
La successione del Gruppo Armani, la successione di Olimpia Milano. Giorgio Armani, 91 anni, ha parlato al Financial Times del futuro della sua maison, sottolineando che la successione «sarà un processo organico, non una rottura».
Lo stilista e ceo ha spiegato che la transizione sarà graduale e affidata alle persone a lui più vicine, come il braccio destro Leo Dell’Orco, che è anche presidente del CDA di Olimpia Milano, i familiari e il team interno.
Armani ha ribadito la sua visione perfezionista: «La mia forza è credere nelle mie idee e portarle avanti con determinazione. La mia debolezza è che controllo tutto». Anche di recente, per motivi di salute, ha seguito le sfilate da remoto, supervisionando ogni dettaglio. Nel 2024 il gruppo ha registrato ricavi per 2,3 miliardi di euro.
Alla Milano Fashion Week verrà celebrato il 50° anniversario della maison con una mostra alla Pinacoteca di Brera. «Se quello che ho creato mezzo secolo fa è apprezzato dai giovani, questa è la ricompensa più grande», ha detto Armani, ricordando anche i costumi firmati per oltre 200 film, da American Gigolò a The Wolf of Wall Street.


Anche l’intervento del gruppo in Olimpia Milano, ormai affidato definitivamente a Messina, è sulla strada per diventare un successo economico, mi pare. Certamente per gran merito del pobo.
Lo sport però ne ha sofferto parecchio. Diciamo che è sparito a favore dei soldi.
Come tifoso non sono davvero impressionato dal fatto che Armani tenti di rendere profittevole anche una squadra di basket, che sul campo sportivo, per esempio, ha perso addirittura due partite decisive in casa, in casa! nei gironi finali contro la sua unica rivale.
No, non sono per niente commosso.
Poi è tutta da dimostrare l’impatto della sponsorizzazione sul business moda. Quello che è certo sono i risultati sportivi scarsi. Di reale non c’è nulla
Ho grande rispetto e stima per quest’uomo,quello che ha fatto nella sua vita non può che destare profonda ammirazione da parte di tutti.
Visto che ROM si occupa però principalmente di uno degli asset del gruppo limitiamo dunque la discussione alla squadra di basket.
Nessun dubbio che il suo arrivo ci abbia dato quantomeno una stabilità economica che altre importanti realtà del passato hanno smarrito da tempo ( ex Varese).
Esistono però pure i risultati sportivi e da questo punto di vista direi che la montagna ,se non ha partorito un topolino, poco ci manca.
E’ certo vero che non si può pretendere di vincere l’eurolega ogni anno ma essere una delle sole tre squadre a non avere mai visto almeno i play in negli ultimi 3 anni (e non aver portato a casa quest’anno neppure il consueto scudettino salva tutto)avrebbe dovuto consigliare profonde riflessioni che alla fine sono invece passate sempre in cavalleria….
Diciamo che la parte sportiva non è e non è mai stataall’altezza del resto.
Ormai penso che sia chiaro a tutti che per il Gruppo Armani conti più l’aspetto economico che quello sportivo.
basta banalità e libere interpretazioni ignoranti sul comportamento del gruppo e della persona di Giorgio Armani.
La società è solida siamo con la miglior next gen per sviluppo e prospettive e siamo all’inizio di una stagione con buone prospettive anche per la prima squadra.
Infatti tutti i migliori giovani della next gen sono andati via da Milano per giocare e durante l’era di Giorgio Armani nessun giovane della stessa next gemn n è stato valorizzato in prima squadra.
@gigigante
sono d’accordo che l’interpretazione sul comportamento del gruppo sia libera, ma ignorante non l’accetto – e sì, mi sento chiamato in causa, perché proprio di questo ho parlato qui sopra.
Un gruppo Armani che, per quanto riguarda il suo impegno nel basket, dichiara apertamente e ripetutamente la sua voglia di eccellere in Europa, confermata ogni anno dal pobo Messina a inizio stagione, poi miseramente tradita.
L’evidenza quindi è una, e una sola: spendi 40M, come gruppo, che non sono pochi, e non ottieni niente.
L’ultimo anno neppure lo scudettino, che è tale perché la rivale è una sola come non lo è mai stato.
Tuttavia ti tieni Messina.
È un’anomalia che va spiegata, o quantomeno che va interrogata, bisogna farsi delle domande, perché a prima vista è una decisione incomprensibile.
Se Messina non è capace di ottenere quel risultato, come non è stato capace, andrebbe logicamente licenziato.
Invece non succede.
Nel quadro delle domande da farsi, allora, devi mettere dentro tutti i fattori.
E i fattori sono che con Messina il profilo di attrattiva economica dell’organizzazione Olimpia è cresciuto: più sponsor sulla maglia, più aziende quindi interessate ad apparire in quest’impresa – ritorno addirittura di un marchio storico e “fondante” – più spettatori al Forum.
Un modello che nell’industria dello sport è decisamente imperante, a cominciare dal calcio col suo desiderio di costruire il proprio stadio, che impera in NBA, col valore montante di organizzazioni che non vincono da anni, e che Messina pare l’uomo giusto per implementare nel basket italiano, a Milano in particolare, almeno per il momento.
Questi caro gigigante sono i fatti, che ti piacciano o no, e non avendo ovviamente accesso al mondo interno di Olimpia Armani, da questi bisogna partire per spiegarsi lo strano fenomeno di uno che spende quasi come i migliori, ma insieme ai peggiori resta fuori dall’Eurolega con un record che hanno in pochi…
L’interpretazione, per quanto libera, non può che essere quella che ho scritto: contenti del potenziale di valore economico dell’organizzazione, che cresce o sta crescendo, la proprietà vede in Messina il migliore e forse solo manager in grado di perseguire il processo, anche se i risultati sportivi ne soffrono, come sarai d’accordo che ne soffrono.
(PS: tutta la complessa macchina del settore giovanile, che quest’anno ha cominciato a dare dei risultati concreti, almeno a livello giovanile, è precedente di gran lunga all’arrivo di Messina, spero tu lo sappia.
Un settore che esisteva con i suoi metodi già molti anni prima di Ettorino.
Il quale ben si guarda dall’assicurargli uno sbocco…).
@gigigante qui nessuno mette in dubbio la passione e l’amore di Armani per l’Olimpia Milano, nè la solidità economica che lo stesso ha garantito alla società. Però in campo sportivo parlano solo i risultati . E questi negli ultimi tre anni non ci sono stati. La rabbia è ancora maggiore se si và a considerare quanto è stato speso ripetendo ad oltranza gli stessi errori. Tu sostieni che quest’anno ci sono buone prospettive per la prima squadra. Me lo auguro dal profondo del cuore……ma mi restano tanti dubbi.
Per quanto riguarda la next gen la domanda sorge spontanea: Come mai nessuno della covata di campioncini è rimasto a Milano ???????
A te la decisione di tenere Messina non è incomprensibile ma inaccettabile.
In fondo l’ hai scritto tu : “contenti del potenziale di valore economico dell’organizzazione, che cresce o sta crescendo, la proprietà vede in Messina il migliore e forse solo manager in grado di perseguire il processo, anche se i risultati sportivi ne soffrono” Quindi la risposta è in quello che scrivi e che non ti piace o forse non ti basta. Più persone che si avvicinano al basket, una organizzazione sportiva più efficiente (è quello che dicono i giocatori) , un brand più visibile, un settore giovanile in netta crescita, l’attrattivita del gruppo che ha fatto arrivare giocatori importanti (Hines, Rodriguez, Nebo, Guduric, Datome ). Questi alcuni risultati raggiunti da Messina che credo la proprietà valuti positivi.
Poi sui risultati sportivi sotto le attese sai dipende da cosa ti aspetti. Certo gli ultimi tre anni senza play-off sono un dato negativo così cpme l’ultimo scudetto che peraltro sembra non interessare visto come lo chiami.
Può non piacere ma credo che questo sta sul piatto della bilancia e non solo i risultati sportivi e te lo dice uno che ha sofferto “sportivamente” l’lo scorso anno e che se anche non sembra non ama particolarmente Messina
Giorgio Armani non controlla tutto, alla sua età ormai delega, bene nel core business e male nel basket, altrimenti Ettore Messina sarebbe fuori da anni.
Perchè nell’Olimpia Milano non basta il tornaconto economico con il palazzetto brandizzato, serve il risultato sportivo.
E Messina ha toppato come manager Pobo rookie sperperando milioni ogni anno in rifondazioni inutili, e come head coach, toppando per 4 anni su 6 l’unico obiettivo che si era dato al suo arrivo in Olimpia, i playoff di Eurolega.