Olimpia Milano-Derthona, palla a due alle 16 | Nel ricordo del Re, abbracciando Mario… già decimati

Alessandro Maggi 5

Palla a due alle ore 16.00 per Olimpia Milano-Derthona, prima giornata di LBA. Si gioca all’Unipol Forum d’Assago

Palla a due alle ore 16.00 per Olimpia Milano-Derthona, prima giornata di LBA. Si gioca all’Unipol Forum d’Assago, prima della palla a due un minuto di silenzio per la scomparsa di Giorgio Armani. Arbitrano Giovannetti, Perciavalle e Valleriani.

Dove vederla in tv

Diretta streaming su LBATV e NOW, diretta satellitare su Sky Sport Uno e Sky Sport Basket.

Le probabili

OLIMPIA MILANORUOLODERTHONA
ELLIS, MANNION, FLACCADORIPGManjon, BALDASSO
Guduric, Brooks, TONUTGHubb, Vital
BolmaroSFPECCHIA, RIISMAA, STRAUTINS
Leday, Cancar, RICCIPFGorham, Chapman
Booker, DIOPCOlejniczak, BILIGHA, TANDIA
MessinaCOACHFioretti

Olimpia Milano priva di Leonardo Totè e Lorenzo Brown, quest’ultimo in cerca della ripresa per il Monaco, e ora anche di Shavon Shields e Josh Nebo, per il quale comunque non pare esserci nulla di grave. Derthona ha Strautins nei 12, ma indisponibile.

I precedenti (da legabasket.it)

Otto gare di stagione regolare e una finale di Coppa Italia 2022 nei precedenti tra le due società, con Milano avanti per 8-1 nel totale e l’unico successo di Tortona risalente alla sfida di campionato della passata annata (94-98 il finale).

La connection (da olimpiamilano.com)

Paul Biligha ha giocato quattro anni all’Olimpia, 127 presenze in Serie A, 416 punti. Nelle sue quattro stagioni ha vinto due scudetti (2022 e 2023), due Coppe Italia (2021 e 2022), una Supercoppa (2020), ha raggiunto le Final Four di EuroLeague del 2021.

Tommaso Baldasso ha giocato a Milano per due stagioni vincendo quindi scudetti con 58 presenze nel campionato italiano. Il terzo ex della Bertram è Andrea Pecchia che è cresciuto nel settore giovanile dell’Olimpia con il quale ha vinto anche uno scudetto.

Pippo Ricci ha giocato un anno a Tortona quando la squadra era ancora in Serie A2, nel 2016/17 segnando 10.5 punti e catturando 6.2 rimbalzi per partita. Ma l’ex più atteso ovviamente è Coach Mario Fioretti, alla prima esperienza da capo allenatore, a Tortona, dopo 22 stagioni da assistente allenatore dell’Olimpia.

5 thoughts on “Olimpia Milano-Derthona, palla a due alle 16 | Nel ricordo del Re, abbracciando Mario… già decimati

  1. “Già” decimati…

    Secondo me le cose sono due: o gli infortuni sono un incidente che occorre a tutte le squadre in ugual misura, un evento comune, ricorrente e inevitabile a causa del numero esagerato ed eccessivo di impegni, quindi perché sottolinearne l’eccezionalità implicata da quel “già”?;
    oppure sono un danno che occorre all’Olimpia in modo particolare e superiore a tutti gli altri, come quel “già” sembra indicare, e allora bisognerebbe cercare le cause di tale singolarità.

    Con tutti i limiti della mia totale mancanza delle professionalità necessarie, e con tutti i limiti della mia visione di esterno assoluto rispetto al quotidiano della squadra, e alla sua organizzazione interna, con tutti questi limiti bene in evidenza, se davvero vogliamo dire che gli infortuni in Olimpia sono particolarmente frequenti, peggio di ogni altra squadra, e quindi singolari al punto da compromettere quella che altrimenti sarebbe la resa sportiva, allora io faccio l’ipotesi della ben nota connessione tra mente e corpo, che negli atleti mi pare specialmente rilevante: in un ambiente psicologicamente malsano, è più facile traslare gli infortuni sul corpo, molto esposto, che a causa del disagio psicologico riesce a difendersi meno con le sue risorse naturali – esattamente come capita a chiunque di noi non sportivi di abbassare le difese immunitarie quando in momenti di stress.

    E nonostante tutti i proclami del management di non giocare per vincere, ma per esserci, non c’è dubbio che il fallimento colossale dell’avventura Messina in Olimpia crei un disagio psicologico notevole nella squadra, un peso difficile da sopportare, uno stress dilagante.
    Che questo senso di mancate opportunità sia la vera situazione della dirigenza, nonostante i proclami falso decoubertiani, lo conferma il fatto che a ogni inizio anno vengono ripetute, dalla dirigenza, le ambizioni europee…

    Quindi per me l’ipotesi “mens sana in corpore sano” acquista un certo peso, al netto della mancanza delle mie competenze specifiche.

  2. Giusto ieri in un intervento tra il serio ed il faceto facevo notare che tra i nuovi arrivi almeno tre sono “malaticci” con conclamate problematiche di natura fisica che stanno cercando di risolvere o quantomeno tenere sotto controllo (Cancar,Tote’ e Guduric) ma che ne condizionano ovviamente l’utilizzo.

    I recenti infortuni,2 sicuramente muscolari (su Josh non ho al contrario ben capito la situazione) riguardano un atleta da sempre proclive a questo genere di problematiche ed un altro con una lunga ed usurante carriera alle spalle.

    Lo “status economico” del nostro club ci espone purtroppo a questo genere di situazioni ,i migliori giocatori in attività a livello europeo vanno altrove per ingaggi e prospettive di vittoria,noi quando va bene riusciamo a vederli in biancorosso ma solo quando hanno già dato il meglio della loro carriera altrove.

    Resterebbe l’attività di scouting per mantenere il club a buon livello in Europa,ci sono alcuni club che fanno di questo la loro forza mentre noi,non si capisce perché,non solo non ne riusciamo a trovare uno che sia uno di quelli veramente buoni prima degli altri ma non siamo neppure capaci di far arrivare in prima squadra qualcuno dal vivaio o quando ci riusciamo ( Giordano) va tutto a puttane.

    Ok dunque andare a pescare pure in un certo mercato dove puoi realizzare dei risparmi sia in termini di cartellino che di ingaggio perché l’atleta da tempo convive con certe problematiche ma poi non meravigliarti se questa situazione ti si ritorce contro e soprattutto non appellarti alla sfiga.

    La situazione dell’Olimpia assomiglia banalmente a quella che riguarda ciascuno di noi nell’acquisto di un auto o moto che sia.

    Nel momento in cui ti rivolgi al mercato dell’usato per l’acquisto di un modello da 60/70.000 km che nuovo non potresti comprare ti accolli tutti i rischi del caso ed ovviamente metti in conto eventuali spese che non avresti su un modello nuovo ed in garanzia.

    Qui si tratta di capirci una volta per tutte: o seguiamo una linea “ verde” come quella di Bologna con un orizzonte di vittoria limitato all’Italia oppure la proprietà apre veramente il portafoglio e porta a Milano gente nel pieno della carriera che ci può fare vincere pure in Europa.

    Il gruppo Armani i denari li ha,investire qualche milione in più non lo porterà certo in bancarotta anche perché gli investimenti nel basket sono lontani anni luce da quelli del calcio.

    Restare nel limbo di una situazione come questa nella quale non siamo né carne né pesce ma ci comporta ugualmente spese enormi senza risultati tangibili in linea con il budget a disposizione e’ una cosa fuori oltre ogni logica umanamente comprensibile.

    1. @DLB giusto il richiamo all’usura dei giocatori che ci tocca scegliere, come correttivo della mia ipotesi psicosomatica.
      Aggiunge e si somma, secondo me, ma non toglie il movente di un ambiente troppo tirato e tirato male.

      Però Shields quando è venuto da noi era un top player giovane, sviluppato in Spagna come al solito, dopo il passaggio a Trento in cui si era rivelato.
      Quindi c’è stata un’epoca di Messina in cui avevamo accesso alle prime scelte, prime di iniziare il declino scellerato dei registi che non lo erano, e dei centri che non c’entravano, che ci hanno portato a una posizione dove nonostante i soldi, le prime scelte che vogliono vincere, non vengono da noi.

      Qualcuno potrebbe obiettare che l’arrivo di Guduric…
      Per me la sua scelta di venire a Milano rimane un mistero, che verrà chiarito durante la stagione, perché certamente ha. bisogno di essere chiarito.

      1. Aspetto con ansia la tua spiegazione sul perchè Guduric ha scelto Milano e rimango allibito del come tu non abbia ancora capito il perchè.
        Comunque la chicca del “ambiente psicologicamente malsano” è da Riza Psicosomatica. Conosco un redattore se vuoi ti passo il contatto per approfondire perchè ormai il livello è molto alto e noi umani facciamo fatica a seguirti.
        Voci di sono arrivate che hanno visto Messina travestito da Belfagor che faceva riti satanici al Louvre per provocare infortuni ed avere cos’ una giustificazione agli insuccessi. Anche su questo ti chiederei di indagare.

  3. Direi che si vince anche senza tutti gli infortunati, dei quali mi fa specie la situazione di Nebo, che, da Colosso di Rodi si è trasformato in Gigante di Cristallo, per lui, anche per piccole cose, c’è sempre uno stato di grande apprensione e il pit-stop è dietro l’angolo: su di lui va esposto il cartello FRAGILE maneggiare con cura ……spiaze

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