
«L’Armani col Bayern per non dimenticare la lezione ricevuta ad Atene» titola la Repubblica-Milano a pagina 11.
Così Massimo Pisa: «Uno schiaffone, pur forte, passa in fretta. Il rossore si assorbe, il bruciore può essere lenito, a patto di non prendere subito il secondo.
L’Armani volata via in charter da Atene si è portata via un paio di lezioncine su cui meditare: la prima è che gli approcci morbidi – gli stessi visti in troppe esibizioni di campionato – si pagano caro, e forse certi quintetti “pesanti” messi sul parquet alla palla a due possono essere più zavorra che ancoraggio difensivo; e l’altra è che l’Eurolega resta la competizione più fisica che c’è, e se non si pareggia la voglia di aggredire e di sacrificare il corpo degli avversari si può finir travolti: tradotto, la sabbia nella clessidra per certi frillini (Dimitrijevic ma non solo) sta per esaurirsi».
