
Il Chacho riparte da casa. Dopo una straordinaria carriera da giocatore che ha attraversato il meglio del basket europeo – e anche dell’NBA – Sergio Rodríguez è pronto a scrivere un nuovo capitolo con il Real Madrid, questa volta fuori dal campo, in un ruolo dirigenziale di primo piano. E lo fa in un momento storico: la sezione basket dei Blancos si ristruttura profondamente, con il Chacho e un’altra leggenda madridista, Felipe Reyes, come volti della nuova era.
Per i tifosi dell’Olimpia Milano, dove Rodríguez ha lasciato un segno indelebile dal 2019 al 2022, è una notizia che suscita emozione e orgoglio. Il playmaker spagnolo ha conquistato uno scudetto, due Coppa Italia e una Supercoppa italiana con le scarpette rosse, guidando Milano alla Final Four di Eurolega nel 2021, la prima dopo 29 anni.
Oggi, il Chacho torna nel club che ha più volte definito “casa”, per contribuire alla sua trasformazione in uno dei poli strategici del basket europeo (e forse mondiale).
Il nuovo Real Madrid del basket: Rodríguez e Reyes uomini forti
Secondo quanto riportato dal sito Encestando.es, Juan Carlos Sánchez resterà a capo della sezione basket del Real, ma sarà affiancato direttamente da Sergio Rodríguez come braccio destro e da Felipe Reyes con un ruolo gestionale sempre più centrale, soprattutto nell’area sportiva.
Il cambiamento si concretizzerà questa estate, quando dovrebbe terminare il lungo ciclo di Alberto Herreros, figura storica della dirigenza del Real, presente da oltre 20 anni. Un passaggio generazionale che ha tutto il sapore di una rivoluzione: due leggende del parquet come Rodríguez e Reyes pronte a costruire il Madrid del futuro.
Uno scenario internazionale in mutamento: l’NBA alle porte
Ma c’è di più. La ristrutturazione del Real non è casuale: il club vuole posizionarsi come piattaforma chiave per il progetto europeo dell’NBA, che ha annunciato l’intenzione di lanciare una nuova lega nel 2026.
In questo scenario, il profilo di Sergio Rodríguez è perfetto: ex NBA in due momenti distinti (Portland, Sacramento, New York, Philadelphia), oltre che figura rispettata in tutta Europa, il Chacho rappresenterebbe il punto di contatto ideale tra la nuova lega statunitense e il contesto europeo.
Secondo alcune fonti, Rodríguez si sarebbe recato proprio a New York la scorsa settimana, in occasione della conferenza stampa del commissioner Adam Silver, dove è stato ufficializzato l’interesse NBA per un progetto europeo stabile e competitivo.
L’eredità di Sergio a Milano: più di un giocatore
Per i tifosi dell’Olimpia, vedere Rodríguez in una posizione così prestigiosa è motivo di soddisfazione. A Milano, il Chacho non è stato solo un campione in campo: è stato un leader carismatico, un professionista esemplare e uno dei simboli del ciclo Messina iniziato nel 2019.
Senza di lui, probabilmente, la scalata europea dell’Olimpia non avrebbe avuto la stessa forza e la stessa credibilità. Il suo legame con la città e con il club resta profondo, tanto che molti continuano a considerarlo uno dei migliori stranieri passati per Milano nell’era moderna.

E io che speravo di vedere lui o Hines o Datome o Melli in società .. senza programmi e al netto di scelte di vita personali come le hanno fatte Rodriguez e Hines .. peccato .. credo manchi un pizzico di pianificazione di lungimiranza a medio termine anche per quanto riguarda la struttura organizzativa .. ovviamente IMHO ..
PS ora spero in Ricci e nell’arrivo di un GM.
Forza Olimpia
Ciao Olimpia, la società Olimpia Milano ha un ‘ottima organizzazione per la realizzazione di eventi, merchandising, hall of fame (un po’ troppo affollata), kisscam, ricchi premi e cotillons.
Lo stesso non si può dire per l’organizzazione della parte sportivo/agonistica, staff tecnico/medico, scouting etc…
Quindi , di conseguenza, un vero GM necessita come il pane. Ma auspicherei soprattutto un cambiamento radicale nella distinzione di Ruoli, Funzioni, Mansioni. Un GM deve fare il G.M. Un Coach deve fare il Coach etc…….
Come già scritto, affidare il tutto ad un “ONE MAN BAND” non ha funzionato. Errare è umano… Perseverare è diabolico.
In Olimpia purtroppo, da tempo, si persevera. Forza Olimpia a prescindere
Ciao carissimo MT è esattamente quel che volevo esprimere nel post sopra .. anche nei nomi mi pare che ci ritroviamo, ma sembra che le cose non vadano in questa direzione, ed è un vero peccato.
A parte Rubini e Gamba, e una piccola parentesi Portaluppi, mai nessun giocatore è rimasto nei quadri societari con qualsivoglia incarico ruolo e responsabilità.
Vediamo e speriamo che in un prossimo futuro possa esserci un giocatore che per durata di militanza nei quadri societari, pensavo per questo a Ricci, possa dare una sorta di continuità dal campo a fuori campo.
Un caro saluto e forza Olimpia
Ovviamente Rodriguez madrileno e madrilista aveva le caratteristiche personali (ex campione, bandiera e vessillo, intelligenza) per ricoprire questo incarico, anche e forse non solo simbolico
Noi in Olimpia? Beh , fatte le dovute proporzioni, gli unici con queste caratteristiche erano Melli (anche madrelingua inglese)…..sappiamo come è andata a finire, e il grandissimo GigiDatome (forse siamo ancora in tempo)
Però Messina deve essere disponibile a “cedere” un po di “sovranità”…..
Nonostante il suo legame con Messina, chissà se sarebbe venuto a Milano a lavorare con e per Messina. Ho dubbi a tal proposito.
Cosa c’entra l’orgoglio? Qui stiamo rischiando il fondo del barile, visto che i motivi di orgoglio verso la nostra dirigenza stanno da tempo evaporato, proprietà inconsistente inclusa