«Questa vittoria è per lui», grida Belinelli. La Virtus Bologna torna sul trono d’Italia

Alessandro Maggi 4

È la notte del diciassettesimo Scudetto, del trionfo atteso e sofferto. La Virtus Bologna è campione d’Italia

Virtus Campione d'Italia

È la notte del diciassettesimo Scudetto, del trionfo atteso e sofferto. La Virtus Bologna è campione d’Italia: il 17 giugno 2025 entra nella storia con un successo che chiude un cerchio lungo tre stagioni, segnate da finali perse contro l’Olimpia Milano. Stavolta è il turno della Vu Nera, guidata da Dusko Ivanovic, l’uomo che ha trasformato un inizio turbolento in una marcia vincente, e dal presidente Massimo Zanetti, al secondo titolo della sua gestione.

Ma questo Scudetto ha un nome e un volto: Achille Polonara. Assente dal campo, ma presente ovunque. Dall’ospedale dove lotta contro la leucemia, fino al cuore di ogni tifoso, compagno e avversario. La Virtus gli dedica tutto: scende in campo con il suo nome sulle maglie, la curva lo abbraccia con uno striscione che recita «La vera battaglia da vincere è fuori dal campo», e il CT della Nazionale lancia un messaggio forte: «Siamo tutti con te».

Sul parquet, dopo due gare combattute, l’epilogo è scritto con mano ferma. La difesa di Ivanovic annulla ogni speranza bresciana, piegata da uno sforzo già estremo per arrivare fin qui. Taylor firma 8 punti nel primo quarto, Shengelia ne mette 13 con 6 rimbalzi all’intervallo. La mossa chiave? Daniel Hackett incollato ad Amedeo Della Valle, ridotto a un’ombra: appena 8 punti in due partite dopo gara-1.

Brescia scivola sotto di 22 già all’intervallo, che diventeranno 25 nel secondo tempo. La scelta di coach Poeta – con voci insistenti su un possibile addio – di passare a un quintetto più piccolo con Kenny Rivers da “4” non paga. La Virtus punisce: 6 triple su 14 tentativi nel parziale, e il dominio a rimbalzo (23-12, parità solo sotto il canestro bresciano) completa il quadro.

È apoteosi Virtus. Dopo tre anni di attesa, torna lo scudetto a Bologna. Toko Shengelia, MVP indiscusso, chiude con 31 punti e 9 rimbalzi: la sua cavalcata è iniziata da gara-5 contro Venezia e finisce qui, prima di volare a Barcellona. Fenomenale. Come Marco Belinelli, che potrebbe aver vissuto la sua ultima notte da giocatore. Lo fa da capitano. Con il tricolore sul petto.

4 thoughts on “«Questa vittoria è per lui», grida Belinelli. La Virtus Bologna torna sul trono d’Italia

  1. Per prima cosa: complimenti alla Virtus. Scudetto meritato. Che sia di buon auspicio per Achille e la sua battaglia.
    Ho sentito l’intervista di Zanetti: mi è sembrato coerente.
    L’omaggio a Shenghelia, giocatore stupendo, anche simpatico. Soprattutto mi è piaciuto il parlare della prossima stagione, con una risa giovane e lunga. Mi sembra, al di la dei risultati, che ci sia un progetto, un’idea.
    Insomma: provo un pizzico di invidia..

    PS congratulazioni anche a Belinelli, giocatore non sempre correttissimo ma piacevole da vedere. Uno che fa parte della storia del nostro basket.

  2. Hanno meritato il titolo,gli va riconosciuto,agevolati pure dal nostro tracollo a fine stagione.

    Non poteva essere Brescia un avversario credibile e non lo e’ stato,molto più dura se la sono vista con Venezia contro la quale sarebbero realmente pure potuti uscire.

    Un plauso al coach che ha saputo rimettere in viaggio un treno che era finito su un binario morto ma a Bologna ringrazino soprattutto il grande Toko,miglior giocatore di questi playoff,e quel piccoletto con il numero 11 vero protagonista inaspettato pescato all’ultimo minuto sul mercato.

    Peggior finale di stagione non ci poteva essere,la dura realtà e’ questa.

  3. Complimenti alla Virtus Bo. Serie di finale dominata, con l’aiuto di Ivanovic. A dimostrazione che non ci si deve accontentare della mediocrità e cambiando coach si può vincere. Bella e giusta la dedica ad Achille Polonara, che tragga forza dalla vittoria per combattere l’altra battaglia, quella più importante.

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