Clamoroso, anche la FIBA conferma: EuroLeague addio, si va con la NBA

Alessandro Maggi 4

La FIBA e l’NBA sono in trattative per la possibile creazione di una lega NBA in Europa, che potrebbe competere con l’EuroLeague e i campionati nazionali

La FIBA e l’NBA sono in trattative per la possibile creazione di una lega NBA in Europa, che potrebbe competere con l’EuroLeague e i campionati nazionali.

Andreas Zagklis, segretario generale della FIBA, ha dichiarato che il basket europeo non sfrutta appieno il suo potenziale commerciale e che l’NBA potrebbe offrire un’importante spinta in termini di marketing.

L’EuroLeague è al centro delle discussioni, con alcune squadre di alto livello, come Real Madrid e Barcellona, che potrebbero non rinnovare le loro licenze dopo il 2025-26.

Parallelamente, FIBA e NBA stanno negoziando aggiustamenti al calendario per facilitare la partecipazione ai tornei di qualificazione olimpica del 2028. La logistica per le Olimpiadi a Los Angeles rappresenta un ulteriore nodo critico, soprattutto se i Clippers dovessero raggiungere le finali NBA. La collaborazione tra le parti, secondo Zagklis, resta fondamentale per il futuro del basket.

4 thoughts on “Clamoroso, anche la FIBA conferma: EuroLeague addio, si va con la NBA

  1. Clamoroso si per chi osserva il settore da fuori, ma il progetto e trattative sono in corso da 15 anni circa, muovendosi lentamente fra intoppi politici, studi finanziari (con private equity, hedge funds e fondi di investimento che solo in tempi recenti diciamo 3-4 anni, si sono aperti alla possibilità’), e analisi di mercato.

    Forse qualcuno ricorderà’ cosa scrissi mesi fa al riguardo, e mi sembra che un paio di voi mi risposero negativamente (in termini di disaccordo e diversità’ di idee, al tempo cortesemente espressa) credendo nell’ipotesi “non c’e’ mercato” (salvo forse Turchia, Grecia e Spagna).

    In realta’ posso condividere (anche perche’ sta ormai diventando dominio pubblico) che dagli studi in cui fui coinvolto una mezza dozzina di anni fa, il mercato c’e’ e il volano di business puo’ funzionare anche in Europa, a scala.

    Ci fu una prima idea “M&A” (mergers and acquisitions) per una acquisizione e integrazione ai tempi in cui IMG era sotto aspre critiche per aver fallito nel compito di portare EL a tetti commerciali inizialmente previsti (in onesta’ intellettuale, forse non completamente colpa loro). Il piano B di un’alleanza con FIBA ha sempre avuto “alti e bassi”, con raffreddamenti delle conversazioni e improvvise accelerazioni in corrispondenza delle tensioni con EL di tempi recenti.

    Lungo discorso per condividere il pensiero: la lega globale non e’ una chimera, ma un piano a noi vicino. Andra’ per passi e privilegia mercati grandi e finanziariamente solidi (Istanbul, Atene, Madrid, Parigi, Londra), possibilmente vedendo un’estensione Araba.

    E quello che finanziariamente state vedendo a Parigi (basta andarsi a guardare la cordata azionaria e gli hedge funds con cui stanno discutendo l’espansione) e’ un piccolo indice di cosa bolle in pentola….prima si muove la finanza, poi le leghe si accordano in conseguenza.

    E certo…i budget si alzeranno in modo repentino su livelli mai visti in europa.

    Ma di fatto, un’inclusione nel “circo” NBA sarà’ positiva per entrambi: da un lato gli USA accorpano uno stilo di basket al momento piu’ interessante che migliora il prodotto sul campo, dall’altro l’Europa accede a “casse finanziarie” impensabili per la pallacanestro e entra a far parte del “grande stage:

    E mi auguro che Milano riuscira’ a insinuarsi nel programma, perche’ i mercati selezionati non saranno tanti e per forze dovranno essere super selezionati (sia commercialmente che finanziariamente per spessore proprietario).

  2. PS: L’idea non e’ mai stata quella di avere una “NBA Europe” al “day 1”, quanto quella di andare per fasi, puntando a un’integrazione di campionato in 3-5 anni, consentendo lo sviluppo locale in modo organico.
    Da vedere come risponde Eurolega e cosa potra’ garantire ai club con licenza….Finora la risposta EL e’ sempre stata secca, ma le cose potrebbero cambiare. Contando che dall’altra parte ci potrebbe essere un’offerta economicamente piu’ appetibile con all’orizzonte di entrare a far parte di una lega globale gestita da NBA in America e in JV con FIBA fuori dagli USA (ma operativamente condotta sotto schemi di business NBA). Lo snodo locale e’ poi un altro intoppo critico, l’NBA proporrebbe di gestirlo in stile “G League” (che troverebbe Messina e altri coach internazionali d’accordo), mentre i club minori potrebbero continuare a stare in opposizione, almeno fino al punto in cui cadranno sotto le pressioni finanziarie. E a quel punto addio “legge panda” che a molti di voi sta a cuore da quello che mi sembra di capire…lol

  3. Non comprendo appieno ma posso immaginare le logiche economiche e commerciali. Tuttavia mi auguro che il “basket giocato” non diventi poi quello che si vede li da voi, ovvero quello della nba. Resto infatti dell’idea che l’EL esprima il miglior basket (secondo i miei standard) del mondo.

  4. @19ufo, capisco il tuo commento e la tua posizione, piu’ che legittima. Capisco inoltre la posizione “Euroeague”, che detto fra noi e’ critica in questa giuntura, ma non priva di opzioni e speranze.

    Sulla lega NBA, per me vivendo in USA il campionato che seguo piu’ da vicino, penso vi siano verita’ e incomprensioni, favorite da “narratives” piu’ o meno vere.

    La verita’: 1. Il gioco e’ peggiorato rispetto a quanto molti di noi vedevano negli anni 80 e 90. Meno spettacolare, meno competitivo e meno “fisico”. 2. Il perimetro e’ ormai diventato l’area del campo piu’ “trafficata” e dove vinci e perdi partite e campionati. Quello non puo’ essere buona cosa per il basket. 3. La regular season e’ diventata piu’ noiosa e meno significativa, tanto per l’intensita’ competitiva che per il numero elevato di gare (82, troppe)

    Alcune “sub-verita’” che non vengono evidenziate da stampa e tifosi: 1. Il livello atletico si e’ elevato in modo sorprendente, cosa valutabile bene guardando il gioco “live” (meno appariscente “on screen”), sono incredibili i passi da giganti fatti dagli atleti in termini di accelerazione, vertical, decelerazione, agilita’ e potenza di movimento. Per chi non ha ancora vissuto l’esperienza: prendersi un biglietto “courtside” almeno una volta per rendersi conto. Ne vale la pena. 2. La tattica e’ cambiata, spesso in positivo: salendo il livello atletico e di conditioning, vedremo sempre piu’ “motion offense” e maggiore intensita’ nelle partite che contano. Non tutti i “club” hanno sposato la logica, ma con l’emergere di nuovi “coach” (piu’ giovani) penso vedremo significativi miglioramenti in velocita’, spazi e complessita’ di gioco, il che penso sia positivo.

    Penso che l’NBA sia un po’ a uno giuntura. Deve rinnovarsi e progredire. E penso che il “gioco futuro” sara’ un po’ un ibrido fra la classicita’ Eurolega e l’atletismo NBA, favorito da una omogeneizzazione della regolamentazione e della tattica.

    In quel senso, una “global league” potrebbe essere un’evoluzione positiva per la pallacanestro moderna, spingendo tutto in alto, anxhe se relegando i mercati “minori” (regionali) a livelli inferiori e meno rilevanti.

    Euroleague puo’ “rallentare” il processo decidendo di tenere duro e ancorando i top teams del continente, effetivamente privando NBA e FIBA della “creme” come contenuto del piano EU congiunto. Se regge da sola per un po, potrebbe deragliare gli avversari e affondare i piani espansivi di NBA in Europa.

    Dovra’ pero ottenere il supporto dei principali club che implicitamente devono “rifiutare” la scommessa commerciale di lungo termine di una “world cup”, associata e economics solidi, espansione di business, e competitivita’ ai massimi livelli. Privilegiando una competizione “regionale” (Euroleague) con un tetto economico e di espansione limitato a quanto vediamo oggigiorno (che causa perdite di capitali a chiunque investa).

    La domanda se sei PANA, o Real o Barca e investi 40m di euro all’anno e’ la seguente: vuoi continuare a spendere a quei livelli per perdere 3-5m all’anno e, se ti va bene, vincere una Euroleague, OPPURE, vuoi partecipare a un piano globale che (nel medio termine) ti metta a competere con Warriors, Nuggets, Celtics etc, ricevendo finanziamenti che espandano il tuo business, e potenzialmente chiudendo in attivo in 3-5 anni, dandoti la possibilita’ di competere per un titolo di “campione del mondo” (di club)?

    Non so come i club europei risponderanno e tutto e’ possibile (non sono ne’ profeta ne’ so predire il futuro), ma quelle sono un po’ le carte in tavola….

Comments are closed.

Next Post

Esiste un problema Neno Dimitrijevic? La soluzione può essere Bolmaro

Il caso Nenad Dimitrijevic. Esiste? Alti e bassi, e un crollo nei numeri abbastanza recente. E una certezza: se Neno non vede il canestro, diventa un problema
Nenad Dimitrijevic

Iscriviti