Luca Banchi: Sono a caccia del mio unicorno, sono alla ricerca di qualcosa di quasi mitologico

Alessandro Maggi

Alla vigilia del suo debutto da CT dell’Italia Luca Banchi ha concesso un’intervista a Umberto Zapelloni de Il Foglio

Luca Banchi

Alla vigilia del suo debutto da CT dell’Italia Luca Banchi ha concesso un’intervista a Umberto Zapelloni de Il Foglio.

Ne riportiamo alcuni passaggi.

“Sono a caccia del mio unicorno, sono alla ricerca di qualcosa di quasi mitologico. La pallacanestro anche in Italia è stata capace improvvisamente, anche nei momenti di grande crisi, di trovare delle risorse che nessuno immaginava. Penso a un Bargnani prima scelta al draft Nba, a un talento assoluto come Gallinari, a Simone Fontecchio che seppure non giovanissimo sta giocando da protagonista in una grandissima franchigia come Miami. Sono a caccia di questo tra i giovani e ho visto dei prospetti interessanti. I risultati delle Nazionali giovanili dell’estate scorsa ci confermano che il materiale c’è. Noi dobbiamo lavorare per creare loro un percorso giusto e non disperdere tanto talento nella fascia dai 19 ai 23 anni. Con Datome e Trainotti stiamo lavorando su questo e sono convinto che l’arrivo di una figura illuminata come Maurizio Gherardini alla guida della Lega e di un visionario come Massimo Faraoni in Lega Nazionale ci possano aiutare”.

Sulle partite di qualificazione al Mondiale.

Siamo di fronte a quella che sulla carta può apparire l’ennesima missione impossibile, ma anche una missione che mi stimola. Insieme ai miei collaboratori abbiamo cercato di concentrarci su come strutturare il nostro messaggio per essere sintetici, calzanti, precisi, convincenti. Dobbiamo scegliere un linguaggio e un messaggio tecnico che sia facilmente assimilabile, svestire i panni dell’allenatore che ha a disposizione il precampionato e settimane di lavoro, indossando quelli dei selezionatori che devono concentrarsi intanto sul reclutamento della miglior tipologia possibile di giocatori e poi trovare un sistema che sia facilmente assimilabile perché questa squadra non deve perdere assolutamente”.

Sui tanti giovani che hanno scelto la strada del College Basketball.

“Ne abbiamo una sessantina in America e non tutti hanno il talento per diventare protagonisti a quel livello. Ma non possiamo stare qui a lagnarci, dobbiamo fare in modo di poter offrire ai nostri diciottenni un’alternativa di crescita valida da noi nei nostri campionati. Economicamente non possiamo competere con le università americane, ma dobbiamo creare delle opportunità di carriera”.

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