
Olimpia Milano post Virtus, si chiude una parentesi positiva in quel di Creta. Risposte degne di nota per Ettore Messina, che dopo aver retto il colpo con il Fenerbahce tocca anche il +25 con la Virtus Bologna.
Premessa. Difficile trovare indicazioni nel quarto quarto. Di amichevole si tratta, il calo di tensione può essere normale, irripetibile in gare ufficiali. La Virtus pare impattare meglio sugli esterni con Pajola, Morgan e Tucker, ma Milano era già scappata contro questi avversari in avvio.
Per 30’ si è visto, per quanto a singhiozzo causa scadenti risorse streaming (per noi), un buon gioco, rapido, arioso, capace di coinvolgere tutti. Anche i lunghi, con i 14 di LDay, gli 8 di Diop e gli 8 di Nebo (con 5 rimbalzi).
La Vu oggi può opporre solo uno Shengelia in condizione approssimativa, uno Zizic che esiste solo in attacco, e un Diouf molto positivo. E a questo quadro mancavano sugli esterni Belinelli e Grazulis con un Cordinier acciaccato, ma va anche detto che l’Olimpia vince, bene, con 4 punti di Shavon Shields e un Nikola Mirotic per lunghi tratte con le “scarpe slacciate”.
C’è ancora molto su cui lavorare, ovviamente, in primo luogo sul p&r quando si attacca a metà campo, al contrario di una transizione offensiva che già adesso è rapida, ben affiatata, e capace di riempire tutte le corsie.
Dimitrijevic e Bolmaro hanno la personalità per prendere in mano questa squadra, il tempo dirà se ne avranno anche le qualità. Al loro fianco la coppia Brooks-Tonut è tutta da comporre ancora. Il primo è da inquadrare davvero, il secondo è un po’ in ritardo dopo un’estate intensa. Che si è meritato.
Intanto bastino i tanti sorrisi, da sabato si farà sul serio. Finalmente.


Sono d’accordo anch’io sulla personalità dei due ragazzi. È tanta ed è forte: magari a qualcuno riuscirà indigesto, ma si vedeva già da Tortona.
Certo Bolmaro difficilmente riuscirà a mostrarla davvero se impiegato da play maker, che mi dispiace dirlo, ma non è il suo.
Non ha ritmo e non ha visione per quel ruolo, mentre ha tanto fisico e potenza per mostrare tutto il suo potenziale da guardia, secondo me.
Certo, ha fatto qualche assist, ma nelle partite a maglie larghe della preseason non sono quelli i numeri da guardare.
Credo che proprio a Milano, dove con Hines abbiamo avuto il piacere e l’insegnamento adatti a valutare gli “intangibles” per quello che valgono veramente, potrebbe essere più facile comprendere in base a quali di quegli – visione e ritmo, costruzione di vantaggi per la squadra – intangibles si può dire che sarà un giocatore dal grande potenziale, ma certo non se confinato in un ruolo non suo.
Anche Hall arrivò con grande potenziale e personalità a Milano, poi per esigenze di squadra fu confinato a fare il play, morendo.
Le “esigenze di squadra” essendo l’incapacità di Messina e staff di trovare, o anche soltanto concepire play maker veri dopo la partenza del Chacho e di Delaney che gli avevano risolto il problema.
Non posso che sperare che Messina e staff siano capaci di far brillare Bolmaro per quello che è, senza sacrificarlo per cosa non è.