Non si può più vivere di soli LeDay e Mirotic. E’ tempo che tutti si facciano avanti

Alessandro Maggi

Dentro la sfida di questa sera tra Olimpia Milano e Barcellona. Servirà una squadra emozionale, dove tutti siano coinvolti

Olimpia Milano post Treviso

Ci vorrebbe un tornado, che spazzi via tutto. Come a Barcellona. Ci vorrebbe quell’Olimpia Milano lì, che dal -9 al Palau piazzò un 20-0, 30-5 di parziale complessivo, incassando solo 5 punti da Kevin Punter.

Ci vorrebbe quello Zach LeDay lì, 33 punti sui 94 di squadra. «E’ tutto più facile» scrivemmo allora, sottolineando come otto vittorie in nove gare non potessero più essere frutto del caso.

«Arriveranno momenti difficili». C’era anche scritto questo nell’analisi di quella vittoria in terra catalana. Eccoci qua. I momenti difficili sono arrivati, ma è anche il round in cui si deve capitalizzare quello sforzo profuso in settimane magiche.

Ci sarà bisogno di tutti, e tutti dovranno essere coinvolti. Dal primo al dodicesimo uomo del roster, passando per il pubblico del Forum. «Allora state freschi» scriverà qualcuno, nell’insopportabile tendenza autolesionista di molti tifosi biancorossi sui social.

E invece no, il Forum la differenza l’ha sempre fatta, quando è servita. E la farà anche questa sera, ben sapendo che in campo vanno i giocatori. «Chi non è pronto rimanga seduto»: ancora una volta è Sandro Gamba ad inquadrare il momento.

Seduto rimarrà Fabien Causeur, e questa è una notizia già nefasta. Ettore Messina è tornato a mettere l’accento sulla difesa, sull’atteggiamento difensivo, che a Madrid non è stato minimamente degno di questo nome. Il francese, spesso utilizzato contro il portatore di palla, è un ingrediente base che viene meno.

Perché se la palla non entra dall’arco, si devono piegare le gambe. Ancora di più contro un avversario che arriverà con la disperazione negli occhi. Calendario complesso per i blaugrana, dopo Milano c’è la Istanbul del Fenerbahce, situazione di roster disastrosa, con Metu che viene meno per la stagione dopo Laprovittola, non dimenticando come ai box ci siano anche Nunez e Vesely.

Resta una squadra pericolosa, con giocatori di grande esperienza, ma ridotta nelle rotazioni: Satoransky, Punter, Brizuela, Anderson e Abrines sugli esterni; Willy, Parra, Parker e Fall sotto canestro.

C’è peso, c’è fisicità, che è quello che Milano ha sempre sofferto. Servirà anche per questo alternare le forze, sfruttare un roster più profondo, dove in fondo troviamo gente che EuroLeague la conosce bene: Flaccadori, Tonut, Ricci e Gillespie. 

Mai come oggi, serve l’energia di tutti. E la necessità da parte di Ettore Messina di coinvolgere tutti. Non si può più vivere di soli LeDay e Mirotic, in chiara flessione fisica. E’ il tempo che anche qualcun altro si faccia avanti.

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