
Giovedì alle 20.30 la Stella Rossa sarà di scena a Milano contro l’Olimpia in una partita pesantissima nella corsa play-in di EuroLeague. I serbi arrivano però da un lunedì di ABA Liga che, più del risultato, ha lasciato segnali d’allarme: al Pionir è finita 97-92 contro il Bosna, storico marchio decadente del basket slavo, ma con un finale in cui la squadra di Saša Obradović ha rischiato di buttare via una gara controllata a lungo.
Per tre quarti la Stella Rossa ha fatto valere qualità individuale e superiorità fisica: attacchi fluidi, buona circolazione e ritmo gestito da Codi Miller-McIntyre (20 punti e 5 assist), con Jordan Nwora (19) e Semi Ojeleye (11) a spingere l’allungo e con il vantaggio già indirizzato dopo una prima frazione da 31-20. Il Bosna ha retto con le triple e con la presenza di Michael Young (20) e di Đoko Šalić (15), ma sembrava sempre un passo indietro.
Il problema per la Stella Rossa è arrivato quando la partita chiedeva solo lucidità: nel secondo tempo sono cresciute le oscillazioni, soprattutto dietro, e i numeri raccontano perché Milano deve aspettarsi una squadra nervosa ma anche vulnerabile. Esattamente come l’Anadolu Efes venerdì sera.
La Stella Rossa ha chiuso con 16 palle perse, addirittura 14 dopo l’intervallo, un’enormità per un gruppo che gioca in EuroLeague. E in difesa ha concesso troppo: subire 92 punti in casa in ABA è stato definito un campanello serio anche dallo spogliatoio, perché il calo ha aperto una rimonta vera. Nel finale il Bosna è tornata fino al -3 a otto secondi dalla sirena, prima che la freddezza in lunetta di Nikola Kalinić (10) blindasse la vittoria.
Sasa Obradović, pur incassando un successo “necessario” dopo le sconfitte europee con Valencia e Žalgiris, ha puntato il dito su errori che “la qualità del roster” non dovrebbe permettere: gestione dei falli, letture, passaggi e concentrazione. In questo quadro pesa anche l’inserimento dei nuovi: Devonte’ Graham, provato da playmaker, ha mostrato presenza e applicazione ma senza incidere davvero in punti o assist; e il tecnico ha parlato apertamente delle difficoltà di adattamento allo stile difensivo europeo per profili con background NBA come Graham, Jared Butler e lo stesso Nwora. Ojeleye, dal canto suo, ha descritto un atteggiamento pericoloso: dopo l’inizio aggressivo, la squadra ha “alzato il piede”, aspettando la fine invece di restare intensa, con una frustrazione recente che rischia di trasformarsi in “effetto valanga” se non arriva una risposta immediata.
Tradotto in chiave Olimpia: la Stella Rossa arriva a Milano con minuti distribuiti e fiducia ritrovata dal punteggio (Moneke ha riposato), ma anche con crepe evidenti nella cura del pallone e nella tenuta difensiva quando il ritmo si alza e la partita si sporca. In una gara cruciale per il play-in, è un dettaglio che può diventare tutto.
