
NBA Europe, il futuro, se ci sarà, si scrive adesso. Milan, Inter e Olimpia Milano. Entro il 31 marzo qualcosa deve muoversi: ecco gli ultimi aggiornamenti.
Sponda Milan, San Donato e un nuovo riferimento
L’interesse di RedBird per NBA Europe è stato ribadito anche due notti fa negli USA da The Athletic. Entro il 31 marzo serve una manifestazione d’interesse, che Gerry Cardinale sarebbe pronto a presentare.
Enrico Silvestrin, sul suo canale YouTube, ha parlato di un numero uno di RedBird totalmente concentrato su NBA Europe. Andrea Losapio, giornalista del Corriere dello Sport, ha invece riferito che Massimo Calvelli prenderà in mano la gestione del progetto.
Ex CEO dell’ATP, da alcuni mesi entrato nella galassia rossonera, per qualcuno addirittura pronto a sostituire Giorgio Furlani come amministratore delegato del club.
Lo stesso Andrea Losapio mette in fila tutti i punti: «RedBird sta pensando all’NBA Europe. Creare un palazzetto a San Donato e, ma questi sono rumors, l’idea di comprare l’Olimpia Milano, partecipando poi come franchigia fissa. Roma è l’altra piazza italiana. Il progetto è pronto per essere affidato a Massimo Calvelli, ex CEO ATP».
Ci sono insomma pochi dubbi sulla volontà di Cardinale, anche se una precisazione va fatta. Il numero uno di RedBird segue da sempre con interesse anche i progetti di espansione NBA negli Stati Uniti. E ora Las Vegas e Seattle sono più vicine. E se la sua attenzione, in realtà, fosse soprattutto lì?
Sponda Inter, il Corriere della Sera cambia le carte in tavola
Oggi il Corriere della Sera torna a parlare anche di Inter. Anzi, parla apertamente di sorpasso Inter. Anche in questo caso, però, è più corretto fare riferimento alla proprietà, più che al club, ovvero Oaktree.
Oaktree starebbe studiando il progetto, avrebbe incontrato il numero uno di Olimpia Milano, Leo Dell’Orco, e sarebbe pronta a rispondere: «Sì, parliamone» a NBA Europe.
Se il quadro non fosse ancora chiaro, riportiamo esattamente quanto scritto da Daniele Dallera: «Oaktree ha studiato attentamente il progetto proposto dalla Nba, il cosiddetto “business model”, esplorando strade percorribili insieme alla stessa Olimpia Milano. Sarebbe addirittura in vantaggio su Cardinale, un po’ come capita nella lotta scudetto, con 8 punti avanti».
NBA Europe, le ultimissime
Di fronte a queste due sponde, andiamo alle ultime notizie che arrivano direttamente dagli Stati Uniti, dove peraltro nelle ultime settimane si è visto anche il President of Basketball Operations di Olimpia Milano, Ettore Messina.
La NBA ha presentato nelle scorse settimane un business model ai vari club interessati, tra cui Olimpia Milano. Un progetto molto ambizioso, che starebbe ora valutando due modifiche: l’abbattimento della quota d’iscrizione da 500 milioni di dollari e la riapertura del dialogo con EuroLeague Basketball e con il suo nuovo CEO Chus Bueno.
In tutto questo, ad oggi Milano non avrebbe neppure una casa pronta per una lega attesa al via, ormai, non prima del 2028. Il Forum non è considerato all’altezza, Santa Giulia non è pensata per lo sport, anche se conoscerà adeguamenti con soldi pubblici, mentre l’arena di Rho potrebbe al massimo ospitare una nuova squadra di hockey su ghiaccio.
Ecco perché l’area di San Donato Milanese, acquisita dal Milan e destinata a svalutarsi senza un progetto sportivo concreto, resta un nodo fondamentale.
Il punto finale
Il quadro, oggi, è semplice solo in apparenza: Milano è una piazza centrale nel progetto NBA Europe, ma servono passi concreti in tempi stretti. RedBird, Oaktree e Olimpia Milano sono tutti nomi dentro la partita, ma entro il 31 marzo non conteranno più suggestioni o indiscrezioni. Conteranno le mosse vere. E a quel punto si capirà se il futuro del basket europeo passerà davvero da Milano, o se Milano resterà soltanto una grande idea.

L’operazione NBAE è predatoria.
Da parte degli americani sul basket europeo.
Che è molto diverso da quello loro. Da loro ci sono i fenomeni e una mega macchina da utili.
In Europa i fenomeni, quando ci sono, vanno da loro.
Quelli che restano partecipano di un gioco che non produce utili, si sostiene economicamente a stento, ma esiste e affascina.
È diverso.
È diverso perché si fonda su basi diverse degli utili da produrre.
Non è meglio, ma neanche peggio: è diverso.
Ed è un peccato che non sia possibile rispettare e sostenere la diversità, permetterle di esistere, forzando azioni predatorie sulle minoranze.
Perché questo è NBAE: un tentativo di sopprimere un’idea sportiva di minoranza.
La cronaca qui sopra, che illustra gli ultimi momenti della questione, in mano a potenze finanziarie – neanche economiche, cioè abituate a produrre qualcosa, ma finanziarie, abituate soltanto a speculare – lo prova.
Quanto mi piacerebbe se fallissero.
sebbene io sia interista e preferirei tifare inter che milan, il concetto non cambia. Lasciate stare l’Olimpia e la sua storia!!!!
Concordo totalmente Luky !