Malcolm Delaney: Rigiocherei contro il Barcellona. Il secondo anno pensavo di vincere l’EuroLeague

redazionale 3

Malcolm Delaney è stato ospite di RealTalk, la diretta YouTube di Spazio Olimpia Milano. In conduzione Mirko Malleo con Lorenzo Steffenini

Gazzetta veterani sassari

Malcolm Delaney è stato ospite di RealTalk, la diretta YouTube di Spaziolimpiamilano. In conduzione Mirko Malleo con Lorenzo Steffenini, presenti anche Luca Guazzoni e Kevin Martorano.

Ecco le dichiarazioni dell’ex play biancorosso trascritte da Mirko Malleo.

C’è qualcuno o qualcosa che le ha aiutato o le ha permesso di migliorare il suo livello di abilità e di atletica durante la sua carriera in Europa ed in Nba? Che grazie a ciò lo ha aiutato ad affrontare i principali giocatori di basket dell’Eurolega e del mondo in generale?

“No, voglio dire, quando stavo crescendo sono sempre stato sicuro di me. Mi sono impegnato, ho lavorato duramente per arrivare dove sono arrivato. Quindi, sai, per tutta la mia infanzia sono sempre stato abbastanza bravo. E man mano che crescevo, la mia sicurezza aumentava. Quando sono arrivato al liceo, sono migliorato ulteriormente. Poi, quando sono andato al College, sono cresciuto cestisticamente ancora di più. Sì, credo proprio che dopo il College mi sia sentito in grado di giocare con chiunque. Arrivando in Europa, non ho mai avuto il dubbio di poter giocare ai massimi livelli, perché pensavo che avrei dovuto essere comunque nell’NBA”.

Qual è la partita che vorrebbe giocare di nuovo, se potesse tornare indietro nel tempo in tutta la sua carriera e magari nell’Olimpia?

“Penso che probabilmente la partita contro Barcellona, la partita delle Final Four di Colonia contro il Barça. Onestamente non credo che avremmo potuto fare qualcosa di diverso. Kevin Punter ha fatto un tiro che è uscito e Cory ha fatto un gran canestro nell’azione successiva. Ma per me, sai, stavo giocando da infortunato, quindi non credo di essere stato al meglio, probabilmente ero al 75 o all’80%. Giocherei nuovamente quella partita forse per fare qualche cosa in più, ma per la maggior parte non rimpiango molte altre partite. Quella credo sia stata molto difficile. E poi penso che se ne avessi un’altra sarebbe la partita in cui mi sono fatto male il secondo anno. Quella con l’Efes di playoff. Il secondo anno ero sicuro di poter vincere l’Eurolega con Milano, avevamo un gran potenziale. Anche se, sai, mi piaceva di più la squadra del primo anno, quella con Kevin e Zach. La mia stagione è finita per un infortunio, qualcosa che non potevo controllare. È stato un infortunio molto raro”.

Ci sono molte voci sullo sbarco dell’NBA in Europa. Lei ha giocato sia in NBA che in Eurolega. Sarebbe felice di vedere una sorta di EuroNBA? Sarebbe un’opportunità per migliorare il livello del basket europeo?

“Per quanto riguarda l’NBA in Europa, non mi sono tenuto aggiornato. Ho parlato con Coach Messina questa settimana e mi ha accennato qualcosa al riguardo. Onestamente penso che aiuterà più la NBA che l’Euroleague, perché porterà un diverso livello di esposizione alla base dei tifosi europei e alla serietà delle partite in Europa rispetto alla NBA. Certo, dal punto di vista finanziario aiuterà l’Europa, ma dal punto di vista cestistico credo che l’NBA ne trarrà più beneficio perché i giocatori sentiranno un po’ più di pressione nel prendere sul serio ogni partita”.

Nella tua carriera Lei ha giocato con Zach Leday e Nikola Mirotic. Pensa che abbiano le caratteristiche giuste per giocare insieme ed essere competitivi in Eurolega o pensa che entrambi abbiano prestazioni migliori con un centro puro?

“È difficile da dire. Onestamente non ho mai visto Zach e Niko giocare insieme. Non ho visto nessuna partita quest’anno. Ma conoscendo entrambi, Zach ha sicuramente bisogno di giocare con un centro vero. Lui è un tiratore. Voglio dire, è stato probabilmente uno dei migliori tiratori da tre punti degli ultimi quattro o cinque anni in Eurolega e in Europa. E penso che sia ‘undersized’. Le cose che fa giocando accanto a un centro lo avvantaggiano di più con Nikola. Mirotic ha la stazza, sa anche tirare la palla, ma ha un gioco più da post, da numero 4. Quindi penso che possa giocare da cinque in emergenza, ma che sia più adatto a giocare a quattro. Penso che sia più bravo quando gioca nello spazio, quando fa il posting, sai, con giocatori un po’ più piccoli di lui. Quando deve difendere e giocare contro giocatori più grandi e atletici, fa sicuramente più fatica. Ma credo che potrebbe giocare come centro nella maggior parte delle squadre. Ma per una squadra da Eurolega credo sia più adatto a fare il quattro”.

Le manca giocare a basket in Eurolega?

“Onestamente? No. È una domanda difficile, perché mi mancano i miei compagni di squadra, come mi manca la competizione Eurolega. In ogni squadra in cui ho giocato, ho amato i giocatori, ogni città, ogni tifoseria, credo che una cosa che ho sempre cercato di fare sia stata quella di essere accessibile per parlare con i tifosi, per dare consigli ai miei compagni di squadra, quelli più giovani, o passare del tempo, portare i compagni di squadra fuori a cena, fare cose. Sono queste le cose che mi mancano giorno per giorno. Allenamenti e partite, non proprio. Soprattutto perché negli ultimi due anni ho giocato con un infortunio e, sai, non si trattava di non essere in grado di giocare o altro. È solo che mentalmente mi ha prosciugato. Ogni giorno dovevo arrivare presto, restare fino a tardi e non potevo concentrarmi sulla pallacanestro, ma solo sul mio ginocchio. Quindi mentalmente mi ha tolto il divertimento. Credo che sia questo il motivo. Di sicuro mi mancano i miei compagni di squadra e la competizione, ma ogni giorno non ci penso”.

A Milano manca un giocatore in quel ruolo, sarebbe tornato per giocare?

“L’allenatore avrebbe dovuto chiamarmi l’anno scorso. L’avrei fatto, sarei tornato per aiutarlo”.

Lei ha parlato del suo infortunio che lo ha limitato nei due anni di Olimpia. Ha una spiegazione del perché l’Olimpia negli ultimi tre anni ha avuto così tanti infortuni nel roster?

“Non lo so. Vorrei dire no comment, ma non mi esprimo… È difficile per me spiegarlo. So solo che con la mia situazione, è stato difficile da affrontare. Sapete, amo Milano. Amo coach Messina. Non voglio dire nulla di male su Milano, ma è così. La mia situazione era. Era difficile da gestire. Posso solo dire che non so perché né i dettagli di ciò che stava accadendo. So solo che mi sono infortunato nella finale di Supercoppa e sono stato operato alla fine della stagione regolare di Eurolega. Per me è stato, come ho detto, frustrante perché ogni giorno, da quando mi sono fatto male fino al giorno in cui mi sono operato, il ginocchio mi faceva male. Si stava gonfiando. Ho giocato nonostante tutto. Ho notato le cose che ho sentito commentare dai giocatori nel corso degli anni. Ho le mie opinioni, ma per rispetto delle persone a cui tengo e che non hanno nulla a che fare con gli infortuni, non dirò nulla”.

Quali sono i suoi tre giocatori preferiti in Euro League?

“Mike James, Kevin Punter e Zach Leday”.

Chi vincerà l’Eurolega quest’anno secondo Lei?

“Onestamente, non ho visto nessuno giocare, ma da quello che vedo, Monaco ha una forte possibilità. Penso che Mike, l’unica cosa che gli resta da fare è vincere il titolo. Si è ripreso dall’infortunio alla schiena, non si è potuto allenare in estate. Lui ha tutto, tranne la vittoria dell’Eurolega. Quindi penso che sia più motivato della maggior parte delle persone a ottenere tutto ciò. Quindi sceglierò il Monaco solo perché penso che Mike sia motivato e che loro abbiano una squadra molto competitiva”.

Fonte Mirko Malleo

3 thoughts on “Malcolm Delaney: Rigiocherei contro il Barcellona. Il secondo anno pensavo di vincere l’EuroLeague

  1. Beh! ….La risposta sull’infortunio a Milano è abbastanza indicativa, e si sente la fatica che fa a non dire quello che pensa veramente…….E che molti di noi non solo pensano, ma dicono.

  2. Il valore dell’uomo e’ pari a quello di James o Punter,ovvero molto molto basso.

    La classe,purtroppo per lui,non altrettanto,anche se a Barcellona ed il primo anno da noi aveva fornito di frequente buone prove.

    A mio avviso uno dei personaggi più squallidi visti in biancorosso,il fine rapporto tra lui e la società spiega molto di questo signore che ci ha praticamente rubato un anno intero di stipendio.

    Credo che gli intervistatori avrebbero potuto impiegare molto meglio il loro tempo.

    1. Sul tema, Baron dagli USA è stato più esplicito di lui pochi mesi fa.
      Anche lui uno “squallido personaggio”?

Comments are closed.

Next Post

La Gazzetta dello Sport: Milano cerca la svolta

«Milano cerca la svolta» titola la Gazzetta dello Sport oggi in edicola a pagina 42. Sottotitolo: «L'Olimpia sfida Trieste con assenze pesanti»
Shavon Shields

Iscriviti