli emigrati che ci sono qua in Italia».
Diop ha parlato della sua storia personale: «Io sono un emigrato, sono arrivato qua 13 anni fa. L’Italia mi ha dato l’opportunità di arrivare dove sono arrivato adesso».
Da qui il messaggio sociale del centro biancorosso: «Si può dare opportunità a tanti ragazzi che arrivano qua per un futuro migliore. Io sono l’esempio giusto, quindi cerchiamo di vivere tutti sereni e tutti insieme».
Parole importanti, dentro una notte di festa e di liberazione sportiva. Diop è stato uno dei volti della crescita di Olimpia Milano nei playoff, con energia, fisicità, verticalità e impatto nei momenti più pesanti della serie.
C’è poi il tema futuro. Alla domanda sulla possibile permanenza a Milano, Diop ha risposto senza voler entrare nella trattativa: «Stanno parlando tutti, ma io volevo solo concentrarmi per questo scudetto. Domani ne parleranno quelli che devono parlare. Io oggi penso a festeggiare davvero».
Infine, una chiusura aperta: «Vedremo, vedremo. Non dipende da me, quindi vediamo cosa succederà».
Per Olimpia Milano è lo Scudetto numero 32. Per Ousmane Diop è il primo titolo italiano della carriera, ma anche la notte di un messaggio che va oltre il parquet.
