“In Germania giovani peggio allenati che da noi. Ma atleticamente pronti”. Daniele Baiesi parla a Sky Sport

Alessandro Maggi
Daniele Baiesi

Daniele Baiesi, ds di Olimpia Milano, ha parlato a Sky Sport del tema dei giovani, del modello tedesco e delle nuove sfide poste dal basket collegiale americano. Il dirigente biancorosso ha sottolineato la necessità di scelte coraggiose per favorire il ricambio generazionale nel basket italiano.

Il basket collegiale americano, secondo Daniele Baiesi, sta cambiando gli equilibri internazionali: «È chiaro che la pallacanestro collegiale americana, con tutti i cambiamenti che ci sono in atto e con il flusso di denaro che inevitabilmente ha alterato le dinamiche mondiali, ci pone di fronte a sfide diverse. Il sistema tedesco è probabilmente già un minimo obsoleto da questo punto di vista, però la ratio che spinge i tedeschi a prendere decisioni di un certo tipo è corretta. Si pongono le domande giuste: come può un ragazzo che esce dal settore giovanile integrarsi in una pallacanestro per la quale non è ancora pronto?».

Il ds di Olimpia Milano ha poi richiamato il valore di una società realmente multietnica: «La Germania è una società multietnica, realmente multietnica. Se guardiamo alla nazionale Under 19 che ha vinto l’Europeo, ci sono ragazzi che escono da situazioni familiari moderne. Penso che lo sport italiano, così come ha fatto quello tedesco, abbia soltanto da guadagnarci da un’impronta multietnica di questo tipo. In Italia abbiamo un pochino meno coraggio. Spero che prima o poi ci si renda conto che senza scelte a volte impopolari, spesso se non quasi sempre coraggiose, sarà difficile avere un ricambio generazionale».

Infine, Baiesi ha evidenziato un aspetto chiave del modello tedesco: «Una delle cose che mi ha sempre colpito della Germania è che il limite degli stranieri se lo sono votato i club. Hanno deciso di darsi quel limite, pur non avendo 108 giocatori indigeni per soddisfare le esigenze di 18 squadre. Però si sono dotati di un sistema, tra seconde squadre e settore giovanile, con un’apertura molto marcata verso gli stranieri che diventano formati all’interno della galassia tedesca. Sono campionati formativi, probanti dal punto di vista fisico, peggio allenati dei nostri, molto peggio allenati dei nostri, ma atleticamente sono banchi di prova attendibili per un ragazzo di 18 anni».

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