Peppe Poeta: Il nostro cinismo deve partire dalla difesa. Ci manca l’ultimo passo

Alessandro Maggi
Peppe Poeta Olimpia Milano Brescia

Olimpia Milano torna in finale Scudetto dopo il successo in Gara 4 contro Pallacanestro Brescia. In sala stampa, Peppe Poeta ha analizzato la serie, il percorso playoff e il prossimo ultimo atto degli LBA Playoffs 2026.

Peppe Poeta: «Arrivare in finale non era scontato, ora ci resta un passo da fare»

Il coach biancorosso parte dal valore dell’avversaria: «Sono molto contento. Brescia ha vissuto un anno straordinario, confermando la scorsa stagione, che è la cosa più difficile. Ci hanno messo in grande difficoltà, ma abbiamo giocato quattro gare solide, a parte forse il quarto quarto di Gara 2».

Poi il giudizio su Gara 4: «Oggi abbiamo controllato quasi tutta la partita. Siamo stati meno bravi difensivamente, non abbiamo tolto lo short roll a Bilan, e questo ci ha fatto un po’ male. Non ci siamo fermati però contro la zona e, pur tirando male da 3, abbiamo segnato 91 punti».

Poeta sottolinea il peso del traguardo: «Arrivare in finale non era scontato contro una squadra esperta, insieme da anni, che voleva riprovarci».

Il percorso, per il coach, racconta la crescita della squadra: «È una squadra che ha avuto alti e bassi, ma nei momenti importanti ci siamo sempre compattati, come in Coppa Italia. Il percorso nei playoff fino ad oggi è ottimo. Da Reggio Emilia, protagonista di un ottimo girone di ritorno, a Brescia, finalista un anno fa. Ci resta un passo da fare: partita dopo partita, possesso dopo possesso, possiamo toglierci delle grandi soddisfazioni».

Ora l’attesa è per l’avversaria in finale: «Sicuramente con la Virtus sarebbe una finale più emotiva, è una sfida che va avanti da anni, e avremmo il fattore campo contro. Vince chi ha i nervi saldi. Contro Venezia invece troveremmo una squadra con picchi di talento incredibili. Giocano leggeri, hanno talento, sono profondi: sarebbe una finale ancora diversa, contro un’avversaria che arriva in fiducia e più leggera essendo underdog».

Sul piano tattico, Poeta torna sull’asse bresciano: «Sui pick and roll di Della Valle abbiamo fatto un ottimo lavoro fino ad oggi. Non volevamo attivare lo short roll di Bilan, che attiva tutti. Oggi non abbiamo fatto difensivamente quello che volevamo fare. Siamo stati meno precisi nei dettagli, forse anche perché si segnava tanto in attacco, ma questo non deve succedere. Resto comunque felice della voglia che ha mostrato la squadra».

Capitolo Quinn Ellis: «Ha fatto una serie di grande sacrificio contro un tatticismo esasperato nei suoi confronti. È alla settantesima partita, in una semifinale, non si è sbloccato in attacco, ma è stato in campo e ci ha dato ritmo senza perdersi».

Poi il tema transizione e tiro da tre: «La transizione nei playoff è difficile, il pallone pesa di più. Ma possiamo farlo con determinati quintetti. Sul tiro da 3, che stiamo tirando male, sono d’accordo: forse il grande impegno in difesa ci rende le gambe meno prestanti. Ma se mi avessero detto che con queste percentuali si andava in finale, ci avrei messo la firma».

Infine, il concetto chiave verso la finale: «Il nostro cinismo deve partire dalla difesa. Abbiamo quintetti che possono farlo, possono portare fisicità e atletismo. Il nostro cinismo deve partire da lì, dal non prendere due o tre canestri in fila. Possiamo però muovere meglio la palla in attacco: di flusso e di ribaltamenti possiamo essere più pericolosi e coinvolgere tutti».

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