
Gara-1 della semifinale scudetto tra Virtus Bologna e Olimpia Milano segna un punto di svolta nell’evoluzione del Derby d’Italia del basket. Non più finale, ma semifinale: cambia la collocazione, non la posta in gioco né la tensione. Le due squadre arrivano a questo appuntamento con percorsi diversi ma uguali ambizioni.
La Virtus ha costruito il proprio vantaggio sul primo posto ottenuto in regular season, sulla solidità casalinga testimoniata da un bilancio interno di 17 vittorie e una sola sconfitta, e su una profondità di roster che ora può contare anche sul recupero completo di Toko Shengelia e Achille Polonara. A spingere Bologna ci saranno anche l’energia di Pajola, la leadership silenziosa di Hackett, l’imprevedibilità (e la grande incostanza, quansi irritante) di Clyburn e l’esplosività di Cordinier, con il punto di domanda Belinelli.
E proprio dalla panchina arrivano i due fattori più imprevedibili per Milano: Matt Morgan e Brandon Taylor, due esterni rapidi, capaci di incidere con i punti e con il ritmo. Milano ha vinto la serie con Trento 3-1 ma senza fugare tutti i dubbi: l’Olimpia vista nei quarti ha mostrato miglioramenti nel tiro da tre e nei rimbalzi, ma continua ad alternare momenti di grande efficacia a passaggi a vuoto preoccupanti, soffrendo la fisicità e non riuscendo sempre a chiudere le partite.
Senza Josh Nebo, infortunato in gara-1 contro Trento, coach Messina si affida alla coppia Mirotic-LeDay sotto canestro, con l’ala montenegrina chiamata a una prestazione da protagonista, nonostante un rendimento finora inferiore alle attese in questi playoff in cui si è più che altro parlato del suo futuro, che delle sue prestazioni.
Il pacchetto esterni di Milano è solido ma ancora alla ricerca di continuità: Shields è in buona forma e ha chiuso bene la serie precedente, Bolmaro è in crescita, Flaccadori e Brooks sono stati determinanti in più frangenti, mentre Mannion vive un momento di grande difficoltà. Causeur, per esperienza e lettura, potrà essere un ago della bilancia importante. Fino ad ora non è stato incisivo.
I precedenti stagionali parlano di assoluto equilibrio: sei sfide, tre vittorie a testa. Coach Messina avverte che saranno i dettagli a decidere la serie, coach Ivanovic risponde chiedendo ai suoi una difesa più attenta e una gestione mentale più solida rispetto a quanto visto contro Venezia. A livello tecnico, l’assenza di un centro dominante nella Virtus (Zizic discontinuo, Diouf promettente ma ancora arginabile) offre a Milano una possibilità tattica da sfruttare, ma l’aggressività degli esterni bolognesi è un banco di prova mentale e fisico per una squadra che ha ancora da dimostrare piena solidità.
La palla a due sarà stasera alle 19 alla Segafredo Arena, diretta su Dazn, Eurosport2 e Dmax in chiaro. L’obiettivo per Milano è chiaro: strappare almeno una vittoria per riportare la serie al Forum in condizioni favorevoli. La Virtus, invece, vuole confermare la propria legge casalinga e cominciare col piede giusto una serie che, fin da ora, promette di essere lunga, dura e vibrante come solo un vero Derby d’Italia sa essere.

A sua discolpa dico che con Trento ha patito molto la fisicità (botte, n.d.r.) degli avversari. Contro Shenghelia, Zizic e Polonara il gioco potrebbe risultare più tecnico, a vantaggio di Mirotic. Vedremo
Matt Morgan lo adoro, ma espugneremo bologna.
Forse il calo di attenzione di Mirotic ha a che fare con il suo futuro? Fino a che pensava di restare con noi è arrivato persino a sacrificarsi in difesa, oggi forse non gli importa più di noi e il suo rendimento ne risente.
Spero ci dostri il contrario e che ci aiuti a fare poker con gli scudetti lasciandoci con un bel ricordo della sua esperienza milanese.
rpt dimostri