
«Milano vecchio stile» titola la Gazzetta dello Sport oggi in edicola. «L’effetto Palalido. Guduric un gigante. Domato pure il Real».
Così Giuseppe Nigro: «L’Olimpia vede i playoff. Più della classifica di una giornata da completare lo dice la striscia da sette vittorie nelle ultime nove partite di Eurolega, con in mezzo gli scalpi da Final Four di Olympiacos, Panathinaikos e, ieri, il Real Madrid che veniva da quattro vittorie di fila: il biglietto da visita per l’arrivo a Milano di domani del Fenerbahce campione di Melli.
In panchina Poeta si gusta un momento in cui quel che tocca si trasforma in oro: ancora senza cinque giocatori (Tonut, Mannion, Flaccadori, Sestina e Diop), nel quintetto tutto in doppia cifra spicca il massimo stagionale di Guduric, che a difesa e playmaking (mai mancati) ha aggiunto 22 punti, tra cui la tripla della staffa a l’30” dalla fine.
Un po’ il simbolo di una serata in cui l’Olimpia ha cancellato e ribaltato con 14 triple (su 27: 51%) i tanti rimbalzi d’attacco Vedere Guduric, Nebo e Brown così è un’ode al lavoro dello staff medico té Sul mercato pensavamo a un regista, ma ora siamo più tranquilli Peppe Poeta Allenatore Olimpia Milano 19) che hanno offerto possessi in più al Madrid, non altrettanto preciso dall’arco (27%)».

Partirei dai numeri.
Certo, il 51 e passa % da 3 fa impressione e fa sostanza, ma non credo sia il numero più importante.
Seguimi.
Ne abbiamo tirati 27 da 3, e 29 da 2, che in un piano partita contro Tavares ci può stare.
Ai tempi di Messina, sempre più lontani, per fortuna, mi sono lamentato di questa proporzione tra i diversi tiri possibili, adottati da quella squadra: molto pericolosa, come scelta, perché se vai appena sotto una percentuale normale – intorno al 35% – perdi.
Sembravano infatti soluzione di pigrizia, e in fondo lo erano, in una squadra che muoveva bene la palla, ma non si muoveva, così anche la palla doveva smettere di muoversi e fermarsi a riposare nelle mani di un unico, o pochissimi, risolutori.
Troppo facile metterli in difficoltà e ottenere quarti da 10 punti scarsi.
Ieri sera, invece, insieme al “piano Tavares”, guardo due cose: prima e più importante, perché incontrovertibile, i 22 tiri liberi ottenuti!
Vuol dire che oltre a tirare da 3 hai attaccato l’area, ed è questo, insieme al movimento dei giocatori, che ha forzato una certa libertà nel tiro da 3, spesso comodo, piedi a terra, con vantaggio.
Ovvio che le percentuali salgono.
Ma ti è sembrato che esagerassero, che si affidassero esclusivamente al tiro da 3?
A me no.
Mi sono infatti un po’ stupito del conto finale, perché dal vivo, su Internet, non m’era sembrato.
M’erano sembrate percentuali favolose, ma figlie di una conduzione del gioco che m’aspetto da Olimpia Milano, perché m’emoziona.
(Slim, mi pare, ha scritto che finalmente il cuore del tifoso torna a battere ☺️).
Ero quindi un po’ in dubbio, poi ho visto i tanti liberi tirati, m’è tornata la quadra.
Movimento senza palla, attacco all’area, la percentuale da 3 ne viene sostenuta.
Ieri sera. Poi domani…, ma domani è un altro giorno.