
Pippo Ricci, nell’intervista concessa a Luca Chiabotti su Repubblica-Milano, ha parlato anche dell’essere capitano.
«Bello ma non facile, nel senso che non può mai staccare, devi esserci sempre. Nulla di nuovo: ho cercato di essere così nella mia carriera, di dare un pezzetto di me stesso alla squadra.
Il gruppo Olimpia è molto unito, anche nelle lunghe trasferte stiamo assieme, non siamo quelli che, dopo due giorni di convivenza, si odiano… Io ho molta fiducia in quello che possiamo fare, ma è il momento di farlo, di mostrare il nostro valore. Ce lo meritiamo»

Ho avuto la fortuna di poter vedere con i miei occhi giocare molti capitani biancorossi del passato,ne ricordo giusto alcuni:
Massimo ( Masini)
Giulio ( non il guitto di ROM ovviamente)
Pino
Toio
Mike,mio idolo assoluto,secondo solo all’ inarrivabile Cesare.
Riccardo
Nando e Sandro
Lupo
Antonello ( anche se un po’ canturino)
Per altri poco posso dire per motivi di età: il mito tra i miti,Cesare,i 2 Sandri ( Gamba e Riminucci),Gianfranco ( Pieri).
Non me ne voglia Pippone ma vederlo capitano ( assieme a Shavon) di questo mitico club e’ un po’ la cartina di tornasole del poco che siamo oggi.
Nella squadra degli invincibili lui giusto la borsa a Bob o Dino avrebbe potuto portare ,altro che capitano…
Poi che sia una brava persona,molto istruita (cosa che non guasta mai ) e molto attento ai problemi del prossimo per i quali si attiva personalmente questo e’ giusto rimarcarlo,ma se si parla di solo basket allora il discorso cambia.