
Le due amichevoli di Olimpia Milano al City of Cagliari 2025 sono i primi banchi di prova ad offrirci qualche dato statistico. In primo luogo quello dei minutaggi dei 13 giocatori utilizzati da Ettore Messina con Gran Canaria e Bayern Monaco.
[table “180” not found /]Siamo ovviamente a due semplici test, dove tra gli assenti c’era un “faro” del nuovo progetto come Marko Guduric, mentre Josh Nebo e Vlatko Cancar necessitano attualmente di gestione.
Ma cosa ci dicono intanto questi minutaggi soprattutto in funzione EuroLeague? L’Europa, da settembre sino a primavera, sarà il primo pensiero di Olimpia Milano, e non ha limitazioni di nazionalità.
Contro Gran Canaria e Bayern Monaco, parlando di esterni, Ettore Messina è partito con Lorenzo Brown, Leandro Bolmaro e Shavon Shields. Questo denota la volontà di considerare l’argentino ancora come un elemento importante, necessario per dare stabilità difensiva al fianco dell’ex Maccabi e Panathinaikos.
Questo garantirebbe massima libertà di “inventare” a “Lo”, ma va anche detto che al rientro di Marko Guduric il serbo avrà un posto in quintetto. Si andrà con le “tre punte” o per la prima volta avremo uno Shavon Shields “dalla panchina”?
Vedremo. Dietro partono tutti alla pari. Ettore Messina pare al momento vedere Quinn Ellis come play di riserva con Nico Mannion “microonde” dalla panchina: tanti possessi, tanti tiri, velocità e produzione. Sicuramente un ruolo che è nelle corde del “Red Mamba”, rientrato tirato a lucido dall’estate.
E certo Armoni Brooks non può essere dimenticato: ha chiuso la scorsa stagione in crescita, in LBA ha sempre fatto la differenza e in Europa un tiratore puro è sempre merce preziosa. Occhio, sono sette giocatori per tre ruoli: uno potrebbe ritrovarsi spesso a guardare. Vedremo quali saranno le evoluzioni.
Tutto da irrobustire tra i lunghi. Zach LeDay e Vlatko Cancar, pochi dubbi, si divideranno i minuti in ala grande, anche se non sono da escludere “quintetti piccoli” con Shavon Shields da “4”. Ma pare essere più un’arma potenziale in certi contesti e in certi momenti del match, quando soprattutto a livello offensivo si potrebbe cercare di correre (Brown sa guidare la transizione con la palla, cosa che negli ultimi anni è stata qualità assente) aprendo il campo.
Anche perchè il “centro totem” c’è. Josh Nebo, o Devin Booker o Bryant Dunston. Il primo e il terzo hanno grandi qualità difensive, con l’ex Maccabi capace soprattutto di capitalizzare a rimbalzo e con la palla sopra il ferro. Devin invece sa aprire il campo. Le risorse ci sono.

Ma tote ? Se arriva anche lui diop lo mandano a servire in tavola .
Con 5 lunghi, anzi 6 con Ricci che di certo non è un’ala piccola, soprattutto per mancanza di mobilità laterale – anche se lo staff si ostina a farlo giocare da 3, e forse a considerarlo il cambio di Shields, sbagliando come ha mostrato il campo – con 6 lunghi ipotizzare un quintetto con Shields da 4 – Shavon che non ha un vero cambio nel suo ruolo naturale – a mio parere è una distorsione grave, resa possibile soltanto da questi lunghissimi anni sotto Messina, che hanno offuscato perfino le menti di chi si occupa professionalmente di basket…
Andiamo dai!
Almeno nel campo delle libere ipotesi, liberiamoci dall’Ettor pensiero, che tanto bene non ci ha portato 😔
È una strada che percorrono tutti. Tutti. Tutti fanno momenti giocando con 4 piccoli. Mi piace? No. Ma ipotizzo anche questa strada.
Questo è il periodo giusto per provare quintetti atipici per non farci trovare impreparati nel momento che conta. Lo fanno tutti i coach ma se lo fa Messina diventa argomento per criticarlo.
Cosa ci dicono i minutaggi di Cagliari ? Nulla
Brown grande giocatore, peccato sia arrivato con 2/3 anni di ritardo. Godiamocelo però fino in fondo.
Non mi sembra che il Chacho sia arrivato nel fior fiore degli anni, è cosi, qui quelli bravi possono arrivare solo in età molto matura
Ma veramente qualcuno ha guardato queste partite?