
Mistero a Istanbul. Il Fenerbahce fa cancellare un post a Nigel Hayes-Davis con Marko Guduric come protagonista. Ecco cosa è successo.
Marko Guduric, bu anlar için yaşıyor.pic.twitter.com/lXzdfJRnoV
— Eurohoops Türkiye (@EurohoopsTR) June 7, 2025
Marko Guduric ha segnato gli ultimi 12 punti che hanno consegnato al Fenerbahce il successo in semifinale playoff sul Bahcesehir. Secondo basketfaul, portale turco, Nigel Hayes-Davis ha prodotto un post indirizzato a Milano con scritto: «Prendeti cura di lui…».
🥲 Nigel Hayes-Davis'ten Olimpia Milano'ya Marko Guduric mesajı:
— Eurohoops Türkiye (@EurohoopsTR) June 7, 2025
"Ona iyi bakın…" pic.twitter.com/ylVNPqkfH3
Il Fenerbahce, sempre secondo basketfaul, avrebbe richiesto poi al giocatore di cancellare il post. La vicenda, va detto, è poco chiara e non adeguatamente spiegata. Intanto, il futuro Olimpia Milano Marko Guduric, domina in campo.


Cambia idea, insieme al buon baiesi.
Messaggio allarmante, ancora di più visto che il Fener ha sentito la necessità di farglielo cancellare – dando quindi valore di realtà a quanto era stato scritto.
Proprio oggi, qualche ora fa, avevo fatto delle ipotesi sulle possibili ragioni per cui il Fener possa lasciar andar via Guduric che gli ha giocato le finali da protagonista, e alla luce della mia seconda ipotesi, il messaggio poi cancellato del suo compagno appare ancora più allarmante.
Ma probabilmente mi sbaglio, e certamente spero di sbagliarmi.
Palmasco sicuro che ci sono problemi perché se non ci fossero stati non sarebbe venuto da noi società di sfigati
Offerta Olimpia piu’ che “aggressiva”, inteso in senso positivo qui da parte mia. Le cifre riportate sui media hanno spesso arrotondamenti errori di stima, ma un 2.7m annuale e’ vicino al suo salary NBA ai tempi dei Grizzlies, e per un triennale fino ai 33 indica capacita’ e volontà’ di spesa.
Il che ci riporta al discorso budget: continuiamo come Olimpia a dare indicazioni di capacita’ e intenzioni di aprire il portafoglio, anche significativamente quando necessario. Non verificato dai bilanci annuali Armani (perche’ l’asset Olimpia figura in Fondazione mi sembra di ricordare), ma voci di settore sembrano indicare un range attuale di spesa tra i 35 e i 38m, vicino ai top spenders.
Lo segnalo perche’ questo e’ un fattore importante: indica le intenzioni finanziarie di un club che almeno su carta e’ disposto a mettere soldi in gioco ai massimi livelli. Dal punto finanziario le intenzioni di gruppo sono comparabili a molti dei nostri top competitors di EL. Non nascondiamoci, esiste in Armani capacita’ e disponibilità’ di investimento ai massimi livelli. La box finanziaria per Olimpia Milano a mio avviso e’ un “check”, nel senso che: ci siamo.
I passi successivi sono: guida organizzativa e GM, programma e pianificazione di club (scelte del roster e utilizzo del budget), e head coaching per guidarla in alto. Quei tre aspetti attendono conferma e struttura.
Più facile cambiare il Papa che il Pobo
Mi trovi in accordo sulla fattibilita’ del cambiamento. In primis perche’ ne’ Armani ne’ Dell’Orco sono “parte integrante” del settore. Non hanno relazioni pregnanti nel tessuto “basketball” (EU e USA), in gran parte dovuto alla loro scelta di “amministrare da lontano”.
Hanno speso si, ma nn hanno mai voluto inserirsi nella gestione quotidiana del club. Avrebbero tessuto relazioni di business (leghe, agenti, procuratori, GM) che potevano aprire soluzioni a Messina nel caso Messina avesse fallito.
E’ un lavoro: implica viaggiare per eventi di settore, incontri, tornei estivi, kermesse competitive (e.g. Vegas etc)…insomma va vissuto il basket day to day. E forse non era la loro “vibe”, ne’ ne avevano l’interesse, il tempo e l’energia.
E li’ fu la necessita’: Proli (uomo di azienda) falli’ (neanche lui “uomo di basket”), e fu il buio. C’era bisogno di un qualcuno che avesse reputazione settoriale e che volesse “potere” per colmare il “gap” lasciato da Armani-Dell’Orco che volevano guardare a distanza.
Messina era libero. Tornava in Europa, voleva carta bianca e potere assoluto. Sembrava la manna caduta dal cielo, il puzzle finalmente quadrava e gli interessi convergevano. Messina prende in mano la baracca, ha soldi da spendere, centralizza tutto e toglie le preoccupazioni gestionali da Dell’Orco, consentendo a lui e Giorgio di gestire l’immagine senza preoccuparsi del fastidioso quotidiano di costruire una squadra e un’organizzazione sportiva, non il loro interessa principale. Sembrava un”upgrade rispetto a Proli.
E il primo anno ando’ bene, complice uno squad che girava bene insieme guidato da un Rodriguez fenomenale, un Hines in salute e vari comprimari ben sincronizzati. Poi i crack.
E anno dopo anno, il non aver costruito relazioni di basketball per la proprietà’ li tiene vincolati alla scelta fatta in origine. Rimpiazzare Messina senza sapere come e senza avere totale convinzione per “fidarsi” e’ un grosso rischio. Sopratutto se l’orizzonte temporale non e’ infinito, se ci sono altri problemi di vita da gestire (salute e eta’ e energia che si spegne) e se di fondo la voglia di vincere tutto non e’ poi cosi forte (piu’ anziano diventi e meno senti lo spirito agonistico, la vita assume sapori diverso anche se agonista lo eri).
Dovrebbe venire da Messina l’idea di ringraziare per la fiducia e darsi uno-due anni di transizione per il bene del club: cominciare a prendere un head coach giovane per il futuro (anno 1) e usare l’anno due per portare dentro un GM che lo rimpiazzi per il futuro Olimpia. Entrambi “uomini di basket” through and through.
E vedere per se stesso una progressiva uscita da Milano, restituendo cio’ che gli fu dato in nome del fatto che Milano ha bisogno di una guida che creda nella possibilità’ di tornare al top. E se lui non pensa che sia possibile, deve trovare qualcuno pronto a rimetterla in gioco con entusiasmo e ottimismo. Il minimo che un veri leader farebbe.
O forse, una semplice opinione personale di quello che farei io se mi trovassi in quelle condizioni
Quindi, i soldi ci sono, tutto il resto, da 3 anni a questa parte, manca; ci penserà Baiesi? Se no, fai una bella cosa: presentati in sede con un bel planning da sottoporre all’attenzione della proprietà
Caro Fabrizio….a parte il tuo scherzo…troppo vecchio io e “già’ dato” nei miei tempi che furono (non da coach, ma da executive). Lavoro difficile, intensissimo, e per certi versi esaurente. Puo’ dare grandi soddisfazioni ma logora soprattutto se hai la pressione della “performance” da subito, pena la testa (cosa che il club professionistico ha di natura).
Pero’ ci sono in giro ottimi manager nel “prime” di carriera o che si avvicinano al prime, e una nuova coorte di giovani head coach (Spanoulis, Tiago sono esempio), alcuni ex giocatori, altri cresciuti per strade diverse come assistants. Emergenti, con polso della pallcanestro moderna, e sopratutto carica umana da vendere e voglia di fare.
Bisogna essere addentro nel settore, alcuni li vedi come fan solo quando si affacciano sullo stage pubblico e mai ci avresti pensato (chi avrebbe detto che Spanoulis avrebbe preso in mano Monaco e portatola alle Finals). Ma ci sanno fare, pur con il dovuto sviluppo e anni di affinamento. Ma per chi ha un orizzonte di 5 anni, sono scommesse possibili.
E Messina potrebbe, se volesse, farne il mentore in posizione meno di controllo. Dandogli spazio, risorse e appoggio. E dando fiato per il futuro. Certo, ti devi fare da parte in qualche misura. E non sembra, tanto a quanto dichiara, che sia ancora arrivato il momento
Per quanti e quali giocatori l’Olimpia può spendere certe cifre ? Te lo dico io: per uno o due a roster e soprattutto per quelli che i top team possono permettersi di lasciar andare per prenderne di più forti.
Qui in molti non si sono ancora fatti una ragione del fatto che l’Olimpia fortissima che fece le F4 era una squadra nata dalla decisione di Hines e Chacho di ritrovare Messina a Milano ma mai nella vita l’Olimpia potrebbe creare un roster di quel livello andando a competere sul mercato con turche, greche e spagnole.
Aggiungici che se i soldi di un Giannakopoulos servono a tenere Lorenzo Brown in panchina, quelli di Armani servono anche a mettere a roster 6 italiani, ovvero giocatori che in Eurolega non possono circolare.
Poi possiamo fare tutte le analisi che vogliamo e illuderci che Milano “ci sia” e magari cambiando allenatore farebbe le F4. Poi ci svegliamo tutti sudati e ci rendiamo conto che uno a caso, il tanto vituperato Banchi cacciato dalla Virtus, se va all’Efes con un roster di fenomeni strapagati torna improvvisamente competitivo.
Luca BANCHI, lo scorso anno ( 2024 ) con 5 PANDA, COINVOLTI e PROTAGONISTI, è andato a Istanbul, ad ELIMINARE l’Efes, dall’EUROLEGA…dovresti ricordarti, visto che tu e, il tuo sosia, non avevate impegni e, avete potuto tranquillamente guardarla in TV..
i panda, la fiscalità, il cambiamento climatico, banchi all’efes ha vinto l’euroleague ah no………cocco di maggi ahahahah
@Napiero = Stavolta ti quoto ma è anche vero che Banchi a Milano fece bene senza fenomeni strapagati.
@sc74
basta pensare a Parigi, che ha fatto i play in subito al primo anno, con budget ridotto e un allenatore fresco di pacca – e non parliamo di Monaco, dalla B francese alla finale di EL in 10 anni – per capire che “quoti” sbagliato: non cogli che insieme a soldi e organizzazione, servono idee e capacità di scovare i talenti che le altre coi loro mezzi, trovano già pronti.
Ed è tutto lì, altro che quotare concetti banali, buttati lì a vanvera.
Altrimenti lo sport sarebbe ridotto a nulla, verifica dei portafogli e chi spende di più vince.
Invece non è così.
Per questo è un gioco, ma si chiama sport.
@sc74 e @palmasco, esempi chiari e corretti e ce ne sono molti altri a ogni livello e in ogni lega in giro per il mondo, come sottolineate entrambi.
quindi: abbastanza comune nello sport che anche se non hai budget straordinari, comunque e’ possibile avere successo ai massimi livelli.
e se anche non fosse possibile: regola numero uno dello sport praticato, anche se hai tutto contro, devi comunque crederci. e se non ci credi, non devi dirlo perche’ il negativo attrae negativo e crea spirali verso il basso.
quindi anche nel peggiore scenario di massima avversita’ (ben lungi da quello in cui l’Olimpia si trova attualmente), il comportamento della nostra leadership non e’ comprensibile ne’ scusabile. a meno che non lo fai per partito preso o per salvarti da delusioni, come meccanismo di avoidance per protezione psicologica.