
L’Olimpia Milano chiude in 20’ la pratica Vanoli Cremona e lancia un primo messaggio alle Frecciarossa Final Eight 2026 con i minuti di Nebo (doppia cifra a rimbalzo), Bolmaro, Tonut e Diop. Solo l’argentino non brilla in una serata di lungo “garbage time”, e che offre non pochi segnali anche per la classifica. 67-86 il finale.
Brescia è a +2, Venezia torna dietro, la cima che resta lontana si chiama Virtus Bologna. Sul campo, la Vanoli è piegata con un “piglio” che non si vedeva dal match con Derthona: è vero, manca Davide Casarin, miglior difensore e uomo assist, però sarebbe limitativo ridurre il tutto alla pur grande stagione dell’ex Venezia.
Poeta ritrova gli assenti, i punti di Armoni Brooks (nono ventello in LBA) e un Ousmane Diop per la prima volta in doppia cifra, voglioso di offrire garanzie come unico cambio di Josh Nebo per Torino. Non c’era Shavon Shields: sarà Dunston a lasciare il posto al capitano e chiudere il roster per inseguire la Coppa?
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La partita
L’Olimpia Milano impone ritmo e fisicità, prende il largo già nel primo tempo (31-48) e chiude senza affanni sul 67-86. Per la Vanoli un avvio di orgoglio e poi tanta fatica a trovare continuità offensiva.
L’avvio è tutto biancorosso: Stefano Tonut apre con due triple in rapida successione, mentre Zach LeDay e Armoni Brooks spingono l’acceleratore attaccando il ferro e firmando il primo strappo (2-13). Vanoli Cremona prova a rimettersi in carreggiata con le bombe di Payton Willis e Aljami Durham, trovando energia anche con Giovanni Veronesi e la presenza interna di Sasha Grant: il primo quarto si chiude così con i padroni di casa di nuovo a contatto, 20-23.
Nel secondo periodo Milano rimette ordine e torna a fare la voce grossa. L’asse Nicolò Mannion–Josh Nebo ridà controllo e vantaggi vicino al ferro, poi arrivano due triple pesanti di Giampaolo Ricci a ristabilire la doppia cifra di margine. Cremona non riesce a dare continuità alle proprie soluzioni, mentre Ellis colpisce dalla lunetta e dall’arco allargando ulteriormente il divario: all’intervallo è già 31-48, con Milano che ha imposto intensità e selezione di tiri.
La ripresa conferma il copione. L’Olimpia Milano riparte forte e scollina subito oltre le 20 lunghezze con la tripla di Brooks e le corse in transizione di Ellis e Tonut (34-55). Cremona prova a rispondere con Grant e Veronesi, ma i biancorossi restano lucidi e profondi: LeDay continua a incidere, Nebo dà impatto e Gigi Diop trova spazio dentro una gestione che non concede appigli (48-71 al 30’). Nell’ultimo quarto, con rotazioni allargate e panchine sempre più coinvolte, la squadra di Peppe Poeta amministra senza rischi fino al 67-86 conclusivo.
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