
Quanti personaggi hanno scritto la storia dell’Olimpia per novanta anni? Quanti gesti hanno descritto i suoi momenti più significativi? Quanti episodi? La fusione tra Borletti e l’Olimpia di Adolfo Bogoncelli, la squadra dei triestini capitanati da Cesare Rubini. Il primo titolo europeo vinto – tra tutti i luoghi – proprio a Bologna nel 1966. Le recite di Bill Bradley, che sarebbe come se Cooper Flagg oggi giocasse in Europa un anno prima di andare nella NBA. Gli eroismi di Arthur Kenney, il prototipo del giocatore di squadra e del combattente. La stoppata di John Gianelli nell’unico scudetto vinto al Palazzone di San Siro prima che il tetto crollasse. Gli show di Joe Barry Carroll. I crampi di Dino Meneghin a Losanna nella seconda Coppa dei Campioni. Il tuffo di Bob McAdoo a Livorno. La leadership di Mike D’Antoni che diventò Arsenio Lupin. Il giovanissimo Riccardo Pittis che alimenta la rimonta su Caserta nella finale del 1987 perché non era rimasto che lui da provare. Come Vittorio Gallinari cancellò un fenomeno di 1.80, Larry Wright, perché Dan Peterson aveva esaurito gli uomini con cui provare a contenerlo. E poi il jumper di Dejan Bodiroga a Bologna nel 1996; l’era Armani dal 2008; il missile meglio noto come The Shot di Curtis Jerrells a Siena; la stoppata di Andrew Goudelock contro Trento, The Block. L’alley-oop di Malcolm Delaney per Zach LeDay. Il muro eretto da Kyle Hines per portare l’Olimpia alle Final Four del 2021. L’ultima notte da giocatore di Gigi Datome che fu anche una notte da MVP e valse lo scudetto della terza stella. Quella dell’Olimpia è una storia incredibile.
Da domani – e fino al termine della stagione – attraverso racconti, testimonianze, interviste, fotografie, video proveremo a raccontare tutti questi 90 anni di storie e di passione, parlando di momenti e protagonisti, non in ordine cronologico ma attraverso le date che ne hanno definito la leggenda.
Cominceremo domani 2 novembre perché il 2 novembre è la data di nascita, nel 1923, di Cesare Rubini, e vi accompagneremo nel corso di tutta la stagione ricordando e celebrando tutti i momenti che hanno fatto grande l’Olimpia Milano. Rubini è stato l’allenatore di questa squadra per 36 anni, ma è stato anche giocatore e manager. Per anni ha diviso la sua esperienza sui campi da basket con quella nelle piscine di tutto il mondo affermandosi anche come uno dei più grandi difensori della storia della pallanuoto tanto da figurare nella Hall of Fame mondiale di ambedue gli sport. Fu Adolfo Bogoncelli a puntare su Rubini, portarlo a Milano assieme ai suoi fedeli scudieri triestini. Loro due rappresentano il binomio che ha creato l’Olimpia Milano, che ne ha definito la cultura e lo stile. Sono i padri fondatori della patria biancorossa. Da domani, buon divertimento a tutti. Ci saranno tanti momenti e tanti episodi da rivivere o – per molti di noi – da vivere in differita per la prima volta.
Fonte Olimpia Milano

E poi vediamo nella HoF Dimon e Sanders invece di giocatori che hanno fatto la storia dell’Olimpia vincendo anche 5 scudetti consecutivi.
Certo erano “epoche fa”, ma la storia è storia e per questo attraversa i decenni anche nello sport scrivendo pagine indelebili che devono essere ricordate, perché l’Olimpia di oggi è grande grazie a coloro che l’hanno fatta diventare grande già allora, leggendaria, e qualcuno in società dovrebbe ricordarsene .. chacho ma prima D’Antoni ma prima Iellini ma prima pieri, Hines ma prima Meneghin e prima Masini ecc.
Olimpia una leggenda !!!
Con grande affetto e riconoscenza a colui che creò tutto Adolfo Bogoncelli
Forza Olimpia
Chiedo scusa Simon, ma sono solo degli esempi !!