
Olimpia Milano post Brescia, e tre: Poeta sceglie Bolmaro e vince con la difesa. Olimpia Milano batte la Pallacanestro Brescia in Gara 3 e si prende il 2-1 nella semifinale Scudetto. Una vittoria nata dalla difesa, dalla scelta di Peppe Poeta di affidare la squadra a Leandro Bolmaro e da un secondo tempo in cui Milano ha cambiato completamente ritmo e faccia alla partita.
La gara non era cominciata bene. Brescia è stata spesso avanti nel primo tempo, Amedeo Della Valle ha segnato 12 punti nei primi 20 minuti e non a caso Quinn Ellis è rimasto in campo solo nei primi 4’, pagando le difficoltà difensive sull’esterno della Germani. Dall’altra parte, l’Olimpia si è aggrappata a Shavon Shields: suoi tutti i primi 10 punti della squadra, 16 dei 44 milanesi all’intervallo.
Poi la partita è diventata un’altra. Milano ha concesso 43 punti nel primo tempo, appena 10 nel terzo quarto, uno solo negli ultimi 5’ del periodo e 25 complessivi nella ripresa. Brescia ha chiuso a quota 68: mai sotto i 70 punti in questa stagione. L’ultima volta con meno punti segnati era stata in Gara 2 delle scorse finali Scudetto contro la Virtus Bologna.
Il cambiamento è arrivato giocando di squadra. L’Olimpia ha segnato 49 punti nella ripresa, ha perso appena 8 palloni in tutta la partita, solo 3 nel secondo tempo, e ha trovato un attacco più bilanciato. Ma la chiave è stata dietro: difesa collettiva, energia, letture, fisicità, presenza. Esattamente quello che Poeta aveva chiesto alla vigilia.
Bolmaro è stato il volto della svolta. Poeta gli ha consegnato la squadra e Milano ha vinto da Bolmaro, con il suo impatto sui due lati del campo, la capacità di alzare il livello fisico e di dare ordine anche quando la gara rischiava di restare sporca. In una semifinale così dura, il suo peso è diventato centrale.
Accanto a lui, però, c’è stata una squadra intera. Josh Nebo e Ousmane Diop si sono alternati su Miro Bilan, costretto a un pesantissimo 1/10 dal campo, 1/6 nel secondo tempo. Shavon Shields si è sacrificato su Nikola Ivanovic, tenuto a 0/2 dal campo nella ripresa. E Quinn Ellis, dopo un primo tempo complicato, è tornato protagonista nella fase difensiva del secondo tempo.
Tra i passaggi da non dimenticare ci sono anche gli 8 punti consecutivi di Nico Mannion nel secondo quarto, in un momento delicatissimo. Una fiammata che ha tenuto Milano dentro la partita quando Brescia sembrava avere più ritmo, più sicurezza e più controllo emotivo.
Poi c’è Brescia. Una squadra che continua a combattere, anche quando le rotazioni si accorciano e gli episodi pesano. La Germani ha ruotato nove uomini, ma dentro quei nove c’è un CJ Massinburg che, dalla semifinale di Coppa Italia persa contro Milano il 21 febbraio, ha giocato ieri appena la terza partita. E c’è l’infortunio di Jason Burnell nel finale di primo tempo, arrivato proprio nel momento migliore della squadra di Peppe Poeta.
Per questo Gara 4 non può essere letta come una formalità. Milano ora è a una vittoria dalla finale Scudetto, avrà ancora il fattore campo e ha ritrovato la propria identità difensiva. Ma Brescia resta una squadra vera, organizzata, dura, capace di restare dentro le partite e di punire ogni calo.
L’Olimpia ha vinto Gara 3 perché ha accettato la battaglia, l’ha spostata sulla difesa e ha trovato risposte da uomini diversi. Ora ne manca una. Ma proprio per questo, domani, sottovalutare Brescia sarebbe l’errore più grande.
PS. Peppe Poeta ringrazia il Forum per il sostegno. Generoso, i picchi sono stati due: i fischi ad Amedeo Della Valle (vergognatevi, infedeli), e il canestro da centrocampo di un tifoso. Si può fare di più, e meglio. Tornate quelli che eravate.

Brescia dimostra di non saper reagire alle spallate che Olimpia Milano ha dato nelle vittorie di gara1 e gara3: sta in partita finché è avanti o attaccata, se va sotto di 10 molla e affonda……rischio di subire rimonta stile Zalgiris non c’è