
Nel 2023, il gruppo Dazn ha registrato un aumento dei ricavi globali del 30%, raggiungendo i 2,86 miliardi di dollari, ma con perdite operative pari a 1,5 miliardi di dollari. Dal 2016, il principale azionista, Len Blavatnik, ha iniettato quasi 7 miliardi di dollari per coprire le perdite, confermando la sfida di portare l’azienda alla sostenibilità finanziaria.
Il bilancio rivela che i costi operativi del gruppo sono stati di 4,21 miliardi di dollari, di cui 3,12 miliardi dedicati ai diritti TV, con impegni futuri già stimati in 9,3 miliardi fino al 2033. Nonostante l’aumento degli abbonati, stimati in 20 milioni paganti a fronte di 300 milioni di utenti mensili dichiarati, Dazn continua a registrare difficoltà economiche.
In Italia, Dazn paga 700 milioni di euro all’anno solo per i diritti della Serie A, con costi complessivi stimati intorno ai 930 milioni di euro all’anno. I ricavi da abbonamenti e pubblicità, invece, si aggirano sui 600-700 milioni di euro, lasciando un deficit annuale di circa 200 milioni di euro nel mercato italiano.
Fonte: Italiaoggi


È dura la sfida sul mercato italiano dove spadroneggiano, non tanto la concorrenza lecita, quanto gli operatori illegali che si fanno beffe dei diritti altrui, forti dell’impunita’…..perseguibili si, ma, nei fatti, perseguiti no