
«Milano: arriva Cancar. L’obiettivo è Dunston» titola la Gazzetta dello Sport oggi in edicola in riferimento all’Olimpia Milano Mercato.
Leggiamo: «E la campagna acquisti potrebbe non essere finita: trattative avanzate per Bryant Dunston, centro 39enne, visto l’ultima stagione allo Zalgiris. L’obiettivo è allungare il roster in vista di una stagione ancora più intensa: la squadra sarà composta da 17 giocatori, di cui 10 stranieri.
L’ex Virtus Bologna sarebbe il terzo centro dopo Nebo e Booker: un’alternativa solida, un’assicurazione in caso di infortuni, e una garanzia per esperienza e leadership».

39 anni. Un giovincello. Couseur ne ha 38 ed era sempre rotto. L’esperienza non ha insegnato nulla a Ettore Messina ma a chi sta volando inebriato nella sua favolosa Last Dance non puoi dire nulla. Aspetti solo che finisca di ballare e tolga il disturbo.
La vera assicurazione, parola che il giornalista usa giustamente, ma a sproposito, sarebbe per Milano non sui centri, dove l’ipotesi che se ne rompano 4 è piuttosto remota – anche perché Danesi è andato via, col suo “team performance”, che tante sorprese ci ha inflitto di recente – la vera assicurazione sarebbe un giocatore vero nel ruolo di Shields, per cambiarlo, o, nel caso sfortunato ma non improbabile, sostituirlo per qualche settimana.
Cosa che né Ricci, che manca della qualità necessaria, né Tonut ormai ristretto dagli anni messiniani, né Bolmaro dalla mano inesistente, possono sostenere.
Ecco, se dovessi scegliere, l’assicurazione l’avrei presa su Shields, come diciamo qui in tanti, da anni.
E non sarebbe costata molto di più, scommetto, del salario dell’ex ottimissimo Dunston…
E se me ne accorgo io che, come direbbero alcuni qui che non mi amano, non ho mai allenato ad alto livello, non si capisce come mai non se ne accorga chi ad alto livello aveva già allenato… 😀
Dainesi, non Danesi, il correttore mi ha fregato senza che me ne accorgessi, chiedo scusa.
Insomma, è un dato di fatto, Messina è preoccupato e si preoccupa di e per molte cose; tra queste non vi è l’ipotesi (forse remota?) di un (eventuale) infortunio di Shields; quello non è mai stato , non è, e non sarà mai un problema (per lui)
E’ un dato dì fatto